"Guarda c’è la luna" (ornamenti ispirati dall’arrivo di un dono
erroneamente recapitato al mio indirizzo). E’ il suggestivo tema (con misterioso e intrigante sottotitolo) dell’installazione curata da Loredana Troise che s’inaugura stasera, alle 19, alla sala Ferrari di via Cervantes, con una performance dell’autore, Vincenzo Bergamene.
Nella rappresentazione che si svolger  nello spazio napoletano, da anni luogo di eventi artistici inconsueti dove l’impegno si carica anche d’incanto e seduzione, ci saranno anche Mouse, erotic-fetish performer, che vive e lavora a Londra (è stata modella per Matthew Barney, Ron Athey, e, in Italia nel 2010 in Corpus. Arte in azione curata da Adriana Rispoli e Eugenio Viola, Museo MADRE e per moio&sivelli in ENSNARING alla Blindarte Contemporanea di Napoli); Alessandra Borgia, straordinaria attrice di teatro e di cinema; Maurizio Chiantone che eseguir  dal vivo, con Paolo Licastro, partiture musicali scritte da lui site specific (contrabbasso, fiati, iPhone e iPad) e composizioni di Hermann Nitsch e O’Lione tra tammorra e voce.
Dopo quarant’anni in cui ilmestiere del grafico ha prevalso su un fare più propriamente artistico, Vincenzo Bergamene (storico grafico napoletano, docente di design e coordinatore del Corso di primo e secondo livello di grafic design all’Accademia di Belle Arti di Napoli, membro del comitato direttivo della Fondazione Morra di Napoli, responsabile del dipartimento arti visive del Museo Nitsch e curatore dell’immagine coordinata delle due strutture,- torna a mostrare le sue ragioni poetiche.
Di nuovo artista, ha ideato con passione e finezza critica un racconto, seguendo la logica di chi ha meditato a lungo, sofferto, atteso, decantato, e che adesso, rinato, vuole mettersi in discussione e finalmente librarsi.
Bergamene compone una narrazione, attraverso le vie sincopate e radiali della performance, con cui rievoca la dimensione del tempo, della memoria, dell’amore e del desiderio non sottoposti a regole apparentemente dialettiche. Interpretazione che si attaglia con le metriche dei grandi maestri della letteratura moderna che Bergamene colloca nell’alveo di una pianificazione di assiduo riferimento.
La mostra è accompagnata da un catalogo a numero limitato.
Questo progetto è realizzato anche grazie al contributo di Antonio Perrella (Benevento- Avellino)

Si può visitare l’esposizione dal marted al sabato, dalle 10 alle 19, fino al 15 ottobre. L’ingresso è libero

In foto, Vincenzo Bergamene