"Artemis Border" è l’ultimo lavoro dell’artista napoletana Lucia Gangheri, conosciuta anche con il nome d’arte “Gangari. L’artista ((di cui abbiamo gi  parlato su questo portale a proposito della mostra) nasce a Napoli, si diploma all’accademia delle belle arti, dove esordisce nel 1983 presso la Galleria il Diagramma di Napoli, con la mostra in titolata Circuiti e Trasparenze. Lucia Gangari è presente sul panorama artistico da circa trent’anni, il suo percorso artistico particolarmente differenziato e stimolante affronta le direttrici di un’arte volta all’integrazione della pittura con la fotografia, il video, la musica, e la scultura. Nel 1993 sceglie il suo nome d’arte Gangari, nome con il quale firmer  tutte le sue opere.
Artemis Border è una mostra dedicata alla figura della Dea Artemide. Artemide (in greco antico Ἄρτεμις, traslitterato in rtemis) è, nella religione dell’antica Grecia, la dea della caccia, degli animali, del tiro con l’arco, della selvaggina, a volte identificata come dea della luna, e di ciò che si pone al di fuori della citt  o del villaggio e anche dei campi coltivati; è anche la dea delle iniziazioni femminili.
Fu una tra le più venerate divinit  dell’Olimpo e la sua origine risale ai tempi più antichi.
In epoca romana fu associata alla figura di Diana, mentre gli Etruschi la veneravano con il nome di Artume. Il cervo e il cipresso erano fra i suoi simboli sacri.
Le più antiche rappresentazioni di Artemide nell’arte greca dell’et  arcaica la ritraggono come "Potnia Theron" (La regina degli animali selvatici) una dea alata che ha accanto un cervo e un leopardo, qualche volta un leone. Nell’arte classica greca era abitualmente ritratta come vergine cacciatrice, con una gonna corta, gli stivali da caccia, la faretra con le frecce d’argento e un arco. Spesso è ritratta mentre sta scoccando una freccia e insieme a lei vi sono o un cane o un cervo. Il suo lato oscuro viene mostrato nelle decorazioni di alcuni vasi, dove è rappresentata come una dea portatrice di morte, sotto le cui frecce cadono giovani vergini e donne. Gli attributi caratteristici della dea variano spesso l’arco e le frecce sono talvolta sostituiti da lance da caccia. Vi sono rappresentazioni di Artemide vista anche come dea delle danze delle fanciulle, e in questo caso tiene in mano una lira, oppure come dea della luce mentre stringe in mano due torce accese e fiammeggianti.
Solo nel periodo post-classico si possono trovare rappresentazioni di un’Artemide che porta la corona lunare, simbolo della sua identificazione con la dea Luna, mentre nei tempi più antichi, sebbene questa identificazione fosse gi  presente, questo tipo di iconografia non fu mai usata.
I colori predominanti della mostra sono il bianco, colore con alta luminosit  ma senza tinta. Più precisamente contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico ed è chiamato anche colore acromatico, e il giallo uno dei colori dello spettro che l’uomo riesce a vedere. Ha la lunghezza d’onda compresa tra 565 e 590 nanometri.
uno dei tre colori primari sottrattivi, insieme al ciano e al magenta, il suo colore complementare è il blu. Tuttavia, a causa delle caratteristiche dei pigmenti utilizzati anticamente, tradizionalmente nella pittura il colore complementare viene identificato con il porpora.
La stessa Lucia Gangheri, definisce il colore giallo un “colore psicopompo”. La parola "psicopompo" deriva dal greco ψυχοπομπς, da psyche (anima) e pomps (colui che manda).
Infatti questo colore delimita anche il passaggio fra la vita e la morte come fine di ciclo vitale e rinascita su un nuovo piano esistenziale.

Oltre a Lucia Gangheri alla recente presentazione del catalogo (Iemme edizioni) allo Spazio Nea erano presenti Marco de Gemmis, Gabriele Perretta e Loredana Troise, autori dei contributi critici del catalogo.
Infine gli attori napoletani Stefano Sarcinelli e Patrizia Masiello hanno letto alcune fiabe di Fedro e Esopo, rapportandole alla quotidianit  del popolo di Napoli dei giorni d’oggi.

Per ulteriori informazioni sulla mostra, aperta fino al 22 febbraio
Luogo Museo Archeologico Nazionale (MANN Napoli)
Costo del biglietto 8 euro
Telefono per prevendita +39 081 4422149
Telefono per informazioni +39 081 4422270
man-na@beniculturali.it

cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale

Nelle foto di Raffaele Di Costanzo, la copertina del catalogo e un momento della presentazione con Lucia Gangheri e Marco De Gemmis