La stagione del Teatro Il Primo si conclude con un omaggio all’estro di William Shakespeare grazie all’adattamento di Gianmarco Cesario per una delle sue celeberrime opere, portando in scena “Sogno di una notte d’estate”. Il dramma si miscela sapientemente con la commedia, l’eleganza e la leggiadria del mondo delle fate si scontrano con la popolarit  di alcuni personaggi e i giochi d’amore si stagliano sotto gli occhi dei fantastici protagonisti.
Il progetto dell’Accademia Vesuviana di Teatro diretta da Gianni Sallustro ha visto in scena attori giovani ma tutti bravissimi, rievocando le figure di Ermia e Demetrio, alias Giusy Gargano e Valerio Gargiulo, cos come quelle di Lisandro ed Elena, interpretati da Alessandro Marano e Sharon Romano.
La regia di Leo Sandri è riuscita a gestire ottimamente su un palco di dimensioni alquanto ridotte anche le scene di maggior affollamento senza problemi, e ricreando delle magiche atmosfere come le danze fatate di Veronica Montanino e Nunzia Ambrosio, specialmente nell’evocativo accompagnamento della regina Titania, interpretata con autorevolezza e grande charme da Titti Nuzzolese.
Molto bravo Roberto Capasso, qui nei panni di Capechiuovo, che è riuscito, specialmente nelle scene clownesche in compagnia di Giuseppe Fiscariello, Livia Bertè e Salvatore Stellaro, a creare un clima di allegria e divertimento gi  dalla sua intonazione irresistibilmente pop.
Doppio ruolo per Stefano Ferraro, alias Teseo ed Oberon ed amichevole partecipazione per Niko Mucci nei panni di Egeo, ma particolarmente sorprendente Paolo Gentile, infido folletto Puck, svolazzante ed irriverente esattamente come il ruolo richiederebbe. A completare un quadro molto ben colorato, i costumi di Viola Orsini, con la consulenza di Gigliola Cesario, che hanno donato un look particolarmente efficace al numeroso cast che ha proposto l’opera.
E’ sempre interessante conoscere nuovi modi di rappresentare un genio del teatro come Shakespeare ed è molto soddisfacente trovare un cast giovane e preparato che riesca a rievocare abilmente il suo linguaggio.

LA MOSTRA/LA PRIMA RADICE AL BAD MUSEUM
“La prima radice” a cura di Raffaella Barbato. Sabato 11 maggio, negli spazi espositivi del BAD museum, associazione per la promozione culturale e la ricerca artistica diretta da Peppe Buonanno, la collettiva che vedr  coinvolti dieci interessanti artisti del panorama nazionale e internazionale AZ.namusn.art (Italia), Francesca Capasso (Italia), Jota Castro (Perù), Nemanja Cvijanovic (Croazia), Regina Josè Galindo (Guatemala), Domenico Antonio Mancini (Italia), MaraM (Italia), Yeal Plat (Istraele), Natasa Vasiljevic (Slovenia), Ciro Vitale (Italia).
Il progetto, ideato e curato da Raffaella Barbato, nasce come interrogazione sulle riflessioni/dichiarazioni sviluppate dalla filosofa francese Simone Weil (Parigi, 3 febbraio 1909 Ashford, 24 agosto 1943) nel suo ultimo lavoro, scritto negli anni della malattia e pubblicato postumo La prima radice – Preludio ad una Dichiarazione dei Doveri Verso l’Essere Umano.
BAD bunker art division
Via B.Croce 1 – 80025 – Casandrino (NA)

Articoli precedentiAdisu Parthenope, l’ex Manifattura Tabacchi diventa residenza universitaria
Prossimo articoloGiustizia: braccialetti, simbolo dello Stato inefficiente