Cosa accadrebbe se i processi di disgregazione della societ  e della politica italiana subissero un’accelerazione improvvisa? Cosa accadrebbe se le differenze socioeconomiche esistenti tra Nord e Sud Italia si accentuassero anzich ridursi? E se ai progetti secessionisti non si rispondesse con altrettanti, volti a valorizzare l’unit  nazionale e la solidariet  tra cittadini? Ancora. Come apparirebbe la geografia politica dell’Italia se separatismo, neoconservatorismo cattolico e incidenza delle mafie nei settori vitali dell’economia non trovassero un freno adeguato nella politica sana, democratica, dai valori condivisi? Le risposte a tutte queste domande possono essere molteplici e potrebbero dividere nuovamente il campo italiano tra ottimisti e pessimisti, tra scettici e realisti. Sta di fatto che analizzando i processi economici e sociali innescati dalla crisi della prima repubblica e oramai giunti a maturazione, l’Italia di “Giubileo 2050. Una storia speriamo inventata” di Giuseppe Perrotta (Kairos Edizioni, pp. 154, € 14,00) è futuribile, rientrerebbe nel mondo del possibile.
ITALIA DISGREGATA
Il romanzo di Perrotta descrive l’Italia emersa dal dopo Berlusconi, ci da tutti quei processi di disgregazione nazionale alimentati dalla politica berlusconiana e giunti, senza alcun freno, alla fatidica data del Giubileo del 2050. A questa data, l’Italia vi giunge separata in quattro stati: la Repubblica Cisalpina, nel Nord, rimasta ancorata all’Europa, economicamente avanzata ma eticamente scaduta, alle prese con progetti di pulizia etnica, di liberazione dallo straniero (tra cui i meridionali). Il Regnum Christii, invece, al centro della Penisola, costituisce la riedizione dello Stato Pontificio, del dominio diretto del Papa. Di un pontefice che ha ripreso ad esercitare il potere temporale.
CONFEDERAZIONE DEL SUD
La Confederazione del Sud occupa l’antico Regno di Napoli ed è retto economicamente dai traffici delle mafie e dalla produzione dei marchi contraffatti, e, politicamente, dalla figura grottesca di un generale che fatica a dare una parvenza di legalit  ad un potere completamente nelle mani dei clan.
LA TRINACRIA
L’ultimo degli stati che compongono la penisola italiana è la Trinacria, l’odierna Sicilia. Distaccata definitivamente dagli affari continentali, internazionalizzata dalla globalizzazione del malaffare e, finalmente, fiera della realizzazione del suo sogno indipendentista.
SCENARIO DA THRILLER
Questa Italia fa da scenario a un thriller, ad una spy story che come dichiarato dallo scrittore “costituisce solo un pretesto. Il giallo è un pretesto avvincente per costringere il lettore a soffermarsi su questioni politiche decisive per il futuro del paese. Ciò che conta di più, in questo libro, è il disfacimento del paese e delle sue istituzioni”. Il romanzo di Perrotta non tradisce affatto le intenzioni del suo autore, tenendo il lettore incollato alla storia, fino all’ultima pagina, miscelando sapientemente il pathos tipico del genere e gli spunti di riflessione politica.
MESSAGGIO D’ALLARME
Il genere letterario, dunque, diviene lo strumento per veicolare un messaggio politico d’allarme che, altrimenti, avrebbe corso il rischio di perdersi tra i dibattiti, spesso vacui, della politica italiana. “Nel nostro paese spiega l’autore manca un collante. Mancano quei valori di unit  che un tempo furono condivisi. Il progetto di unione è fallito, Nord e Sud non si sono amalgamati, sviluppando valori e comportamenti diversi. I Savoia, per primi, poi Mussolini, DC e PCI, hanno cercato, attraverso strade diverse, di affermare valori che fossero propri di ogni italiano, fallendo inesorabilmente. L’unico politico che oggi svolge la funzione di collante nazionale è Silvio Berlusconi. Ovviamente il suo è un collante corrosivo, basato sull’accordo con la Lega al Nord e la malavita al Sud, forze antinomiche, incapaci di intraprendere una direzione comune e, perciò, destinate a determinare la scissione del paese. D’altronde le forze antinomiche che oggi sostengono Berlusconi, Lega e malavita, una volta perduto l’elemento collante e corrosivo che le tiene insieme su una base di mera opportunit , finiranno con l’intraprendere strade differenti”.
A rendere plausibile lo scenario futuro delineato da Perrotta concorrono altri elementi, tra cui l’indebolimento delle istituzioni europee dovuto alla crisi economica ed all’annacquamento del progetto unitario seguito all’allargamento dell’unione a paesi oggettivamente distanti dagli standard continentali. “La via intrapresa dalla politica europea non lascia presagire accelerazioni nel processo di unificazione prosegue Perrotta sia per l’allargamento a paesi che stentano a condividere valori etici ed obbiettivi economici, sia per le effettive differenze che vi sono tra i maggiori paesi dell’unione e gli altri che inseguono, in difficolt  e a debita distanza.
IL NORD IN MITTELEUROPA
Il Nord Italia riuscir  ad aggregarsi al treno mitteleuropeo, mentre il Sud, insieme con le più deboli economie            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7e:EèHlèNO» OJ
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7lKpD europee, finir  col costituire un unione più annacquata, coinvolgendo i paesi del Nord Africa”. Gli scenari in movimento della politica italiana, dalla probabile discesa in campo di Montezemolo all’affermazione a sinistra di Vendola, non sembrano essere eventi capaci di incidere nel processo di disgregazione nazionale, al punto da interromperlo. “Il progetto di Montezemolo, capace di aggregare al centro e di creare convergenze di unit  nazionale è una c.d. pezza a colori, che consentirebbe di tirare avanti per un altro po’ di tempo, senza incidere più di tanto. Diverso è, invece, il discorso che riguarda la sinistra. Vendola è un politico capace che sta tentando di aggregare le forze della sinistra intorno ad un progetto politico e ad un sogno molto coinvolgente per le masse impoverite dalla crisi. Ma dubito che ciò possa bastare ad invertire il trend di un paese in crisi profonda immerso in uno scenario di economia globalizzata”.
LA CRISI DELLA CHIESA
Anche la Chiesa, in crisi irreversibile da secoli, invischiata come è nelle vicende politiche italiane, rischia di pagare un conto salatissimo alla storia. “La Chiesa rappresenta un potere al cui interno prevalgono logiche di politica allo stato puro. Il potere la sta logorando irrimediabilmente conclude Perrotta aprendo scenari di crisi un tempo impensabile. Dopo lo scisma protestante, infatti, la Chiesa ha ripetutamente perduto consenso e potere ed oggi, con l’ascesa delle forze più reazionarie rischia di affrontare i possibili nuovi scismi, uno su tutti quello Sudamericano, arroccata su posizioni conservatoriste e di chiusura, che non faranno altro che danneggiarla”.

Nelle foto, la copertina e l’autore