Colori brillanti che uniscono le donne di tutto il mondo. In un abbraccio di “Sorellanza” più forte di qualsiasi assalto alla femminilità. L’installazione della pittrice napoletana Valentina Guerra, inaugurata oggi a Napoli, davanti alla sede della Uil Campania, al Varco Pisacane, in piazzetta Immacolatella nuova 5, è un altro segnale che l’organizzazione sindacale offre alla città del suo impegno nella lotta per un reale cambiamento sociale in cui la libertà femminile sia vista come una ricchezza e non una minaccia. Non solo simboli, però, servono fatti.
Sincera e spontanea, lo ha sottolineato Valentina stessa durante la presentazione dell’opera: «L’artista può porre l’accento colorato su un concetto che diventa creatività permanente, rimandando a ferite e problematiche ancora aperte. Però va ricordato che le istituzioni sono assenti nel resto delle altre giornate dell’anno nei confronti delle donne non solo in tema di violenza, ma anche di lavoro».

Qui sopra, la panchina dipinta per ricordare Ornella Pinto. In copertina, un particolare dell’installazione. Sotto il titolo, l’artista accanto all’opera

Lavoro negato che spesso le costringe, dovunque, a essere succubi di mariti, padri, compagni: ma la sorellanza può essere antidoto contro l’isolamento e strumento efficace per generare condizioni di autonomia e indipendenza.
Donne che supportano donne, ne promuovono il talento, l’intelligenza, l’energia. La loro forza è la solidarietà: i ritratti di Valentina sono accompagnati da papaveri, simbolo della resistenza in ogni tempo, contro ingiustizie e esclusioni; dall’arcobaleno che proietta la vita verso la speranza ; dalle farfalle, fragili ma libere di volare e, quindi, di esistere; dalla stella rossa delle combattenti curde.
E a pochi passi da “Sorellanza”, la panchina che l’artista ha disegnato, sempre su invito della Uil, nella primavera di quest’anno, in ricordo di Ornella Pinto, la docente assassinata dall’ex compagno.
Due opere in uno spazio che si propone come avamposto di una trasformazione concreta. Affinché la giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne non finisca per essere solo una celebrazione. E si volti davvero pagina. Garantendo diritti e non seminando solo parole vuote.
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