Il mondo ha appena detto addio a Günter Grass, spentosi ieri a Lubecca a 87 anni. Una vita, la sua che ha coperto quasi un secolo, il Novecento, sporco di sangue e orrore. E lo stesso scrittore, che gi  con la sua opera d’esordio “Il tamburo di latta” conquistò il pubblico, intellettuale tedesco di punta, fustigatore della Germania post- bellica e coscienza pacifista del proprio paese, solo quasi alla soglia degli ottant’anni confessò in una intervista al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung di aver militato giovanissimo durante la guerra come volontario nelle Waffen-SS. «Il motivo fu comune per quelli della mia generazione, un modo per girare l’angolo e voltare le spalle ai genitori» raccontò l’autore (Nobel per la letteratura) svelando la vergogna di un passato nazista che aveva tenuto ben celato a lungo.
Un passato oscuro che deve farci riflettere su un presente altrettanto foriero di atrocit , di cui potremmo essere tutti attori, cos come lo fu Grass nel suo tempo, senza averne pienamente consapevolezza. E’ questo il senso della mostra che Tommaso Pirretti, giovane artista lucano (di formazione napoletana) propone a Napoli, dopo l’anteprima a Salerno nella chiesa sconsacrata di Santa Apollonia, dal 16 (inaugurazione alle 18) al 30 aprile, nella suggestiva sala delle carceri di Castel dell’Ovo.
L’esposizione, che anticipa gi  nel titolo “19000091/le vite degli altri” l’inquietante percorso visivo, è curata da Clorinda Irace con Erminia Pellecchia e promossa dall’associazione TempoLibero presieduta dalla stessa Irace, con il patrocinio del Comune di Napoli. L’autore, nel catalogo che ha concepito come un quaderno delle elementari, una specie di taccuino della memoria per non dimenticare, ne offre un assaggio «Dalla prima guerra mondiale, all’Aids, ritenuto negli anni Ottanta la giusta punizione per i “peccatori”, con una modalit  che altro non è stato che un atto dittatoriale volto al controllo delle masse e finalizzato a limitare le libert  individuali, altrimenti non giustificabili. Vi presento il 1900, di cui possiamo essere giudici, ma riflettiamo sul presente di
cui siamo protagonisti».
"Le vite degli altri" d  ai visitatori la possibilit  di ripercorre tracce di una realt  che appartiene a noi tutti e che abbiamo il dovere di ricordare se vogliamo aprire uno spiraglio di futuro al mondo. Tuffandoci in una narrazione che procede per frammenti, come sottolinea Irace l’artista unisce «racconti sulla guerra di suo nonno ai tanti flash sull’emarginazione dei diversi, dagli indimenticabili suoni, ritmi, versi dell’amata Alda Merini al segno inconfondibile di Bacon e all’energia dell’arte di T pies, passando per le istantanee dei volti
sofferenti dei malati di Aids». Guidato da una mamma premurosa e attenta, l’arte.

Orari della mostra
giorni feriali dalle ore 9 alle 19.30, ultimo accesso ore 18.45
giorni festivi e domenica dalle ore 9.00 alle 14.00, ultimo accesso alle ore 13.15
ingresso libero

Nella foto, l’invito che annuncia il buio di un secolo “messo in luce” dalle opere di Pirretti

marted 14 aprile 2015