Sullo sfondo di un dramma mondiale, quale la Seconda Guerra, si staglia e si svolge un dramma familiare, casalingo, ma che di intimo ha ben poco. Un appartamento borghese si trasforma in prigione, i padroni di casa diventano servi di aguzzini invasori che poi si rivelano anche essi delle vittime. Conflitti universali che si intrecciano indissolubilmente con quelli personali in un’ambiguit  di ruoli ed emozioni. Si tratta di “Appartamento ad Atene” film di Ruggero Dipaola, è la pellicola italiana più premiata nel 2012 e il film italiano più premiato quest’anno negli Stati Uniti d’America, ben 27 i riconoscimenti assegnatigli.
A incontrare il pubblico e presentare il film al multisala Delle Palme a Napoli, il regista Dipaola, l’attrice Laura Morante e lo scenografo Luca Servino.
In una improbabile Atene, ricostruita tra Cinecitt  e la Puglia, si svolge, quasi tutta in un appartamento volutamente claustrofobico, la vicenda della famiglia Helianos durante l’occupazione tedesca. Il pretesto della storia la famiglia, marito (Gerasimos Skiadaresis), moglie (Laura Morante) e i due figli, i bravi esordienti Alba de Torrebruna e Vincenzo Crea, vessata dall’intrusione prepotente dell’ufficiale tedesco (Richard Sammel) vincitore e invasore, lascia ben presto spazio al vero significato del film o ad una delle sue possibili letture.
Protagonisti del racconto sono l’editore greco Helianos e l’ufficiale tedesco Kalter, due mondi, due culture, due tradizioni e sensibilit  a confronto. La mitologia eroica dei Nibelunghi, il mito del Superuomo e della missione della nazione tedesca si incontrano-scontrano con la sensibilit  del mondo greco, dell’eroe generoso, del dio umano e umanizzato, della pietas, della famiglia. L’intesa tra i due uomini di cultura appare rafforzarsi nel momento del dolore e del lutto, ma è proprio quando sembra che le due anime possano finalmente toccarsi che una frase di Helianos segna l’inevitabile rottura. Per il greco, il Führer, il Duce sono due uomini responsabili della catastrofe e della guerra, e dei loro lutti privati. Per il tedesco nulla può attaccare la superiorit  del Führer, nulla può attentare all’inviolabilit  del capo della nazione tedesca. Sar  questa la causa dell’epilogo tragico e drammatico dei protagonisti uniti in un destino di morte.
«Il film spiega il regista Dipaola è tratto dal romanzo “Apartment in Athens” di Glenway Wescott del quale mi aveva colpito sia l’aspetto del conflitto confinato all’interno delle mura domestiche sia tutte quelle dinamiche familiare che ne conseguivano. Inoltre dopo aver scritto la sceneggiatura, sono riaffiorati in me i ricordi di mia madre che mi raccontava, quando andavo alle elementari, di come la sua famiglia, in Abruzzo, fosse stata costretta ad ospitare un soldato tedesco assieme al suo cane, a cui venivano dati gli avanzi per saziarlo».
Bravi gli attori, ben orchestrato e diretto il racconto grazie all’impeccabile regia di Ruggero Dipaola. La serata a Napoli è stata vivacizzata dalle numerose domande del pubblico in sala a cui Laura Morante, il regista e lo scenografo hanno risposto con intelligenza e pazienza in maniera ampia ed esaustiva.

Nelle foto, il regista Dipaola (da sinistra) e lo scenografo Servino davanto alla locandina del film. Nelle altre due immagini Laura Morante in una scena di Appartamento ad Atene