Ancora un lungo e coinvolgente viaggio sulle tracce di una Italia "scomparsa", è questo dello scrittore e giornalista Antonio Mocciola, nella sua nuova e affascinante pubblicazione Le Belle Addormentate. Nei silenzi apparenti delle citt  fantasma. Alla riscoperta di un’Italia dimenticata. (Betelgeuse edizioni pg. 189 – € 12,00, nella foto la copertina) presentato, alla presenza dell’autore, nel foyer del Teatro Bellini dal giornalista Gianmarco Cesario, interventi del direttore della casa editrice Betelgeuse di Verona, Nicola Ruffo e del geologo Fabio Di Bitonto che ha curato anche la prefazione del libro, letture intense dell’attore Roberto Azzurro.

Seguendo il filo esplorativo e narrativo che lo aveva indotto a pubblicare qualche tempo fa Le vie nascoste. Tracce di Italia remota (Giammarino editore),
saggio che ha avuto una ottima risonanza di lettori e critica, Mocciola ripropone una tematica a lui cara e, bisogna sottolineare, di grande interesse, spessore sociale e culturale la ricerca di paesi abbandonati a causa di terremoti, disastri idrogeologici, guerre, oppure a causa di motivi più "umani" come spopolamenti ed emigrazioni "necessarie".
In una geografia sistematica che esplora ben 82 paesi e/o frazioni "fantasma" (ma sembra che l’Italia ne conti ancora di più, come ha sottolinenato il geologo Di Bitonto, che dal 2010 cura il sito www.paesifantasma.com www.paesifantasma.com, nel corso della presentazione), Antonio Mocciola si muove con lo spirito del viaggiatore nel senso più alto del termine, poich il vero viaggio è conoscenza di s e delle cose del mondo, è ricerca delle proprie radici, è memoria di un tempo lontano.
Scrive Antonio Mocciola nella sua introduzione «Le ho viste tutte, le mie belle addormentate. Le ho viste spegnersi lentamente, oppure gi  rassegnate, o anche orgogliose e vive dibattersi come pesci nella rete. L’Italia abbandonata è il rovescio della medaglia, una cartina turistica letta al contrario. […] E’ di questo Belpaese estinto che voglio tornare a parlare, perchè le citt -fantasma sono tante cose un saggetto antropologico, una bizzarra guida turistica, un cahier de doleances, un atto d’amore».

Un viaggio dunque che racconta questi paesi nella loro genesi storica, che li restituisce nella immota appartenenza alla natura che li invade e li circonda,
scoprendone i profumi, le case abbandonate, i reperti disseminati lungo il cammino all’interno di abitazioni, chiese, ad esempio, l’assenza immota di rumori di vita, eppure, nello stesso tempo, che parlano di vite lontane, di presenze ormai dissolte nella polvere del tempo ma che la memoria può ricostruire.
Le orme di passi lontani, l’eco di voci perdute attraverso il vento, l’ombra di ricordi altrui che diventano ricordi di tutti, universali, perch la memoria si trasformi in memoria collettiva.

Un viaggio dell’anima, condotto da un viaggiatore dell’anima come è Antonio Mocciola,
più che una guida perlustrativa, scritto con una ispirazione felice che incontra poesia, letteratura e informazione, che non tralascia di rammentare che la mano e la volont  dell’uomo potrebbero riattare qualcuno di questi luoghi, che l’indifferenza, la disaffezione forzata spesso non giovano.

Un libro che può facilmente leggersi come un lungo racconto evocativo e assolutamente avvolgente che parla in ogni caso di noi, di vissuti lontani che ci appartengono.

La bravura di Antonio Mocciola restituisce vita a questi borghi immersi nelle nebbie del tempo, con il piglio letterario e a tratti epico che lo contraddistingue senza dimenticare la propria indole da cronista che registra puntuale ciò che vede, che comprende.
Un percorso informativo, inoltre, per quanti volessero raggiungerli questi paesi, da quelli che si connotano come paesi fantasma da moltissimi anni a quelli più recenti, che vanno dal nord al sud attraversando tutto lo stivale, tanto che l’autore per ogni borgo visitato aggiunge, alla fine, le utili indicazioni stradali per arrivarci. Inoltre, una piccola carta geografica iniziale, una mappa dell’Italia contraddistinta da numeri all’interno di ogni regione italiana, che corrispondono ai vari borghi fantasma.
Un libro che, come ebbi gi  a scrivere per Le vie nascoste, evoca in qualche modo le poetiche incursioni in una Italia degli anni ’50 dello scrittore e regista Mario Soldati, oppure quello straordinario libro che è Viaggio in Italia dello scrittore Guido Piovene.
Una Italia immota, si diceva, ma apparentemente ferma nel tempo, apparentemente silenziosa, perch invece questa Italia fantasma, abbandonata, scolpita nel paesaggio che la circonda sarebbe tutta da riscoprire, per quanto possibile, da far rivivere. Un mondo altro ma anche forse un monito nel ricordo di come eravamo.

Concludiamo con le parole finali dell’autore all’introduzione al libro che ci sembrano esaurienti, oltre che pertinenti, sulla possibilit             6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d e/o necessit  di riscoprirli questi tesori nascosti
«Ma nei paesi abbandonati, restituiti alla furia e alle carezze della natura, puoi ancora ascoltare il suono dei tuoi passi e le armoniche della tua voce; tra i ricordi e le ombre ogni sussurro diventa eco, mentre il silenzio apparente riporta d’incanto vibrazioni dimenticate. E in quanto a me, ho trovato più vita nelle mie belle addormentate che non in un centro commerciale, il sabato pomeriggio»..

Un libro tutto da scoprire, da leggere,
vivacizzato da foto a colori di tutti i paesi esaminati, e inframmezzato da versi di Gustave Flaubert, Franco Arminio, Giuseppe Ungaretti.