“Il cielo addosso” (Iemme edizioni) di Sergio Saggese, sarà presentato sabato 25 febbraio, ore 18,00, alla libreria Ubik. Insieme all’autore interverranno le scrittrici Rosi Selo e Delia Morea di cui pubblichiamo la recensione. Modera Piero Antonio Toma (scrittore e giornalista). Letture dell’attore Andrea Fiorillo.


Una nuova pubblicazione arricchisce la collana “Pantone – Neon” della casa editrice napoletana “Iemme edizioni”, curata dallo scrittore Nando Vitali, ed è la raccolta di racconti di Sergio Saggese “Il cielo addosso”. Una raccolta corposa di 32 racconti, alcuni più brevi, fulminanti, altri di maggiore respiro narrativo ed un titolo molto evocativo, quel cielo addosso che compare in quasi tutte le storie e che ne titola una di esse.
Un cielo pesante, a volte plumbeo, altre azzurro delle belle giornate, ma sempre una cappa immanente che sembra essere il filo conduttore, di certo la metafora che raccoglie in sé tutta l’indagine sugli umani che Sergio Saggese ha compiuto nello scrivere i suoi racconti.
Saggese, infatti, usando una prosa asciutta ma con incursioni poetiche, in questo percorso narrativo indaga l’umanità ed i suoi multiformi aspetti, sottomessa ad un cielo metaforico, dicevamo, alla stregua di una entità superiore che giudica dall’alto e pesa come un macigno sulle spalle degli uomini, quasi condizionando la loro stessa esistenza e al di là di una qualsiasi interiore volontà. Un cielo che sembra essere il destino che tesse i fili delle storie che compongono questa raccolta molto interessante.
Una variegata serie di personaggi affollano le storie, uomini e donne sorpresi negli affanni del quotidiano, personaggi positivi e negativi del vivere, ma non solo.
L’occhio indagatore scava nel profondo degli umani e tra le parole si leggono profonde pulsioni, verità nascoste, macigni pesanti, insomma l’imperfetta misura del vivere che è comune a tutti, a chi si crede perfetto, ai sognatori, ai perdenti, ai prepotenti, a quelli che vivono ai margini della vita, disadattati e lontani dal cosiddetto corpus sociale. Così che anche attraverso storie diverse, i tanti personaggi sembrano rincorrersi, darsi la mano per travalicare il destino immanente di un cielo greve.

Sergio Saggese | ilmondodisuk
Qui sopra, la copertina del libro di Saggese. In alto, l’autore

Scrive Saggese nella premessa ai racconti: “Parlo di quelli che brancolano nella luce. […] Parlo di quelli ai quali pesa il cielo addosso. Reclamo il diritto di dividere con loro alloggio, vitto e destino”.
Sergio Saggese, che ha già pubblicato altre raccolte di racconti ed è stato finalista al premio Troisi, propugna attraverso i suoi personaggi ben costruiti, la volontà di non soccombere, di andare avanti, forse di sperare, anche se dolori, rimpianti, disillusioni sono il viaggio iniziatico, la difficile scalata per approdare in cima e finalmente toccare il cielo.
Così assistiamo a svariate storie dove l’amicizia, l’amore, la morte, attraversano questi bei racconti e dove, come salvifica ed estrema ratio, aleggia anche una sottile ironia.
Oltre a ciò l’autore ha l’abilità di mescolare le cose della vita con una sua personale vena fantastica, così che il risultato in alcuni racconti è di una intrigante surrealità, esplora il legame con l’onirico, il visionario, e ricorda alcuni temi cari alla scrittura e alle tematiche di Dino Buzzati.
Un percorso tutto da scoprire e leggere nella dimensione di respiro più dinamico, sintetico ed efficace, oltre che non facile, che è quella del racconto, dove le parole procedono in maniera esaustiva e bene collocate nella loro funzione narrativa.
Infine in alcuni di questi racconti hanno voce i giovani, i ragazzini (ad alcuni di essi è stata negata l’infanzia), e per questi ultimi Saggese esercita una infinita piétas, la consapevolezza della durezza del vivere, del destino avverso.
Sergio Saggese è una voce nuova, interessante, che bisognerà tenere d’occhio anche per i suoi futuri percorsi narrativi.