Romanzo/Fiorella Franchini racconta il potere ai tempi dell’antica Roma. “Pulsa de nura”: quella maledizione che la regina Berenice lanciò all’imperatore Tito Flavio

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Nel momento in cui la regina Berenice di Cilicia suggerisce una “Pulsa de nura”, ovvero una condanna a morte verso Tito Flavio, a cura di sette rabbini, la vita di questi si complica assai. Inizia con questo spirito il romanzo di Fiorella Franchini, dal titolo: Pulsa de nura. La maledizione di Berenice di Cilicia, Guida Editori, pagine 348 , euro 14.
Quando il generale Tito ripudia la sua amante, Berenice, compra il suo silenzio con i denari provenienti dal Tempio di Gerusalemme, da questi saccheggiato e distrutto.
La trama inizia infittendosi subito di giravolte man mano che si va avanti nella lettura, dove luoghi e circostanze vengono raccontati con dovizia di particolari, linguaggio ricercato e tempismo argomentativo nel far “entrare” e “uscire” i personaggi raccontati nella storia.
Sullo sfondo quella Campania Felix che gli antichi romani etichettavano come luoghi di perdizione; incastonata in quadri libertini di feste, vino, giochi, vacanze, prelibatezze culinarie, donne e luoghi di incomparabile bellezza.
Le pagine scorrono coi racconti e aneddoti romanzati dell’eruzione del Vesuvio, l’evento eruttivo del 79 d.C. che vide la distruzione delle città di Ercolano, Pompei, Stabia e Oplontis.  Riportando poi le paure e le preghiere delle popolazioni; l’epidemia a Roma e l’incendio di Campo Martio.
Tito Flavio dovrà misurarsi proprio con questi nefasti eventi, mentre pende su di lui una condanna per aver profanato il tempio di Gerusalemme. Sullo sfondo sempre presente Neapolis, che si adagia tra il mare, le coste e le alture.
L’autrice tratteggia bene, e con reductio ad unum, uomini di potere, donne, sottoposti, dimore e paesaggi urbani, riuscendo a far vedere e incarnare tutto questo perché elementi che vivono dentro una lettura coinvolgente, fluente e ricca di eventi, nonché coraggiosa e appassionante.
È un romanzo, questo di Fiorella Franchini, che va letto anche in più momenti, ma che siano spazi dediti e senza mai perdere la concentrazione dei fili intrecciati.
Un buon libro capace di trascinare il lettore, foriero di eventi storici anche drammatici, contornati dal “succedere” della vita reale, dal potere che si affanna a riprodurre sé stesso, dalle preoccupazioni,travagli e lotte delle popolazioni.
Lascia però dei dubbi, svelabili solo passando per la sua lettura: Tito Flavio supererà o meno la maledizione di Berenice? I guai delle popolazioni amministrate sono frutto di quella stessa maledizione o accadimenti indipendenti da questa? Buon prosieguo a voi.
Fiorella Franchini vive e lavora a Napoli. giornalista pubblicista, collabora al quotidiano ildenaro.it e a varie riviste on line. Ha esordito con i romanzi “L’Orchidea bianca” (1995) e “I Fuggiaschi di Lokrum” (1998), seguiti poi dai thriller “Nanhai” e “I fuochi di Atrani”. Di recente ha pubblicato i romanzi storici “Korallion” e “Il velo di Iside”, ambientati nella Napoli greca e romana.
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