Il rigore non fa a pugni con la creativit , anzi la orienta, la esalta e le d  consistenza. Potrebbe essere questa la sintesi dell’incontro che abbiamo avuto Nadia Basso, pittrice, e io, con Andrea Della Rossa, presentatore d’arte, come ama definirsi. Via Ferrara, nei pressi della Stazione Garibaldi, parte della sua casa è stata destinata alla Galleria Area24, ed è proprio l che ci riceve. Bambino timido, Andrea, che riesce ad attirare l’attenzione dipingendo. Intorno ai 12-13 anni, per imitare il pap , pittore dilettante, comincia a dipingere. C’è un detto che deriva dalla saggezza popolare e che posso dire veritiero ” E’ un uomo che fa la fortuna di un altro uomo”, Andrea incontra il prof Salvatore Volpe che lo porta con s a bottega, a Pozzuoli, e con lui si esercita nel figurativo.
Contemporaneamente agli studi che lo porteranno a laurearsi in sociologia dell’arte e della letteratura, presso la Federico II di Napoli, partecipa a varie mostre. La sua prima mostra in collettiva risale al 1972. Nel ’77, mosso dal desiderio di portare l’arte a chi non la conosce, allestisce una personale nel cantiere delle Vele di Scampia. Cos gli operai del cantiere, nella mensa e negli spogliatoi, trovano le sue opere e possono vivere una situazione ambientale atipica che li induce a libere suggestioni.
Arriviamo agli anni ’80 quando il nostro collabora con l’architetto-collezionista Nicola Incisetto alla galleria Framart Studio, di Napoli. E’ in quella galleria che ha la possibilit  di incontrare tanti artisti e con qualcuno di loro diventarne amico, parliamo di personaggi del calibro di Dennis Oppenhein, artista concettuale statunitense e Vettor Pisani, artista, architetto e commediografo. E’ da tanto che Nicola Incisetto osserva Andrea, lo provoca, gli lancia una sfida, di fare e proporre arte in prima persona.
Ci pensa il destino, a fargli prendere la decisione di destinare parte della sua casa ad una galleria e nel 2004 nasce Area 24 costola dell’Associazione A.D.R.ARTE. La galleria viene inaugurata con una personale di Sergio Fergola , intellettuale napoletano, pittore di spicco nel panorama italiano.
E’ del 2007 ” Fluxus “, una mostra collettiva di Area 24 che mira a fondere gli stili artistici, ma senza sovrapposizioni. Fluxus non è solo il nome della collettiva, ma anche un modo di intendere l’arte, dove cadono le barriere tra esistenza e creazione artistica. Gli chiedo e la tua arte? «Con il tempo si è trasformata, oggi realizzo opere con il computer che poi stampo su carta fotografica, su lastre, su tela, o che riproduco a mano su legno, plexiglass e tela. Una nuova ricerca».
Arriviamo a PROJECT ROOM 2015, mostra che è stata inaugurata lo scorso 27 novembre e che rimarr  allestita fino al 29 gennaio 2016, dove Della Rossa, che ha contatti con artisti e collezionisti in Italia e all’estero, si è proposto di dare visibilit  ad artisti di qualit  e diversi tra loro per espressione E’ gi  allestita la mostra quando lo intervisto sicch ricevo il privilegio di visitarla accompagnata dalle descrizioni di Andrea, inutile dirvi che ho le mie preferenze, Jannis Kaunellis esponente dell’arte povera e Giacomo Balla esponente del futurismo, nonostante tutte le opere siano veramente interessanti.
Una mia domanda ad Andrea, a questo punto, diventa d’obbligo Tu che di arte pittorica ne hai fatta, ne hai vista tanta e continui a proporla, ma la pittura cos’è? «La pittura è l’espressione di un individuo che è capace di trasformare le suggestioni, vive il proprio tempo ed ha la capacit  di sintesi con ciò che è gi  stato. Dal 2005 fino ad oggi stiamo assistendo ad un appiattimento, una sorta di arte globale specchio dei nostri tempi. Ci sar  prima o poi, ci auguriamo, un artista geniale che sapr  cogliere ed esprimere l’inevitabile cambiamento» . E’ ora il momento di Nadia che mostra ad Andrea il suo ritratto dove è evidente quel famoso rigore che rende Andrea cos apprezzato nel mondo dell’arte.

Per saperne di più
www.adrart.it/project-room-201

Nelle foto, il ritratto di Andrea firmato da Nadia Basso, il gallerista fotografato nel suo spazio e, in basso, da sinistra, opere di Balla e Dorazio