Suor Orsola Benicasa/ Napoli e la grande scena: costumi e figurini raccontano il melodramma europeo. Spunta il camerino virtuale

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“Napoli rivive la grande scena. I figurini teatrali a Napoli per un immaginario della storia della musica lirica italiana patrimonio dell’umanità”. Questo è il tema da cui si sviluppa la mostra (foto) organizzata all’Università Suor Orsola Benincasa fino al 12 febbraio (www.unisob.na.it/eventi) che poi si trasferirà negli Istituti italiani di cultura di Strasburgo e di Praga.
Concepita e realizzata in occasione dei 2500 anni dalla fondazione della città di Napoli dall’ateneo napoletano insieme con il comitato nazionale Neapolis 2500, l’iniziativa punta a mostrare attraverso la cultura partenopea, uno spaccato della grande stagione del melodramma europeo.
L’allestimento della mostra a cura delle storiche dell’arte Francesca De Ruvo e Alessandra Monica Mazzaro, con il coordinamento scientifico di Pierluigi Leone de Castris, è articolato in tre sezioni che fondono storia, tradizione e innovazione.
Eccole: i figurini originali, la riproposizione dei costumi di scena e un’esperienza immersiva con un camerino virtuale animato da ologrammi e altre tecnologie digitali, accompagnando così il visitatore in un affascinante viaggio immersivo dal bozzetto alla messinscena.
Realizzati dai più abili figurinisti attivi nei Reali teatri di Napoli per vestire ‘capricciose’ prime donne, interpreti e intere compagnie di canto e di ballo delle opere musicate da compositori come Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi e Gaetano Donizetti e realizzate da scenografi come Pasquale Canna e Pietro Venier, i figurini teatrali della collezione della Fondazione Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli consentono un viaggio lungo quasi un secolo nel panorama musicale e teatrale europeo, che proprio a Napoli, e particolarmente al San Carlo, trovò uno dei momenti più alti della produzione costumistica di tutti i tempi.
Il nucleo importante dell’esposizione è rappresentato, infatti, proprio dai costumi di scena ispirati a una selezione di figurini curata da Odette Nicoletti con Luigi Benedetti, esposti su manichini, con approfondimenti dedicati ai materiali e alle tecniche utilizzate.
Infine, il camerino virtuale rappresenta il cuore tecnologico del progetto espositivo: un’esperienza digitale che fa immergere il pubblico nella grande tradizione del ballo e del bel canto italiano. Concepito come uno spazio espositivo innovativo, il camerino virtuale ricrea digitalmente l’atmosfera intima e suggestiva del camerino teatrale, quel luogo magico dove il costume prende vita sul corpo dell’interprete prima di approdare sul palcoscenico.

Suor Orsola Benicasa/ Naples and the grand scenes: costumes and sketches tell the story of European melodrama. And the virtual dressing room shows up

‘Naples relives the grand scene. Theatre costumes in Naples for an imaginary history of Italian opera, a world heritage site.’ This is the theme of the exhibition organised at the Suor Orsola Benincasa University until the 12th of February (www.unisob.na.it/eventi), which will then move to the Italian Cultural Institutes in Strasbourg and Prague.
Conceived and created to mark the 2500th anniversary of the founding of the city of Naples by the Neapolitan university together with the Neapolis 2500 national committee, the initiative aims to show, through Neapolitan culture, a glimpse of the great season of European melodrama.
The exhibition, curated by art historians Francesca De Ruvo and Alessandra Monica Mazzaro, with scientific coordination by Pierluigi Leone de Castris, is divided into three sections that blend history, tradition and innovation.
Here they are: the original sketches, the reproduction of stage costumes and an immersive experience with a virtual dressing room animated by holograms and other digital technologies, accompanying visitors on a fascinating immersive journey from sketch to staging.
Created by the most skilled costume designers working in the Royal Theatres of Naples to dress “capricious” prima donnas, performers and entire opera and ballet companies in works by composers such as Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi and Gaetano Donizetti, and created by set designers such as Pasquale Canna and Pietro Venier, the theatrical costume designs in the collection of the Pagliara Foundation of the Suor Orsola Benincasa University of Naples take us on a journey spanning almost a century through the European musical and theatrical landscape, which found one of its highest moments in costume design of all time in Naples, and particularly at the San Carlo.
The core of the exhibition is represented by stage costumes inspired by a selection of sketches curated by Odette Nicoletti with Luigi Benedetti, displayed on mannequins, with insights into the materials and techniques used.
Finally, the virtual dressing room is the technological heart of the exhibition project: a digital experience that allows visitors to immerse themselves in the great tradition of Italian dance and bel canto. Designed as an innovative exhibition space, the virtual dressing room digitally recreates the intimate and evocative atmosphere of a theatre dressing room, that magical place where costumes come to life on the performers’ bodies before they take to the stage.

 

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