Il mio rapporto con il Museo del Sottosuolo è nato all’insegna del massimo rispetto, muovendomi in punta di piedi, direi quasi con riverente soggezione. Un luogo che offre scambi suggestivi di energie energie cariche di storia, emozioni ed emotivit , basta solo saperle cogliere e respirarle per mettersi in perfetta sintonia, armonizzando il proprio respiro con quello del luogo. La cavit  del Museo del Sottosuolo è affascinante, suggestiva e avvolgente; è un luogo sacro nell’accezione più ampia del termine, non appartiene nè alla sfera strettamente religiosa nè a quella atea, ma al profondamente sacro.
AVVICINARSI ALLA NASCITA
Il rapporto con la terra è caratterizzato dalla complementariet  di devozione da parte mia e di accoglienza da parte sua. Accoglienza intesa come protezione. Dalla terra mi sento accolto, protetto e proiettato verso una crescita interiore. Quando nelle mie opere sotterro parole non faccio altro che metterle a dimora, protette dalla terra, e le semino come se fossero sementi, che al momento opportuno si trasformeranno in qualcos’altro; daranno i propri frutti. Questo giocare con la terra mi riporta ad essere bambino, ad avvicinarmi sempre di più alla NASCITA.
AVVOLTI NEL SILENZIO
Biblicamente siamo figli dal grande vasaio, siamo stati modellati con l’argilla con la terra.
Nel sottosuolo è come trovarsi nel ventre, nell’utero, avvolto nel silenzio, ascoltando solo i rumori della terra, come se fosse il corpo della grande madre che ci fa ascoltare il battito del suo cuore.
Gli artisti, rispetto alla location, possono operare in due modi completamente opposti il primo è quello di accogliere i suggerimenti dello spazio espositivo, e l’altro in completa opposizione. Il primo in simbiosi, l’altro in autonomia ed in antinomia espressiva, ma mantenendo sempre il profondo rispetto per le caratteristiche del luogo stesso. L’importante è che le due possibili visioni e i relativi dialoghi con lo spazio espositivo siano chiari e percepibili ai potenziali visitatori di una mostra.
Personalmente prediligo il primo approccio, infatti nella mia esposizione C_END_RE, tenutasi al Museo del Sottosuolo nel febbraio/marzo 2013, ho creato opere in perfetta sintonia con lo spazio e con lo spirito del luogo. In futuro spero che anche altri artisti si metteranno in profondo confronto con l’energia, la forza e l’avvolgente magia dello spazio del Museo del Sottosuolo. L’elemento caratterizzante delle mie opere o performance è il corpo. Non il corpo estetico, quello figurativo, ma ciò che mi interessa è la fisiologia del corpo; il suo funzionamento, le sue caratteristiche, le sue funzioni, i suoi processi, i suoi elementi, i suoi umori e le relazioni con gli altri corpi. La sua vita, la sua morte.
L’OPERA COME ORGANISMO VIVENTE
Mi interessa studiare il corpo, il mio, per creare quello dell’opera. Pensare all’opera come ad un organismo vivente crearne uno che abbia le proprie funzioni, la propria vita, la propria vista, il proprio linguaggio, una vita propria che si pone di fronte alla mia. Il corpo dell’opera di fronte al mio, quindi i due corpi che entrano l’un l’altro in relazione e si scambiano emozioni ed informazioni. Tutto ciò, però, non significa prestare il mio corpo all’opera, come è avvenuto per la body art ed altre situazioni artistiche affini.
In generale, il mio desiderio è veder crescere sempre di più questa fucina di idee e di eventi, qual è il Museo del Sottosuolo.
Vorrei che diventasse un luogo di riferimento dal punto di vista artistico-culturale. Mi auspico di creare progetti dove ci sia interazioni tra varie discipline, lavorare in modo sinergico con gli artisti e con tutte le altre forze e competenze presenti qui, al Museo del Sottosuolo.
I miei impegni a breve termine mi vedono presente in un’esposizione collettiva presso le Catacombe di San Gennaro. Si tratta dell’esposizione “Paleocontemporanea – Elementi di trascendenza nell’arte dall’antichit  al presente” visitabile a Napoli fino al 6 gennaio 2014. Inoltre sto lavorando alla realizzazione di un “libro d’artista”. La mia creativit , comunque, è in continuo fermento ed espansione e molti progetti sono ancora in fase embrionale, ma stanno crescendo e mano mano prenderanno corpo.

*artista e direttore artistico del Museo del Sottosuolo

In foto, l’installazione C_END_RE