>”La felicit  è solo un istante in questo buco”. Nelle parole di Patrizia, la protagonista di uno dei racconti di ” troppo tardi per scappare” (ilmondodisuklibri, pagg. 110, euro 11,00), vi è tutta la rassegnazione per un destino che appare segnato dalla violenza, nella Scampia delle faide tra clan camorristici, delle case bunker con le inferriate d’acciaio, dello spaccio con il perenne brulichio di tossici alla ricerca di una dose.

Patrizia è la moglie di Lelluccio, uno spietato sicario di un clan camorristico, promosso poi capo-paranza
“un premuroso padre di famiglia, stimato camorrista, appassionato amante, traditore, bugiardo e assassino”. La vita di Lelluccio e Patrizia, e dei loro figli Gaetano e Marika, è guidata dalle regole che il clan impone alle proprie famiglie per garantire il controllo del territorio e l’incolumit  degli affiliati. Sullo sfondo vi è la quotidianit  di un orrore fatto di “puzza di morti ammazzati” che l’autore del libro, Gildo De Stefano, descrive come cornice di un quadro familiare analizzato nei minimi particolari, in cui emerge il desiderio di normalit  che Patrizia persegue “… ella si aggrappava all’ordine quotidiano, ai pasti regolati, al lavoro che si ripeteva ogni giorno, alle visite, alle passeggiate. Amava quest’ordine che le permetteva di vivere.”
Patrizia è consapevole del ruolo delle donne nel sistema camorristico, basato sul modello di subordinazione all’autorit  del maschio, che ha il controllo del loro destino e aumenta il proprio prestigio se le donne della sua famiglia si comportano con onore. “Tu mi appartieni” le dice il marito poco tempo dopo le nozze, quasi a voler significare che da quel momento in poi lei è una garanzia per la reputazione di Lelluccio all’interno del clan. E come lei, anche Carmela e Nunziatina, le protagoniste degli altri racconti del libro, accettano le regole del gioco e cercano di procurarsene vantaggio pur di sopravvivere in un sistema dominato dagli uomini.

Gildo De Stefano racconta l’attualit  dell’universo camorristico
da un punto di vista femminile e descrive le trasformazioni che gli anni di malavita hanno prodotto nelle personalit  delle protagoniste chi si è incattivita, come Carmela, perdendo ogni traccia di tenerezza e sentimento; chi si è arresa, come Patrizia, comprendendo l’impossibilit  di salvare la propria famiglia e in particolare i figli da un destino che ogni giorno le appare sempre più inesorabile. Gli uomini recitano la loro parte di esseri spietati e implacabili, non possono consentirsi indecisioni perch verrebbero interpretate come un segnale di debolezza e per loro sarebbe la fine all’interno del clan.
Uomini e donne della camorra scelgono di vivere circondati dalla violenza, accompagnati da una cappa di disperazione che pervade i luoghi teatro del loro orrore quotidiano. Guardarsi indietro non ha più senso, ormai la via intrapresa non consente deviazioni di percorso e non si può sfuggire alle rigide leggi della malavita. Scrive l’autore “il futuro sarebbe arrivato anche senza il loro intervento e misteriosamente li avrebbe resi ciò che mai avrebbero voluto essere”.

In foto, la copertina del libro