Forse non è senza significato che Adrian Tranquilli, australiano di origine italiana, diventato romano e artista internazionale, abbia studiato antropologia culturale. Infatti con lo spirito di un antropologo ha guardato i personaggi dei fumetti, gli stessi che lo hanno interessato sin da bambino, occupandogli la mente e la fantasia. Li ha realizzati con diverse tecniche e li ha resi non soltanto elementi espressivi del proprio mondo spirituale ma anche modelli antropologici del nostro ancestrale passato che, come tali, vivono ancora nel presente. Cos la mostra al Museo Archeologico napoletano acquista un profondo significato, esaltato dalla presenza degli antichi capolavori ellenistici. Questa considerazione non esaurisce l’ampiezza del discorso della mostra, tanto che vien voglia di rivederla ancora e guardare con più attenzione i suoi simboli, mentre si è portati a considerare con maggiore apertura mentale la bellezza e i molteplici significati, anche simbolici e attualissimi, degli antichi capolavori nel museo.
La prima opera di Tranquilli che si impone alla vista del visitatore è un modello, di notevole grandezza, della basilica romana di San Pietro, realizzato con una sorta di cubetti coloratissimi, simili a confezioni industriali di formaggio fresco o a mattoncini di Lego. A tutta prima, si è disorientati dal vedere cancellato l’austero biancore della sacra cattedrale trasformata nel gioco di una costruzione infantile.
Passo a vedere, nel giardino sulla sinistra, delle bianchissime sculture, elegantissime, allungatissime. Sono ieratiche, in numero di tre, come le dimensioni della materia, il Verbo e la Trimurti. Rappresentano Batman, l’eroe. Ai muri dell’atrio sono attaccati ancora simboli di Batman, bianchi sul bianco delle pareti.
Guardo meglio la costruzione di San Pietro. E distinguo, disegnate sui mattoncini, coloratissime figurine di personaggi di vario aspetto ma con uno stesso nome Joker, vi è scritto accanto. Ma chi è Joker? Lo domando a due gentilissime signore, che, da questo momento in poi, mi faranno da guida. Sono mamme, come me, che ricordano, molto più di me, i fumetti che i nostri figli, ora giovanotti, amavano negli anni Ottanta. Joker- mi spiegano- è uno spirito malvagio che nasconde la sua malvagit  sotto un ipocrita aspetto benevolente.
Nella galleria a destra c’è ancora Batman e riconosco Superman e rifaccio conoscenza con il saggio Yoda, che avevo dimenticato. Il genietto, un piccolo mostro buono, appare seduto su dei vecchi libri stropicciati di cui si riconosce il titolo uno sul buddismo tibetano, altri delle encicliche di due papi e il “Cos parlò Zarathustra” di Friedrich Nietzsche.
Più in l  vi è una sfera, il mondo, sul quale sono disegnate tantissime faccine assomigliano a Salvador Dal, ma sono, invece come mi spiegano le mie novelle amiche- le maschere di Anonymus. Tra le altre opere di questa galleria non posso fare a meno di citare due Batman, di forte impatto, che sono ai lati dell’Ercole Farnese, la scultura gigantesca di quel campione di forza erculea, appunto, che qui viene rappresentato ormai stanco dopo le sue proverbiali fatiche. Questi Batman hanno colori forti, che risaltano tra il biancore ambientale l’uno, nero come il carbone, è rannicchiato su un pezzo di terra nerissimo di neri carboni, l’altro, rosso come il fuoco, leva le braccia al cielo come per una sentitissima preghiera.
Al piano superiore, colpisce una costruzione elicoidale spaccata in due la torre di Babele. La torre di Babele, si sa, esprime il desiderio di potenza di chi vuole elevarsi più del Cielo e rappresenta anche un mondo in cui la miscela di varie lingue e di popoli diversi fa si che, in una societ  disgregata e impazzita, nessuno capisca l’altro e nessuno capisca ciò che accade. Ma chi ha diviso in due la torre? Vi si scorgono, all’interno, le faccine di Anonymus. E’ lui che impedisce il realizzarsi del disegno egemonico della torre.
Anonymus è il nome di un gruppo di hacker – mi spiegano le mie accompagnatrici- che agisce nell’anonimato contro ingiustizie e Poteri forti. Ed è anche il nome di un personaggio della serie di fumetti “V. per Vendetta”, da cui è stato tratto, nel 1985, un film di grande successo. La faccia di Anonymus è la maschera stilizzata, usata da Guy Fawkes, un cospiratore, che avrebbe voluto assassinare il re d’Inghilterra Giacomo I (1633/1701), per costituire un governo migliore, ma fece una misera fine scoperto, imprigionato, fu impiccato insieme ai suoi compagni.
Batman è il personaggio che più spesso è rappresentato da Tranquilli, direi che è il suo prediletto. Rappresenta il Bene, l’eroe, che combatte il Male. Ma a volte viene sconfitto e muore. Ecco la figura di Batman morente, trafitto dalle frecce, con la bocca aperta nell’ultimo respiro. «Mi ricorda la Santa Teresa in estasi di Gian Lorenzo Bernini» dice una delle mie guide, che è una criminologa. Concordo. Somiglia veramente alla scultura (recentemente restaurata), che si trova a Roma, nella Cappella Cornaro di Santa Maria della Vittoria. Ma la sua struttura fisica somiglia al “Satiro ebbro”, l’antica, bellissima scultura che è l vicino, nella stessa sala.
Numerose sono le osservazioni, numerosi sono i raffronti, intriganti sono i simboli che si scorgono nelle opere di Adrian Tranquilli. Ne domando all’autore, presente, confuso tra i visitatori. «I simboli- mi risponde- hanno significati molteplici». Cos sar  anche per ogni visitatore attento. Per comprendere la mostra, che è molto bella, non occorre una particolare cultura artistica. Ma forse, per comprenderla meglio, è importante la conoscenza dei personaggi dei fumetti. E mi domando se non sia opportuno introdurre dei cartelli con delle brevi definizioni dei singoli personaggi.

Adrian Tranquilli- Giorni di un futuro passato – curatore Eugenio Viola
coordinatore Marco de Gemmis
al Museo archeologico nazionale di Napoli (Mann) fino al 6 giugno 2016

Per saperne di più
cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale/eventi/giorni-di-un-futuro-passato

Nelle foto, quattro delle opere in mostra