Come un pittore che spande i suoi colori sulla tela, lei dissemina l’energia delle parole sul foglio. Scrive le sue storie a penna, non usando mai il computer o la macchina per scrivere. Marie-Thrèse Humbert, che viene da Mauritius, gemma verde incastonata nell’azzurro Oceano indiano, lasciata quando aveva sedici anni, pap  di origine francese, mamma inglese, francofona in giro per il mondo, affida le onde di emozioni mosse da giochi acrobatici con i verbi (mischiando tempi differenti, il passato, il presente, il futuro o il condizionale) al nuovo romanzo, uno degli ultimi pubblicati nella collana “Continents Noirs”(Continenti neri), edita da Gallimard e diretta da Jean-Nol Schifano, ” Les dsancrs” (I disancorati). Una saga familiare che si divide tra una fantomatica Louisiana e un’isola utopica, terra della follia, Vsania, dove arrivano personaggi in cerca di un marito inafferrabile. Un microcosmo dove i bianchi si mescolano ai neri e dove non si sa bene se si sia veramente alla ricerca di qualcuno. Perch quando si profila la pista giusta per trovare l’uomo, forse non c’è più la volont  di raggiungerlo.
ALLA PERIFERIA DELLE COSE
Marie-Thrèse, che adesso abita in Francia, a Saint-Julien de Vouvantes, un piccolo villaggio a 15 chilometri da Chteaubriant in Bretagna, racconta il suo recente percorso letterario seduta sul divano di una delle sale della casa editrice creata da Gaston Gallimard nel 1911 e guidata ora dal nipote Antoine, nella strada che porta il cognome di famiglia, nel quartiere parigino di Saint-Germain-des-Prs, durante la festa organizzata per il quindicesimo compleanno di “Continents Noirs” che ha come linea editoriale l’Africa e la sua diaspora. «S, sicuramente anch’io mi sento disancorata, alla periferia delle cose, sono dappertutto ma, alla fine, da nessuna parte c’è un vuoto che tento di colmare scrivendo, ma me ne rendo conto solo dopo. Ho viaggiato molto Louisiana, Runion, Senegal…». E in Senegal comincia il romanzo a cui sta lavorando, che pensa di pubblicare con Jean-Nol, «se lui lo vorr », aggiunge.
Al SALONE DEL LIBRO DELL’ ISOLA DI MAURITIUS
Il loro incontro è avvenuto al salone del libro, proprio all’Isola di Mauritius. Lei, che ha consegnato ai lettori i suoi libri precedenti con la sigla Stock, si è avvicinata al suo tavolo mentre lui cenava con qualcun altro e gli ha parlato del manoscritto, chiedendogli se fosse interessato a leggerlo. Tutto è avvenuto in maniera semplice, secondo un desiderio d’autore, andato incontro all’editore, ben felice di accoglierlo, dopo essere stato folgorato dall’incantesimo della narrazione.
UNA SCOMMESSA VINTA
Quarantuno autori (da poco è arrivato Frdric Ohlen, scrittore della Nuova Caledonia con il suo primo romanzo Quintet), più di novanta titoli, una media di sei pubblicazioni l’anno, oltre venticinque premi letterari ricevuti, “Continents Noirs” è una scommessa vinta, nata durante un viaggio di Jean-Nol in Gabon con Antoine Gallimard, dopo un breve scambio di idee. Una necessit  editoriale per raccogliere sotto lo stesso tetto scrittori che rappresentano, ciascuno, un continente differente.
LA MEMORIA RITROVATA
Un altro degli abitanti di questa dimora letteraria è il filosofo camuranese Gaston-Paul Effa che, con “Rendez-vous avec l’heure qui blesse ” (Appuntamento con l’ora che ferisce), restituisce la memoria a un paese colpito da amnesia, resuscitando la figura di Raphal liz, primo sindaco nero di un comune metropolitano, morto in campo di concentramento a Buchenwald. Discendente da schiavi, il martinichese liz tocca il suolo d’oltralpe all’et  di undici anni e compie gli studi di veterinaria a Lione dove si laurea nel 1914. Dopo il primo conflitto mondiale si stabilisce a Sabl-sur-Sartre. I primi momenti sono molto difficili, poi gli abitanti del luogo cominciano ad avere fiducia in lui e i fattori gli mettono in mano la vita delle loro vacche, il bene più prezioso. Primo cittadino, rieletto, tradito e arrestato (Hitler non avrebbe mai potuto trattare con un esponente politico dalle pelle scura), muore nel lager. «Mi sono imbattuto per caso in questa vicenda straordinaria- spiega Effa- Fulminato come Paolo sulla via di Damasco che cade da cavallo, non l’ho più abbandonata finch non ho terminato di scriverne la storia. Dovevo rendergli giustizia».
RUANDA, UN PAESE CHE RINASCEMagnifica sovrana), l’ottavo romanzo di Eugène Ebod su una donna che ha visto i suoi genitori uccisi in quell’atroce 1994 quando, all’ombra delle verdi colline, prende corpo lo sterminio di un milione di Tutsi e Hutu moderati, massacrati dagli estremisti perch accusati da loro di voler prendere il potere.
«Io vengo dal Camerun, non dal Ruanda. Ma non potevo non soffermarmi sulla disgrazia di quella nazione. Ho voluto mostrare una terra che torna a vivere senza dimenticare i suoi morti». E la tristezza di Ebod diventa sorriso quando sente che chi s            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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BB»EWHEREUSINGB B B»RLIKERESETBeNULLBSHAREBSLAVErBPSIGNMIDptkoi8uBBBBRTRIMeROWS pBtxxïïxcrive questa cronaca viene da Napoli, citt  adottiva di Schifano con cui Eugène ha partecipato a iniziative organizzati dall’ Universit  L’Orientale e dal Grenoble, dedicati alla collana “Continents Noirs”.
VISIONI DI NAPOLI
«La prima volta che ho visitato Napoli sono stato guidato al telefono da Jean-Nol da Parigi mi diceva dove andare e grazie a lui camminavo come se fossi a casa mia. Napoli è una citt  che mi ha regalato molto, piaceri, immagini, felicit  e su cui vorrei scrivere qualcosa. Sotto il Vesuvio ho mangiato come non mangerei altrove soprattutto la mozzarella bianca dalla bella forma come un uovo, simbolo di Napoli e del suo Castello. E i libri di Jean-Nol, “Dsir d’ Italie” (Desiderio d’Italia e “Dictionnaire amoreux de Naples” (Dizionario appassionato di Napoli) mi suggeriscono sempre di tornarci».
L’ IDENTITA’ NECESSARIA
Napoli non poteva mancare a un anniversario importante per Schifano, suo cittadino onorario. L’artista partenopeo Lello Esposito, che con una tenace ricerca artistica, tra scultura e pittura, in sinergia con Jean-Nol (dai tempi in cui lo scrittore dirigeva l’istituto francese di via Crispi dove ne ha esposto le opere) ha puntato sul recupero dell’identit  attraverso Pulcinella, il corno, San Gennaro, ascolta, tra gli invitati, la voce velata, dolce e malinconica di Blick Bassy, musicista del Camerun, trapiantato da un decennio in Francia. Pure lui impegnato a mantenere vive le proprie radici, cantando nella lingua dell’infanzia. Spirito di un lampo magico indimenticabile.

Per saperne di più

www.gallimard.fr/Catalogue/GALLIMARD/Continents-Noirs

Nella foto, in alto, scrittori e amici ascoltano in gruppo per Schifano che traccia un breve bilancio (positivo) della collana da lui diretta e nel riquadro, la copertina del libro "Les dsancrs". In basso, da sinistra, Jean-Nol tra gli invitati, Antoine Gallimard e alcune specialit  africane offerte durante la serata, tra cui il ndolè, con verdura simile a spinaci