Con l’avvicinarsi dell’estate, il comparto turistico freme per la possibilità di ritornare in carreggiata e molte regioni registrano già numeri importanti di prenotazioni per l’alta stagione, sia da parte di italiani che stranieri. Sarà la stagione calda il trampolino di lancio per la ripartenza?
Purtroppo andrebbe fatto un discorso più ampio e a lungo termine che attualmente nessuno si propone di fare. Un po’ perchè le prospettive sono piene di incognite e quindi non ci si sbilancia, un po’ perchè mancano le basi di una programmazione futura della fruizione del nostro patrimonio.

Il fenomeno estivo rischia di rimanere una ripresa momentanea e isolata se non si valuta anche il dopo. Sicuramente le più penalizzate sono state le città d’arte, con musei e monumenti chiusi al pubblico da mesi, vuoti e desolati. Come nei migliori paradossi, ora si torna a parlare di ripartire da quegli stessi attrattori artistici, mortificati da oltre un anno, per risollevare le sorti italiane. Riapriranno adesso, con il ritorno del colore giallo ma su quali basi future se all’occorrenza sarebbero di nuovo i primi a richiudere? Draghi ha parlato di una attenzione maggiore sulla questione per cambiare alcuni modelli di sviluppo ma manca un approccio civico ed etico al problema.
Il comparto turistico italiano non può più reggere soltanto “sull’ hotellerie” e sull’invasione di massa stagionale e andrebbe costantemente amministrato sulla scia di analisi e ricerche, come d’altra parte si fa da tempo altrove del mondo.
I ristori del Mibact ammontano a circa 11 miliardi di euro complessivi per il mondo culturale e turistico. Ma i ristori sono state un po’ le pezze a colori di questo lungo periodo e lo sono ancora: incostanti, non abbastanza, mal distribuiti, senza pragmatismo. La pandemia ha ridotto il Paese sul lastrico e poiché per una piena ripresa ci vorranno anni, c’è la necessità di ripensare a un nuovo approccio culturale per stabilire un primato che l’Italia potrebbe tranquillamente portare a spalla.
Le valutazioni vanno fatte sicuramente sia a livello di realtà cittadine sia a livello macro. Se al centro viene messo il cittadino, visto non più solo come turista ma come parte attiva della fruizione del bene, le cose potrebbero cambiare già nei singoli luoghi, da quelli più richiesti a quelli meno altisonanti.
Su un fronte più ampio, qualcosa si sta smuovendo. Nel maggio 2020 è stato sottoscritto il Manifesto del Turismo Europeo, riaggiornato a febbraio 2021, in cui si esprime la volontà di creare una rete economica, sociale e territoriale nella UE per “mitigare l’impatto della crisi”. Diverse realtà istituzionali italiana vi hanno aderito e questo potrebbe essere un ottimo motore di cooperazione anche tra le stesse reti museali, per progettare a lungo termine.
Questa tanto voluta Unione Europea che troppe volte non ha visto “unione”, potrebbe essere una nuova speranza culturale?
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Nelle foto di Valentina Guerra, Piazza Municipio e Palazzo Reale di Napoli

Qui sopra, Castel Sant’Elmo (ph L. Basagni)


NOTIZIA/PRIMAVERA DELL’ARTE IN CAMPANIA
Riaprono i battenti, i musei della Campania. 19 dei 25 della rete rete regionale saranno pronti ad accogliere il pubblico, in quest primasettimana “gialla”, cominciando oggi, lunedì con Castel Sant’Elmo e Certosa e Museo di San Martino a Napoli, il Museo archeologico di Eboli e della Media Valle del Sele, l’area archeologica del Teatro romano di Benevento e il Palazzo della Dogana dei Grani di Atripalda.
Martedì toccherà alla maggior parte dei musei archeologici della rete: il Museo archeologico dell’antica Allifae, il Museo archeologico di Pontecagnano, il Museo ‘Georges Vallet’ a Piano di Sorrento, il Museo archeologico della Valle del Sarno, il Museo storico archeologico di Nola, il Museo archeologico dell’antica Capua e quello del Sannio caudino a Montesarchio, insieme alla Certosa di San Giacomo a Capri.
Mercoledì il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes, il Museo Novecento a Napoli sulla piazza d’armi di Castel Sant’Elmo e, finalmente, anche il Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana, insieme ai musei archeologici di Calatia, a Maddaloni, e Teano, mentre giovedì sarà la volta della Certosa di San Lorenzo a Padula.
Per saperne di più
musei.campania.beniculturali.it
beniculturali.it

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