Non è un teatro decotto il Sancarluccio che, nonostante la difficile congiuntura economica, presenta una media di 3000 spettatori all’anno e più di 20 spettacoli a stagioni cui si affiancano laboratori, eventi musicali, presentazioni, mostre e collaborazioni di respiro internazionali. Tuttavia il rischio di chiusura per questa storica istituzione culturale napoletana, a tutt’oggi, è lungi dall’essere scongiurata. Non si può condannare al silenzio questa realt  libera e indipendente, che da quarant’anni offre a artisti e giovani compagnie la possibilit  di sperimentare i linguaggi del teatro contemporaneo e di cercare forme sempre nuove in un’ottica plurale.
Era il 1972 quando Pina Cipriani e l’indimenticato Franco Nico, compagno di scena e di vita, fondarono questo spazio di repertorio e ricerca nell’attuale sede storica, al pianterreno del celebre palazzo liberty a ridosso di Via dei Mille. Sarebbe un grave vulnus privare l’intera cittadinanza di questa presidio sul territorio, spegnere una voce che contribuisce alla crescita sociale e culturale, nonch alla formazione di una coscienza civile nelle giovani generazioni. Eppure la mannaia dello sfratto, a fronte di un insostenibile fitto, aumentato negli ultimi 5 anni a 3100,00 euro mensile, incombe, n la proroga concessa dal giudice fino al 28 novembre allontana la fitta coltre di incertezza sugli scenari futuri.
I contributi erogati dagli enti locali, infatti, non consentono nemmeno una parziale e approssimativa copertura della gestione ordinaria, figurarsi nell’immediato un sforzo finanziario di tali proporzioni. E i piccoli teatri, più degli altri, pagano le falle nel sistema di erogazioni dei fondi che non sempre premiano la qualit  dei progetti, come invece accade negli altri paesi europei.
In attesa di leggi ad hoc, per lo storico spazio del quartiere Chiaia, sensibile agli aspetti “artigianali” del lavoro teatrale, il tempo morde e cos è partita la campagna “Gli angeli del Sancarluccio”, un modo per divenire “soci sostenitori” e sentirsi parte di un protagonismo dal basso. L’appello è rivolto ai tanti artisti, agli amici e a quanti non si rassegnano alla sparizione dal panorama teatrale napoletano di uno spazio storico che vuole continuare a esistere e resistere.
A sostegno del progetto è stata i promossa anche l’evento “Insieme per il Sancarluccio”, una tre giorni (dal 12 al 14 ottobre) di open space/open days/open arts che ha visto la partecipazione di Pina Cipriani, Tommaso Bianco, NapoliExtraComunitaria, Gianluca Masone, Antonella Stefanucci, Giulia Capolino, Antonello Cossia, Pasquale Terracciano, Lucia Stefanelli, Paola Del Prete, Pasquale Sorrentino, Vincenzo Leurini, della compagnia “A Tambur Battente” , di Dora Celeste Amato, per citare solo alcuni dei tanti amici che hanno aderito all’iniziativa. E nonostante le numerose difficolt , manca qualche giorno al via della nuova stagione che si apre gioved 18 ottobre con lo spettacolo di Elvira Frosini e Daniele Timpano, “Che mi hai portato a fare a Napoli se il teatro è morto?” (repliche fino a domenica 28). Un cartellone fitto che di certo non lesina i grandi nomi, se è vero che, malgrado tutto, “the show must go on”.
Ne parliamo con “l’ideatore artistico”- come preferisce essere definito- Egidio Mastronimico.
Quali sono le attese e le speranze che riponi in questa mobilitazione collettiva degli “Angeli”
“In realt , è una mobilitazione che riprendiamo dopo quella lanciata il 9 luglio . Gi  in quel momento abbiamo scongiurato la chiusura, perch il giudice ci ha dato una proroga fino al 28 novembre. A lungo ci siamo interrogati se partire con un’altra stagione e alla fine, spinti dalle numerose richieste e dai progetti in cantiere, abbiamo deciso di andare avanti. Proprio per arginare questa situazione, era d’uopo continuare con la stagione, altrimenti non avrebbe avuto poi senso lanciare un’altra campagna degli “Angeli per il Sancarluccio”. Abbiamo deciso di non mollare, di non morire, sperando in un aiuto delle istituzioni che sono latitanti anche se i tempi sono difficili, ma per noi lo sono sempre stati”.
Chi sono i cosiddetti “Angeli” cui chiedete un aiuto?
“Il concetto di angelo parte da quella che vuole essere una condivisione con la cittadinanza, un movimento attivo dal basso perch questo posto continui a produrre cultura. Ciascuno deve fare un’assunzione di responsabilit  senza delegare troppo agli altri. Qui si respirano delle sensazioni e grande è la partecipazione, soprattutto delle scuole negli spettacoli mattutini i ragazzi, accompagnati dagli insegnanti, vedono un teatro diverso rispetto a quello che caratterizza i grandi spazi, ove prevale una dimensione impersonale”.
A che punto sono le adesioni a questa nuova campagna?
“Il riscontro non è tantissimo. Napoli è molto pigra in tutto. Noi abbiamo avuto una bella adesione da Eugenio Barba e dall’Odin che si sono mobilitati dalla Danimarca, ma, nonostante l’abbia postata sul sito, non c’è stato uno scatto d’orgoglio. E’ continuato             6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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Contro ogni avversit  la nuova stagione è ormai alle porte. Quali sono i punti di forza?
“Il Sancarluccio continua la sua linea quarantennale che si è espressa in un teatro di qualit  e di innovazione, pur attingendo a generi diversi. A riguardo ci sono ancora molti fraintendimenti anche tra gli amici, che ci invitano a ispirarci all’orientamento del passato. E noi lo facciamo seppure con modi e forme diverse, perch ci si evolve e i personaggi, come le edizioni, si adeguano ai tempi. Altro fraintendimento sta nella opinione piuttosto diffusa che facciamo intrattenimento. In realt  noi contiamo a fare quel che abbiamo sempre fatto. Partiamo con Daniele Timpano che è uno degli ospiti di punta a cui abbiamo dato una residenza teatrale. Con Ubusette, un consorzio di Roma, Kataklisma e amnesiA vivacE porter  due performance “Si l’ammore no” e “Aldo morto. Tragedia”. Inoltre un workshop e la presentazione del suo nuovo libro “Storia cadaverica d’Italia alla Nea Art Gallery con cui tentiamo di fare una collaborazione. Ritorna poi l’Aretè ensamble con “Una scimmia all’accademia” per la regia di Jean-Paul Denizon, che è aiuto regista di Peter Brooke. Altro attore interessante della nuova generazione italiana è Oscar De Summa, che l’anno scorso ci ha deliziato con Riccardo III e quest’anno propone uno studio su Jago dall’Otello. C’è Matutateatro di Latina, c’è il ritorno di Lorena Senestro con un workshop di Teatro della Caduta.. Poi il Teatro dell’Elce di Firenze con Marco di Costanzo e Stefano Parigi, che tornano da una tourne in Colombia e rileggono un testo di Dürrenmatt. Una stagione che evidenzia un grosso impegno e grande dedizione da parte degli artisti ospiti, che vengono a percentuale”.
Multo nutrita anche la pattuglia dei napoletani…
S, abbiamo Massimo Maraviglia in collaborazione con Asum Anteatro, lo spettacolo di Natale che vede per la prima volta insieme Pina Cipriani e Tommaso Bianco in ” Eduardo a due voci”. Tra l’altro Tommaso Bianco è reduce dall’Eduardo che ha presentato in tv con Massimo Ranieri. Poi un giovane interessante è il drammaturgo Emanuele Tirelli che porta due spettacoli “L’Incoronata” e il nuovo ” Da questa parte” . Ci sar  “Il baciamano” in un bellissimo allestimento di Erre Teatro e Teatro Grimaldello, per la regia di Antonio Grimaldi. Abbiamo poi L’Ascolto Teatro, Antonello Cossia, partner di Toni Servillo , in “A fronte alta”, “Barbarella ed altre lontananze” di Peppe Lanzetta che è nostro amico. Inoltre “Signor Krapp” di Peter Ercolano, una rivisitazione de “L’ultimo nastro di Krapp” che ha sempre successo, in inglese e in italiano. Non manca la musica con la XII edizione di Convivio armonico e i matine. Chiudiamo la stagione ufficiale con Internoenki, un collettivo di Roma, vincitore del Fringe di quest’anno. E’ la seconda compagnia che vince il Fringe Festival che è stato bandito due volte, ed entrambe le edizioni sono state vinte da due compagnie che escono dal Sancarluccio. Se dobbiamo chiudere, lo faremo con Vodisca Teatro a mo’ di messaggio alla citt , con un passaggio del testimone ai giovani che hanno alle spalle realt  di disagio. I ragazzi di Vodisca sono originari di Scampia e provengono dal laboratorio “Arrevuoto”.
Il Sancarluccio da sempre promuove e organizza attivit  laboratoriali…
Ci sforziamo di trasmettere alla citt  e ai teatranti napoletano una diversa concezione del laboratorio non una scuola di teatro, ma un percorso permanente con incontri a frequentazione libera. Offriamo momenti di confronto sia a chi vuole avvicinarsi, a chi è mediamente avvicinato e vuole approfondire la conoscenza di un personaggio, un nuovo modo di fare teatro. Un laboratorio per conoscersi e confrontarsi con se stessi e con i maestri che spesso hanno paura mettersi in discussione. Tuttavia l’essenza dell’insegnamento, in qualunque campo, sta nell’instradare l’allievo per poi lasciarlo libero di pensare e di camminare sulle proprie gambe.

Per saperne di più

e-mail sancarluccio@teatrosan www.teatrosancarluccio.com
tel 3476880829/ 081405000/fax 081426161

Nelle foto, in alto, Pina Cipriani, Tommaso Bianco e Paola Del Prete, la compagnia "A Tambur Battente" e il foyer del teatro