Dopo Re_setting, la prima esposizione post lockdown della Shazar Gallery, Giuseppe Compare presenta una nuova mostra nella sua Galleria in via Pasquale Scura, Deposito materiale di senso. L’esposizione resterà allestita fino al 31 ottobre prossimo, si tratta della prima personale dell’artista Lello Lopez negli spazi della Galleria napoletana.
Classe 1954, l’artista Lello Lopez nasce a Pozzuoli e, dopo aver frequentato i corsi di pittura di Armando De Stefano, termina gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.  
La sua carriera si avvia sul finire degli anni Ottanta, periodo in cui sceglie di esprimersi utilizzando esclusivamente la scultura. In questa prima fase mette al centro della propria poetica e delle proprie opere il suo territorio, quello dei Campi Flegrei, realizzando oggetti tridimensionali con materiali diversi tra loro ma accomunati dal forte significato simbolico.
La scultura, però, non è per l’artista una scelta definitiva e infatti, pochi anni dopo, nel pieno degli anni Novanta, torna ad occuparsi anche di pittura, destreggiandosi sapientemente tra la bidimensionalità e la tridimensionalità.
Più di recente la sua pratica artistica è arrivata a includere altri media, utilizza, infatti, anche la fotografia, i video e gli effetti sonori, questa complessità espressiva è assolutamente presente nell’esposizione in corso alla Shazar Gallery.


Deposito materiale di senso prende il titolo da una delle installazioni esposte, una scrivania su cui poggiano due mani di terracotta nell’atto di sorreggere un piccolo registratore, è un invito a lasciare traccia della propria voce, ci sono tre megafoni che recano sulle etichette i nomi degli artisti Kosuth, Barry e Weiner, artisti che spesso utilizzano la sintesi vocale, e poi vi è un computer che ripete in loop l’Apologia di Socrate, recitata dal padre dell’artista.
«Gli elementi che ne fanno parte – spiega Lopez – attraverso contaminazioni ed equivoci, sono messi in relazione tra loro si aprono a continue interpretazioni nella ricerca di un senso primario, originario, significante…».
Le opere esposte sembrano voler porgere un invito al pubblico e, accogliendolo, la visita si trasforma ben presto in una sfidante esperienza di fruizione: i quadri, le sculture e le installazioni in mostra si lasciano osservare come rebus da risolvere, enigmi da sciogliere.
Bisogna ricorrere alle proprie esperienze, ai ricordi, e operare una sintesi associativa per innescare un meccanismo di gioco con le opere. Le piante dipinte agevolano un viaggio ideale che conduce lontano, in luoghi altri, mete desiderate, regalando alle opere un aspetto quasi poetico. Gli oggetti, tenuti insieme senza un senso apparente, mettono invece in dialogo tempi differenti, creano una relazione tra passato e presente, tra il ricordo e ciò che è.
Il catalogo, con i testi di Anita Pepe, sarà presentato il 31 ottobre 2020, in occasione del finissage della mostra.


Deposito materiale di senso sarà visitabile fino al 31 ottobre dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30 o su appuntamento. In ottemperanza alle nuove norme di distanziamento la galleria accoglierà solo due persone per volta, munite di mascherina, la prenotazione obbligatoria è possibile su tutti i canali ufficiali della Shazar Gallery.
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Shazar Gallery
Via Pasquale Scura 8
80134 Napoli
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