Visti da vicino. I dodici magnifici caravaggisti che dal genio del pittore trasgressivo e ribelle al suo tempo trassero linfa e vitalità per imporsi loro stessi come esponenti della illustre scuola napoletana del Seicento, “Un secolo di furore”.
Ed è proprio questo il titolo scelto  per la mostra che sarà aperta al pubblico da domani (venerdì primo febbraio) nel Museo Filangieri, in una strada ad alta concentrazione di  strutture museali (8), via Duomo, dove il principe Gaetano, nel quattrocentesco palazzo Como, volle creare la dimora delle arti applicate, delle sculture , dei dipinti e dei libri antichi provenienti dalla collezione di famiglia.
Non c’è da sorprendersi che siano i caravaggisti i protagonisti di un’esposizione destinata alla valorizzazione del patrimonio di un vero e proprio scrigno d’arte: il nuovo direttore Paolo Jorio, che dirige anche il Museo del tesoro di san Gennaro, proposto a un pubblico internazionale,  con esposizioni in tutto il mondo, ha firmato a quattro mani con la storica dell’arte  Rossella Voudret il libro Luoghi e Misteri di Caravaggio (edito da Cairo), dopo aver scritto con lei per la  collana  StorieSkira  il romanzo  Il mistero dell’angelo perduto  ispirato  alla storia di un capolavoro del Caravaggio di cui ancora s’ignora la sorte.
L’iniziativa inaugura la rassegna  Visti da vicino ideata per richiamare l’attenzione degli spettatori di volta in volta sui tesori della pinacoteca che ricopre le pareti della magnifica Sala Agata. Si comincia, quindi, da autori che sono diventati a loro volta pittori prestigiosi del barocco napoletano, come Andrea Vaccaro (presente con una Sant’Agata) o Battistello Caracciolo (di cui si può ammirare una  San Giovanni Battista).
Ma c’è anche lo Spagnoletto, ovvero Jusepe de Ribera con Santa Maria Egiziaca. E all’ingresso attira il visitatore La rissa a 4,  in punta di spada, dipinta dall’olandese Matthias Stommer che si fermerà a Napoli dal 1633 al 1637 lasciando qui un bel po’ di tele. A sottolineare l’influsso del Caravaggio, sotto l’opera, la  bacheca contenente i modelli delle armi del Merisi che fanno parte della collezione Filangieri. Fedeli compagne di una vita burrascosa, come attesta un antico documento individuato all’Archivio romano di  Stato. Alcuni dei quadri presenti fanno parte dell’esposizione di Villa Livia al Parco Grifeo, di proprietà dei Filangieri.

Qui sopra, le armi di Caravaggio. In alto, uno scorcio della mostra
Qui sopra, i modello delle armi di Caravaggio. In alto, uno scorcio della mostra

Tra gli altri nomi prestigiosi che figurano nella mostra, quelli di  Micco Spadaro, Mattia Preti e Francesco Solimena. Ma l’ombra del Caravaggio nella  zona dove sorge il museo del principe di Satriano è lunga e consolidata: basti pensare alle sette opere della Misericordia, emblema del Caravaggio napoletano,  custodito nella chiesa del Pio Monte  nella vicinissima via dei Tribunali. O ancora altre tracce superbe al Museo Diocesano Donnaregina. Il passato è splendore indelebile che  il presente raccoglie come eredità da rilanciare. Per i turisti ma anche per i napoletani stessi.
La rassegna Visti da vicino
Un secolo di furore
I caravaggisti del Filangieri
Dal primo febbraio al 26 aprile 2019
Museo Filangieri
Via Dumo 288 Napoli
L’allestimento della mostra è stato realizzato grazie al contributo dell’Associazione Salviamo il Filangieri

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