La moglie di Liu Xiaobo noto attivista cinese perse la libert  l’indomani dell’assegnazione del premio Nobel al marito nel 2010. La colpa di Liu Xiaobo, che tutt’oggi sconta la sua pena detentiva in un carcere cinese, è quella di aver dato voce al movimento ed essere il primo firmatario di “Charta 08”, i cui principi auspicano la democratizzazione della Repubblica popolare cinese.
La colpa di Liu Xia, invece, oltre quella di essere coniugata con l’attivista cinese è quella di essere stata il suo portavoce durante i primi anni di detenzione. Ma non è di Liu la moglie che vogliamo parlare ma di Liu l’artista, la donna che con coraggio affronta gli arresti domiciliari dal 2010 e la cui salute mentale e fisica è messa a dura prova. Vogliamo parlare di Liu l’artista silenziosa che costruisce proposte di rivoluzione inseguendo nuovi linguaggi, che esulano dalle parole.
Nasce cos “La forza silenziosa di Liu Xia”, mostra quasi “clandestina”che riunisce fotografie ricevute in via ufficiosa dagli amici dell’artista, e che saranno ospitate al PAN fino al 13 dicembre grazie a Guy Sorman, Sabrina Innocenti, l’istituto francese di Napoli e la sesta edizione del “Festival del cinema dei diritti umani di Napoli”. Una mostra in bianco e nero che racconta la storia di una donna che trova la sua libert  nell’arte, e in bambole piene di vita.
Molte delle foto di Liu Xia sembrano vere e proprie proposte di ribellione. Sono bambole che si nascondono, che vengono messe a tacere, maltrattate, mutilate, ma che trovano il proprio riscatto nella cultura. Ricorrenti nelle immagini, infatti, sono le biblioteche in cui le bambole trovano rifugio, libri e antiche scritture cinesi. Un richiamo alle proprie radici culturali di essere umano che una volta conosciute donano l’arma più adatta per dare il via a una rivoluzione l’identit .
Gli scatti di Liu Xia, come sottolinea il fotografo Pino Bertelli, sono potenti ed estremamente tecniche. “Ovunque possiamo trovare citazioni colte, come Diane Arbus”. La mostra è la prima in assoluto dedicata totalmente alla figura artistica di Liu Xia, non più moglie del terzo attivista insignito del premio nobel per la pace durante la propria detenzione (prima di lui ricordiamo Carl von Ossietzky e Aung San Suu Kyi), ma donna forte che nonostante tutto riesce a trovare nuove vie d’espressione.
Non è casuale che proprio la mostra a lei dedicata abbia aperto la sesta edizione del “Festival del cinema dei diritti umani di Napoli”. Nell’ambito del laboratorio didattico di fotografia dei diritti umani, infatti, verr  esplorato il suo percorso insieme agli studenti. Si partir  da un’artista che impedisce la crescita ai propri capelli fin quando in Cina non sar  garantita la libert  d’espressione, per arrivare a un nuovo (o rinnovato) concetto di arte che restituisca la dimensione sociopolitica e artistica di una nazione.
per una volta l’artista non deve notoriet  ed esistenza alla propria opera. Al contrario, ogni scatto deve la propria forza espressiva al silenzio di chi crede che l’arte sia ancora una questione comunicativa.

Per saperne di più
www.cinenapolidiritti.it