Una notte buia e tempestosa. La classica cornice che funge da inquietante preannuncio di situazioni intricate e misteriose. Aria di thriller psicologico. L’andamento giallistico, un pretesto per rendere più avvincenti le tappe di una coscienza alla ricerca di se stessa. Un luogo imprecisato, in chi sa quale ora della notte. L’orologio senza lancette di una squallida sala di attesa di un commissariato obbliga un uomo, allo stato di fermo perch privo di documenti, a vivere attimi eterni, il tempo scandito unicamente dalla sua interiorit .Dovr  attendere che il commissario accerti la sua identit . Lo sconosciuto dichiara d’essere il grande romanziere Onoff. Il commissario non gli crede, è incappato male. Onoff è il suo autore preferito, l’ha letto tutto. Ma lo sconosciuto dice il vero. Il Commissario si trova davvero davanti al grande scrittore.
In un clima in cui ogni particolare scenografico concorre a creare un clima di sospensione e incertezza, prende faticosamente l’avvio un dialogo difficile, spigoloso, dai tratti ora urticanti, ora turbolenti, ora improntati a una grande umanit . A confronto due uomini o megliodue modi di intendere il mondo e di vivere la vita, assolutamente incompatibili tra loro.

Onoff. Lo scrittore eccentrico, individualista, libertario, insofferente nei confronti di ogni forma di costrizione, tendenzialmente problematico.
Forma mentis aperta, forse troppo, che lo espone eccessivamente ai tormenti corrosivi del dubbio. Fragile nell’intimo, più a suo agio nella dimensione fittiva della letteratura.
Il Commissario. Forma mentis rigida, rappresenta la legge, sta dalla parte del giusto. La sicumera conferitagli dal ruolo lo rende arrogante, ironico, beffardo, inesorabile.

Con felice intuizione, Tornatore costruisce una trama avvincente e originale, segnata da sviluppi imprevedibili
la convenzionale dinamica degli eventi che ci si attenderebbe dalla classica distribuzione dei ruoli tra i due prototipi viene completamente ribaltata e induce lo spettatore a riflettere sul senso che ciascuno dei due protagonisti d  alla vita l’uomo di legge viene in soccorso all’artista, lo costringe ad uscire da guscio difensivo di una autobiografia prestigiosa e a confessare la sua identit  di orfano che ha preso le sue generalit  dal mese in cui è stato trovato. Il Commissario, mediocre investigatore, coglie la possibilit  di rivalutare se stesso, battendo lo scrittore sul piano della psicologia che egli pare sappia applicare più alla pagina che al suo quotidiano Due vite, due storie di umanit  messe a nudo, destinate a un improbabile incontro all’infinito. Come le parallele.

Questa la tesi che il premio Oscar Tornatore espone in una Una pura formalit  (1994) , di cui fu sceneggiatore e regista, con Depardieu Onoff e Polanski Commissario.
L’opera, accolta con perplessit  dai critici, ebbe accoglienze tiepide da parte di un pubblico distratto.Oggi, pienamente rivalutata e riconosciuto come un piccolo capolavoro, l’opera viene riproposta in una libera riduzione teatrale da Glauco Mauri, regista e anche in scena nel ruolo del Commissario.
Ancora una volta il Mauri regista effettua una scelta equidistante dal teatro della chiacchiera e da quello urlato e gesticolante, optando per le tematiche psicologiche ed esistenziali. Il Mauri attore traduce la sua poetica teatrale in una cifra stilista di classicacompostezza non priva di energia, nella quale le tensioni si dispongono in perfetto equilibrio per dar vita a una performance di rara eleganza e “naturalezza”.
Con lui, deuteragonista di rango, Roberto Sturno, a lui legato da antica e fortunata complicit  artistica un Onoff carico di rabbioso impeto giovanile, a suo perfetto agio nel rendere, con sincerit  di accenti, contraddizioni, azzardi e cadute del complesso personaggio dello scrittore.
Semplici e funzionali a un nobile teatro di parola, alieno da ogni orpello spettacolare la scenografia di Giuliano Spinelli e i costumi di Irene Monti. Le musiche di Germano Mazzocchetti concorrono non poco ad accentuare il clima di sospensione che avvolge tutta la vicenda.

Si replica fino al 22 marzo

In foto, una scena dello spettacolo

Una pura formalit 
Teatro Bellini, dal 17 al 22 marzo 2015
Orari spettacoli mart/giov/ven/sab h. 2100 merc/sab/dom h. 1730
Prezzi biglietti da euro 12,00 a euro 30,00