Anna Capasso, l’emigrazione delle donne nelle canzoni e nella prosa, nello spettacolo “Donne in viaggio da Napoli a Broadway”, questa sera, marted 2 agosto, alle 21 al Maschio Angioino. Cantante e attrice Anna racconta la donna napoletana e del Sud Italia di inizio del secolo scorso. Parte sulle navi stipate di emigranti verso l’America del Nord o del Sud, lascia un mondo patriarcale, rassicurante in cui è nata, e va verso l’ignoto un mondo che le muter  mentalit , costumi e modo di vedere la vita che si rispecchia in uno grande specchio fiabesco che la fa sognare. Lei è partita con lo scialle nero sul capo, sulle spalle e valigione di cartone. Sbarra i neri occhiin una citt  affollata di gente di ogni paese, piena di auto, larghe vie, palazzi alti che toccano il cielo, luci a neon, magazzini grandi forniti di ogni genere, boutique, bar, ristoranti, alberghi. Dov’è la sua parrocchia, l’emporio, la merceria, l’amico beccaio ortolano pizzicagnolo? Si fa coraggio, raccoglie tutte le sfide, intuisce le opportunit  per inserirsi nel Nuovo Mondo.

Accantona abiti neri, scialli, mutandoni, calze spesse e ciabatte.
Scopre i capelli corvini, calze di nailon, indossa slip gonne corte e camicette colorate, rossetto rosso e ombretto. Canta e smette di piangere e ricordare amiche, genitori, nonni, zii, la casa a un solo piano dipinta a calce come le altre, il focolaio, l’orticello, galline e conigli che allevava con cura, il suo asinello. Non vuole essere donna bigotta, madre ansiosa, moglie sottomessa, massaia solo dedita a lavare, impastare, fare il pane, cucinare la solita zuppa pasta e fagioli, cavoli, patate, zucca.
“Mamma dammi mille lire ch in America voglio andar” (De Gregori).”Partono e bastimmente/pe’ terre assaje luntane/cantano a buordo so napulitane…/ cantano pe’ tramente/o gulfo gi  scumpare/ e a luna, a miezzo o mare/ nu poco e Napule lle fa vede” E.A. Mario (1919).Con determinazione si lancia nella nuova realt , riflette, medita, esplora e scopre le sue capacit  di imprenditrice, esponente politica e culturale. Diventa soggetto dinamico, donna finalmente felice, non più succube, nell’evoluzione della societ  in cui vive.
Questa evoluzione Anna Capasso la illustra con un percorso canoro che parte dalla classica canzone della tradizione napoletana e procede verso le più moderne esperienze musicali del mondo europeo e americano portando lo spettatore lentamente dai principi del Novecento alle conquiste della tecnica della scienza e del sociale. Il percorso recitativo, invece, attraversando le varie vicende positive e negative delle donne, tocca argomenti quali violenza e prostituzione.
L’artista interagisce con il pubblico anche attraverso momenti di comicit «E’ anche un manifesto di rivolta contro le ultime resistenze del mondo antico, un grido di rabbia contro il femminicidio, il sopruso, il tentativo sistematico di spingere indietro quello che ineluttabilmente la storia porta in avanti. Un invito a rendersi conto di come migliore sia un mondo in cui l’uomo e la donna sappiano e possano agire sinergicamente con parit  di ruoli, di diritti e di sforzi ». Il recital è stato portato in scena con successo gi  nel 2015 a Villa Bruno per il “San Giorgio Teatro Festival”, per “Estate a Napoli” nella Casina Pompeiana in Villa Comunale, oltre che in teatri di Roma e Milano.

Per saperne di più
Ingresso 10 euro – Per saperne di più arcobalenonapoletano@libero.it
Il programma completo dell’Estate a Napoli 2016 è disponibile sul sito del Comune di Napoli
www.comune.napoli.it/estateanapoli2016