“Accanto ai santuari della malavita organizzata, esistono i santuari di carit  e d’amore.” Scrive il giornalista e saggista Raffaele Bussi nel suo nuovo panphlet “Santuari. L’avventura umana di Gaetano Errico”(pagg.140, euro 12) della giovane e ben curata casa editrice “ilmondo disuklibri”. Che, dopo l’ esordio al salone del libro di Torino,ha presentato il bel testo a sfondo storico a Napoli gioved 2 dicembre al Museo Diocesano di largo Donnaregina. Sono intervenuti al dibattito, moderato da Vincenzo Colimoro, padre Salvatore Izzo, Aniello Montano, don Adolfo Russo. Nella suggestiva cornice “in un luogo che gronda di storia” ha letto alcuni braniGiuliano Maschio.
ANIMA BELLA
Apre l’interessante incontro Vincenzo Colimoro sottolineando che l’attenta lettura del testotrasmette una ritrovata sollecitazione intellettuale, testo che è caratterizzato da una “narrazione che scorre veloce” nella preziosa ricostruzione storica anche del linguaggio . Prende quindi la parola padre Russo che definisce il romanzo, ambientato nel periodo che spazia dal la Repubblica partenopea (1799) all’Unit  d’Italia, un libro di storia, di letteratura, di spiritualit . Aggiunge che il luogo scelto per presentarlo, restaurato da poco, è un posto che ci fa sentire ancora più avvolti dall’arte, dalla spiritualit  e dalla bellezza con le sue due tele di Luca Giordano e Solimene con gli splendidi affreschi Padre Russo si dice abbagliato dall'”anima bella” di Gaetano Errico che fondò l’ordine dei missionari dei Sacri Cuori (proclamato santo nel 2008 da papa Ratzinger) racconta che in lui si fondevano eroismo e idealit , vede in quell’uomo -santo una figura ancora attuale che può ridare tanto non solo a Secondigliano,(antico borgo in cui Errico nacque e visse) e a Napoli, ma a tutto il Paese. Poich simile all’epoca in cui visse Gaetano Errico è la nostra, continua padre Russo “due epoche difficili, lontane dal cristianesimo, lontane dalla Chiesa” il santo sent il bisogno di avvicinare la gente a Dio facendo il suo dovere difedele,di missionario, il suo cammino di eroe. E’ stato, conclude il sacerdote, per tutti un esempio di semplicit , carit .
LA SOCIETA’ LIQUIDA
Segue il coltissimo intervento del professore Aniello Montano che riprende il filo dipanato sul concetto di carit  partendo da una definizione di un filosofo del 900 “ogni morale è morale eroica”spiega perch è sacrificio di s a favore degli altri, quindi eroismo, e aggiunge che la morale del santo è intrisa di carit  e di capacit  di costruire sull’onda lunga,cita Sofocle “la carit  porta con s la carit “, è qualcosa di coinvolgente sia a livello intellettuale che a livello patico,è l’impegno totale della persona che può esserci solo nel momento in cui noi crediamo nel tempo lungo che è capace di ripagarci del nostro sacrificio. Esistevano nel santo, continua, tre tipi di carit  corporale, intellettuale e sociale. Egli era un uomo che aveva una visione del tempo lungo. Oggi la nostra è una societ  che il professore definisce “societ  liquida” immediata, senza progetti e conclude “Bisogna perforare quest’immediatezza “.
Come sostiene anche padre Izzo nel suo intervento sottolineando che “immediatezza è sinonimo di pochezza”. Gaetano Errico ha saputo programmare e costruire un unico Santuario, l dove il suo cuore ha incontrato Dio. Noi non dobbiamo crearne altri, ma tornare a essere orgogliosi di ciò che abbiamo. Ripartire da Secondigliano,ancora si può, afferma padre Izzo, viverla in modo nuovo, rivalutarla.
IL CORAGGIO DELLA CARITA’
Come patria di un santo e come tale farne un centro importante di pellegrinaggio con le positive ripercussioni anche economiche su tutto il tessuto sociale. Infine l’autore dell’intenso testo, Raffaele Bussi, ha confessato che ciò che l’ha spinto a scrivere, dopo aver per caso avuto l’opportunit  di conoscere la storia del santo, è stato l’ amore che da subito ha sentito ” grande era l’uomo che mi trovavo di fronte”, un sacerdote che ha anticipato di due secoli molte azioni di Don Milani, Don Benzi, mille e più azioni di carit  hanno segnato l’attraversamento del santo su questa terra. Lo scrittore è affascinato da quel prete anticamorra che sub ben tre attentati a cui sfugg e che oggi, concordano tutti i presenti, si distinguerebbe ancora con il suo esempio di carit , libert , coraggio e semplicit .
QUESTIONE MERIDIONALE
Bussi ha creato un libro di alto contenuto e materia densa, quella di un “uomo libero che parlava al cuore”. il dibattito si conclude con l’invito a tutti i napoletani in questo momento difficile per la nostra citt , a perseguire la libert  in quanto corresponsabilit  di un impegno comune verso un bene comune. Questa potrebbe essere la premessa per affrontare una nuova “questione meridionale”.La nostra “questione meridionale”.
L’incontro si è svolto con il patrocinio del Comune di Napoli e sponsorizzato da Karelpiù.

Nelle foto (di Maria Volpe Prignano), l’ingresso del Museo Diocesano e un momento dell’incontro (da sinistra, Aniello Montano, Padre Salvatore Izzo, Vincenzo Colimoro, Adolfo Russo e Raffaele Bussi)