Di aree interne, recentemente, si legge e si ascolta sempre più spesso. Borghi o paesi che li si voglia chiamare sono quei luoghi definiti dalla Strategia nazionale delle aree interne, nata nel 2013 su impulso dell’allora Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, come: territori significativamente distanti dai principali centri di offerta di servizi essenziali (istruzione, mobilità e salute) e a rischio di marginalizzazione o spopolamento.


A distanza di oltre un decennio lo spopolamento è andato crescendo fino a diventare un’emorragia di persone, conoscenze, storie e possibilità di crescita e sviluppo.
Il 25 settembre a Roma, nell’ambito della manifestazione nazionale Rome Future Week, si terrà Iterna- mente una conversazione a più voci tra chi non intende arrendersi all’idea dell’ineluttabilità della desertificazione di una parte dell’Italia.
L’associazione Italiana Coltivatori e l’associazione Not Ordinary Innovations ETS, con la partnership di ASviS Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, l’associazione EnterprisinGirls e A scuola per Abitare, hanno invitato diversi protagonisti per un confronto tra buone prassi: reti nazionali, attori del mondo agricolo, esperti di progettazione e pianificazione, amministratori e amministratrici locali, soggetti del terzo settore e ricercatori racconteranno esperienze, sperimentazioni e progetti.
L’abbandono dei paesi lontani dalle aree urbane – e privi di collegamenti con queste-  comporta squilibri sociali, economici e ambientali che si riflettono sulla qualità della vita delle persone e la tenuta degli ecosistemi locali con ricadute nazionali.
Un incontro dal taglio operativo tra quanti, da anni, lavorano allo sviluppo di pratiche conducendo attività e sperimentando modelli che rispondano alle esigenze di chi, vivendo nelle aree interne, incontra difficoltà e limiti. Una mattinata di studio per provare a rispondere all’interrogativo come cambiare paradigma nel decidere cosa è centro e cosa è margine?
«Le aree interne rappresentano un interesse primario per il settore primario. Gli scenari demografici che abbiamo davanti sono motivo di forte preoccupazione: entro dieci anni il declino riguarderà, secondo le stime, il 78,9% dei Comuni delle aree interne, una quota destinata a salire all’82,1% entro vent’anni. Dietro questi numeri ci sono comunità che rischiano di scomparire e, con esse, imprese agricole e attività ecosistemiche che oggi contribuiscono a mantenere vivi questi territori e non solo», dichiara Giuseppino Santoianni, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori.
L’incontro, diviso in due parti sarà moderato da Francesca Vitelli direttrice di Not Ordinary Innovation e presidente di EnterprisinGirls: «A vivere nelle aree interne – secondo l’ISTAT – siamocirca 13 milioni e 300 mila persone, quasi un quarto (il 22,6%) dell’intera popolazione italiana. Le aree metropolitane sono interessate da spinte centrifughe relative al pendolarismo e all’inurbamento di persone, non solo giovani, in cerca di lavoro cui si aggiungono i crescenti flussi turistici. Agli inizi degli anni Duemila le regioni adottarono strumenti di pianificazione strategica per decongestionare le città individuando direttrici che si spingevano nell’entroterra. Nel 2013 fu la volta della SNAI- la strategia nazionale per le aree interne- e oggi? Oggi dobbiamo ripensare un modello socio economico nel quale non esistano cittadini di serie A e di serie B e chi vive nelle aree interne possa essere partecipe di attività di rigenerazione sociale e culturale. L’incontro del 25 settembre sarà un momento di ascolto e confronto tra chi quotidianamente opera,  sperimenta, cambia strada e riprova senza mai arrendersi».
Nella prima parte della mattinata si alterneranno nelle relazioni Giuseppino Santonianni, presidente nazionale Associazione Italiana Coltivatori, Luigi Di Marco dellasegreteria generale ASviS, Gianluca Palma attivista, saggista e “sarto di comunità” salentino, ideatore del progetto civico-culturale La Scatola di Latta che promuove Daìmon – A scuola per abitare, Giuseppe Pace primo ricercatore presso l’Istituto di Ricerca su Innovazione, Diritto Internazionale e Sostenibilità del CNR, Pasquale Luca Nacca componente intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole minori, presidente dell’Associazione Insieme per Avellino e l’Irpinia e consigliere comunale della città di Avellino, Virgilio Caivano Presidente del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani, Pina Foti presidente di Italian in Italy Associazione Nazionale di Scuole di Lingua e Cultura Italiana, componente del tavolo tecnico del Ministero degli Esteri sul Turismo delle Radici e Leoluca Pollara – Coordinatore Nazionale AIC Giovani.
Lo spazio della seconda parte della mattinata sarà dedicato alle testimonianze di best practice con le Voci di dentro… Luigi Bruno presidente dell’associazione proCASTELLO APS, Viola D’Ettore architetta specializzata in restauro dei beni architettonici e libera professionista nel settore della conservazione e valorizzazione del Patrimonio culturale, Manuela Dragone, libera professionista nell’ambito della comunicazione e docente di storia e filosofia, storia dell’arte e psicologia e tecniche della comunicazione, Arduino Fratarcangeli ideatore e promotore di RESMED – Rete di Economia Solidale del Mediterraneo impegnato nella realizzazione di una ISOCOMUNITÀ, Davide Liberato lo Conte Dottore di ricerca in Management, Banking & Commodity Sciences e docente di Data Analysis Laboratory for Business Decision presso Sapienza Università di Roma e socio dell’associazione Give Back – Giovani Aree Interne, Amelia Stoduto giornalista e copywriter della narrazione territoriale, Amalia Temperini operatrice culturale specializzata in comunicazione, blogger, consigliera comunale con delega alla Cultura del Comune di Cellino Attanasio in provincia di Teramo e membro attivo di ITACA – Il Territorio Al Centro dell’Attenzione Associazione di Sviluppo Locale ETS e Felice Scaglione presidente dell’associazione Onde Giovani.
Al termine delle relazioni, dopo aver ascoltato quali metodologie e attività hanno dato buoni risultati e quali sono risultate inefficaci nei diversi territori, ci si dedicherà al networking per coltivare relazioni e costruire nuove sinergie al fine di ipotizzare una replicabilità che tenga conto delle singole specificità. Progetti nazionali, attività di comunità locali in Lazio, Campania e Abruzzo, idee e spunti su cui riflettere per immaginare nuove sfide.
Foto di copertina da Pexels

La partecipazione è gratuita ma è richiesta la prenotazione: direzione@associazionenoi.com oppure  presidente@enterprisingirls.it

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