Il cantautore partenopeo Gnu (all’anagrafe Claudio Domestico) lancia una doppia sfida. Mette insieme 30 musicisti per la riedizione del brano Vola Colomba (che esce oggi, con cui Nilla Pizzi vinse il secondo Festival di Sanremo del 1952) e ne destina il ricavato della diffusione e della venduta alla raccolta fondi per finanziare la ricerca medica contro il Coronavirus messa in campo dal Pascale e dal Cotugno di Napoli (per saperne di più https://bit.ly/2QVuIvz).

Qui sopra la cover del brano; in alto, il cantautore Gnut
Qui sopra la cover del brano; in alto, il cantautore napoletano Gnut

Racconta l’artista: «Durante i primi giorni di quarantena ho avvertito una forte voglia di risentire vecchi amici musicisti, conosciuti in giro per l’Italia nel corso degli anni, che immaginavo, così come me, costretti a casa. Mi è venuta l’idea di utilizzare la rete per registrare una canzone a distanza. Dopo una brevissima ricerca la scelta è caduta su “Vola Colomba” di Nilla Pizzi. Questa canzone mi ha offerto molteplici spunti di riflessione ma soprattutto è servita a distrarmi dalla situazione drammatica che stiamo vivendo a livello internazionale. Grazie a questo esperimento ho risentito molti amici che stimo e che non potrò riabbracciare nell’immediato futuro ed insieme a loro, inviare un messaggio di speranza a chi ci ascolterà».
Ecco alcuni dei musicisti che hanno aderito al progetto: Fabio Rondanini, Carmelo Pipitone, Francesco Forni, Michele Signore, Rodrigo D’Erasmo, Mattia Boschi, Fabrizio Cammarata, Ilaria Graziano, Folco Orselli, Awa Ly, Flo, Dario Sansone, Alessio Bondì, Roberto Colella, Luca Carocci, Andrea Tartaglia, Emanuele Colandrea.
Il testo, ispirato all’amore, in realtà nasconde un altro significato legato alla città di Trieste, che in quel periodo storico era una città-stato indipendente sotto la protezione delle Nazioni Unite e divisa in due aree, una sotto il controllo angloamericano (comprendente anche Trieste), e l’altra gestita dalla Jugoslavia; fino al 1954 quando con il ‘Memorandum di Londra’ la zona angloamericana iniziò a essere gestita direttamente dall’Italia e infine nel 1963 Trieste divenne capoluogo di una nuova regione dello Stato italiano: il Friuli Venezia Giulia.
In quel contesto storico gli Italiani nell’Istria settentrionale avevano dovuto abbandonare le proprie case e separarsi dai propri affetti. La canzone parla proprio della voglia di riabbracciare la persona amata ed è straordinariamente rappresentativa anche di questo periodo storico in cui siamo costretti a restare distanti. “Vola colomba diglielo tu che tornerò e dille che non sarà più sola e che mai più la lascerò”.

GUARDA IL VIDEO (potete ascoltare il brano anche  sugli store digitali: https://spoti.fi/34fW9FI)