Ravello Festival/ Emmanuel Tjeknavorian dirige l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai e rende omaggio all’Armenia

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L’Orchestra sinfonica nazionale della Rai al Ravello Festival. Venerdì 24 luglio, alle 20, sul Belvedere di Villa Rufolo, sarà diretta da Emmanuel Tjeknavorian, poco più che trentenne, uno dei più apprezzati giovani direttori di oggi con un programma dedicato a Chačaturjan e Musorgskij-Ravel. Veolia, Earth Legacy Partner del Festival, ha contribuito alla realizzazione del concerto.
Viennese di origine armena, Tjeknavorian, in omaggio alla sua terra d’origine, propone nella prima parte del concerto una selezione di brani del più grande compositore armeno, Aram Chačaturjan. Il programma si apre con una selezione di brani dalle Suite n. 1 e n. 3 dal balletto Gayaneh, che debuttò nella sua versione definitiva nel 1942 a Molotov, eseguito dal Balletto Kirov.
La trama originaria, incentrata sul conflitto tra il patriottismo e i sentimenti di una donna armena, fu in seguito modificata per privilegiare il lato romantico. L’opera è universalmente nota per la travolgente Danza delle sciabole e per l’Adagio, anche utilizzato da Stanley Kubrick nel film 2001: Odissea nello spazio.
A seguire un’altra pagina di origine coreutica, ancora di Chačaturjan: l’Adagio dalla Suite n. 2 tratta dal balletto Spartacus, uno dei più rappresentati del compositore.Composto nel 1954, è un’opera monumentale in quattro atti e nove quadri che valse al musicista il Premio Lenin. Si basa sull’omonimo romanzo del 1873 di Raffaello Giovagnoli, incentrato sulle epiche gesta dello schiavo romano che guidò la Terza guerra servile. Il balletto debuttò il 27 dicembre 1956 al Teatro dell’Opera di Leningrado con il Kirov Ballet e la coreografia di Leonid Yakobson.
Nella seconda parte della serata sono invece in programma i celeberrimi Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, proposti nell’orchestrazione realizzata nel 1922 da Maurice Ravel. L’occasione di una visita alla mostra postuma di disegni dell’amico architetto Viktor Hartmann, fornì a Musorgskij, nel 1874, lo spunto per una suite di pezzi pianistici di potente fantasia che, fra una Promenade e l’altra nelle sale dell’esposizione, descrive dieci quadri dietro cui si celano altrettanti stati d’animo.
Ravel, sul quale la musica russa e in particolare quella di Musorgskij esercitò una grande attrattiva, fu talmente conquistato dal fascino dei Quadri che ne realizzò una versione orchestrale divenuta celebre per la sua ricchezza coloristica.
Ravello Festival proseguirà mercoledì 29 luglio quando la Sala dei Cavalieri ospiterà Piccinni e Gluck, una corona per due con Sergio Rubini, mentre venerdì 31 luglio il Belvedere accoglierà uno degli eventi più attesi dell’edizione 2026: il ritorno di Kent Nagano con la Dresdner Festspielorchester e Concerto Köln per il Prologo e il primo atto della Götterdämmerung di Richard Wagner, nell’ambito del progetto internazionale The Wagner Cycles.
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www.ravellofestival.com

Qui sopra, Emmanuel Tjeknavorian. In copertina L’Orchestra sinfonica nazionale della Rai

Ravello Festival / Emmanuel Tjeknavorian leads the RAI National Symphony Orchestra and pays tribute to Armenia

The RAI National Symphony Orchestra at the Ravello Festival. On Friday, the 24th of July, at 8:00 p.m., at the Belvedere of Villa Rufolo, the orchestra will be conducted by Emmanuel Tjeknavorian, in his early thirties, one of today’s most acclaimed young conductors, with a program dedicated to Khachaturian and Mussorgsky-Ravel. Veolia, the Festival’s Earth Legacy Partner, contributed to the production of the concert.
A Viennese of Armenian descent, Tjeknavorian—in homage to his homeland—will present a selection of works by the greatest Armenian composer, Aram Khachaturian, in the first half of the concert. The program opens with a selection of pieces from Suites Nos. 1 and 3 from the ballet *Gayaneh*, which premiered in its final version in 1942 in Molotov, performed by the Kirov Ballet.
The original plot, centered on the conflict between patriotism and the feelings of an Armenian woman, was later revised to emphasize the romantic aspect. The opera is universally known for the sweeping “Dance of the Sabers” and for the “Adagio,” which was also used by Stanley Kubrick in the film *2001: A Space Odyssey*.
Next is another piece of choreographic origin, also by Khachaturian: the Adagio from Suite No. 2, taken from the ballet *Spartacus*, one of the composer’s most frequently performed works. Composed in 1954, it is a monumental work in four acts and nine scenes that earned the composer the Lenin Prize. It is based on the 1873 novel of the same name by Raffaello Giovagnoli, which centers on the epic deeds of the Roman slave who led the Third Servile War. The ballet premiered on the 27th of December 1956 at the Leningrad Opera House with the Kirov Ballet and choreography by Leonid Yakobson.

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