Un Manlio Santanelli inedito quello di “Religiose, militari e piedi difficili”, questa volta non protagonista della scena teatrale ma scrittore di racconti, con prefazione firmata da Ugo Gregoretti, pubblicati da Gino Giammarino (in foto, la copertina). Alla presentazione ospitata dal Centro di produzione Rai di Napoli con l’autore sono intervenuti il direttore della sede Rai di Napoli, Francesco Pinto, l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, le docenti Antonia Lezza e Maria Rosaria Carotenuto, il presidente del ANCT Giulio Baffi e l’editore. A offrire un assaggio del libro le voci di Isa Danieli ed Enzo Salomone.

L’assessore alla cultura e al turismo del comune di Napoli Nino Daniele
ha voluto evidenziare la sua stima nei confronti dell’autore e ha accolto l’invito del direttore del Centro Produzione Rai di Napoli Francesco Pinto che nel suo intervento ha auspicato una nuova linea d’azione tra il Comune (dunque la citt ) e il centro Rai per creare un nuovo polo di diffusione della cultura.
I racconti di “Religiose, militari e piedi difficili” rispondono «tutti a un mio modo di vedere la realt – afferma Manlio Santanelli mi piace parlare di realismo fantasmatico’. Originariamente il realismo si limitava a una realt  tangibile ed oggettiva, ma gi  all’inizio del Novecento i suoi orizzonti si sono dilatati. Con Proust anche i pensieri e la vita interiore sono stati compresi nel concetto di realt . Parto dall’idea che tutti gli individui, anche i meno creativi, abbiano ogni tanto i loro cinque minuti di fantasia. I personaggi dei vari racconti hanno in comune la degenerazione della fantasia in fantasmi ossessivi, quelli che spesso riconosciamo in alcuni terribili fatti di cronaca».
Alla base del titolo dell’opera «è ciò che ho letto- prosegue Santanelli – negli anni del dopoguerra, su un’insegna del centro storico di Napoli. Si trattava del negozio di un calzolaio che vendeva scarpe particolari non reperibili ovunque. Un titolo, dunque, fuori dal comune per indicare l’umanit  che non rientra nelle misure normali, ammesso che una normalit  esista. L’umanit  che racconto è fuori dalle misure standard proprio come le scarpe indicate dall’insegna del negozio. Mi sembrava il titolo adatto per questi racconti irregolari e imprevedibili».
Negli scritti di Santanelli è presente un forte spirito del paradosso e un’ironia che potremmo definire poliedrica, sempre funzionale alle diverse sfaccettature dei suoi racconti. La sua scrittura fonde il comico con il tragico e i personaggi sono dominati da irrazionalit  e casualit , il Caso è Dominus indiscusso delle loro esistenze, delle loro vite. In tal senso basti leggere, tra tutti, due racconti in cui, in maniera vivida, viene ordita la trama narrativa intessuta di Casualit  e Ironia, “Vivissime Condoglianze” e “La voce del vento”, dove una progressione narrativa avvincente, dosando sapientemente il tono ironico, prepara il lettore a un finale a sorpresa.

“Religiose, militari e piedi difficili” di Manlio Santanelli, (pagg. 196, Giammarino editore)

L’autore
Manlio Santanelli d  alle scene il suo primo testo “Uscita d’emergenza” (“Premio IDI” e “Premio dell’Associazione Nazionale Critici Italiani” nel 1980. Nel 1984 vine rappresentata la pièce “Le sofferenze d’amore”. Seguono numerosi altri testi, tra i quali “Regina Madre”, “Bellavita Carolina”, “Disturbi di memoria”, “Un eccesso di zelo”, “Vita natural durante”, “Il baciamano”. Nel 2005 Bulzoni ha editato un volume che contiene sei delle più importanti commedie dal titolo “Manlio Santanelli Teatro”. Autore anche di racconti, pubblica una prima raccolta, “Racconti Mancini” (Guida Editore, 2007), che vince il “Premio Offida Lussu”.