Oggi è l’insulto che corre su internet ad alimentare l’odio, politico, antipolitico o semplicemente giornaliero. Puntando a distruggere chi si oppone ai propri disegni, che diventa un ostacolo da rimuovere. La missione è annientare l’avversario, senza badare a sfumature. Umiliandolo e privandolo di ogni dignit . Ma la violenza fisica è sempre in agguato. Attraverso l’onda della rabbia che invade la mente, pronta ad armare la mano e a fare fuoco anche sulla folla. Dettata spesso da quell’implacabile esigenza di prevalere sugli altri. Ecco perch la giornata della memoria per ricordare il massacro dell’identit  ebraica “, strategicamente organizzato” dal nazismo con la complicit  di un silenzio mondiale, dovrebbe ripetersi tutti i giorni , mostrando soprattutto ai ragazzi (che ne ricevono un’eco molto attutita) l’orrore di quanto è accaduto che non può essere cancellato.
l’obiettivo che si propone lo spettacolo teatrale del pluripremiato regista napoletano, autore di teatro e scrittore Pasquale Ferro “Una radura verde smeraldo” (anche romanzo breve) vincitore del Premio internazionale di Poesia e Letteratura Nuove Lettere dell’istituto italiano di cultura nel 2009. Messo in scena da tre anni per le scuole partenopee, rieccolo nella versione ideata da Vincenzo Borrelli, direttore artistico del Centro Spazio Teatro di San Giorgio, palcoscenico dove Massimo Troisi, negli anni ’70, cominciò a svelare la sua genialit  artistica.
Rappresentato nel weekend scorso, con giovani e convincenti attori, suscitando emozioni del pubblico (molto più pronto a riflettere di quanto non si pensi), lo spettacolo ha messo a nudo gli occhi di Hitler, svuotando il suo disegno di potere nell’angoscia di una scenografia dove il verde della radura è azzerato.
Non ci sono foglie a nascondere l’operazione hitleriana di disumanizzazione e due speleologhe si trovano immediatamente di fronte all’asprezza di un bunker tra le sbarre di un passato che ha il coraggio di raccontarsi. Le cavie umane degli esperimenti pianificati dagli scienziati con la svastica ci fanno sprofondare nell’ incubo di quelle persone ridotte a numero, costrette anche a ingoiare la defecazione dei potenti.
Alessandro F è il personaggio che introduce e narra la ferocia scientifica (incarnata dalla figura del Doktor) su ebrei, neri, zingari, omosessuali, disabili per realizzare la purificazione del mondo, mentre la musica rock firmata da Iron Maiden, Led Zeppelin e Doors scuote l’udito degli spettatori e l’effetto forte delle luci ne abbaglia lo sguardo. Facendo rivivere l’esperienza della morte che danza in platea dove giganteggia, accanto a loro, su una specie di trono funesto, il Führer.
Un dio, mascherato quasi da clown, con la faccia grottescamente dipinta della sua dottrina. Che ancora oggi rivive nel razzismo di molti. Su cui, per esempio, ha costruito il suo successo il comico francese antisemita Dieudonn con uno spettacolo aggressivo, censurato alla fine dallo stesso governo francese, dopo un ciclone di polemiche. Dimostrando, ancora una volta, che l’intolleranza religiosa può sempre far esplodere incendi all’improvviso.

In scena, per la regia di Vincenzo Borrelli Rossella Luongo, Davide Magliuolo, Giulia Minervino, Simone Somma, Emanuela Tammaro, Martina Giardulli, Antonio Tatarella, Marco Riccione

In foto, due momenti della spettacolo