Dal 1970 anno in cui fondò il gruppo delle Nemesiache (gruppo femministe ) fino al video spot realizzato nel 1996 per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in occasione del 50 anniversario del voto alle donne, Lina Mangiacapre ha sempre creato ispirandosi e rielaborando il Mito da poter essere definita “Colei che ha rimesso al mondo il Mito” questo è quando ci ricorda la sorella Teresa.

Una personalit  creativa, laureata in filosofia, appassionata di cinema ( per lei la maggior forma d’arte) “…girare un film impressionare il mondo con il proprio sguardo rendere visibile motore ciak azione un pianoforte le mie mani ritrovano quelle note danzano nel liquido amniotico della mia nascita. Stop. Addio! Alla prossima immagine da rubare alla camera oscura del tempo e proiettare nel grande occhio vuoto dello spazio. Non è solo un film” il pensiero di Lina.

La sua poesia sar  al centro di un incontro, sabato 22 maggio (ore 19) al Penguin Caf di Napoli, in via Santa Lucia 88. Interverranno: Walter Raffaelli (editore), Enrica Capussotti (storica ), Stefania Tarantino (filosofa) e
Niobe e Nausicaa.

Regista, giornalista, pittrice, scrittrice, scultrice, artista totale, ha dedicato la sua vita a rimescolare le carte tra esseri umani, sostenendo e prendendo le distanze dai ruoli, femminili e maschili.

“Solo conoscendo la creativit  del proprio essere, si può cambiare la realt ” ricorda cos, la sorella Teresa.

Ha creato la Cooperativa poi Associazione “Le tre Ghinee” e ideato e diretto il trimestrale di arte e cultura “Manifesta” www.lilu.it dove sono visibili molte delle info su di lei e suoi lavori.

Ha scritto romanzi, e idealizzato video, mettendo il scena quella che lei definiva Psicofavola: Cenerella, Le Sibille e tante altre. Al museo Nazionale delle donne artiste di Washington, le è stata dedicata una sezione, dove la sintesi della sua attivit  artistica è la “videomostrapersone”, realizzata al Castel dell’Ovo nel 1978, in cui c’era la mescolanza di teatro cinema e video arte.

“Ecco il senso della mia scrittura: trasmutare il rumore prendere luce con dei segni magici, attraversare l’Averno dare forma allo spirito; strappare alla testa i pensieri costringere i mostri a prendere luce segnare territori di logiche sibilline inventare un nuovo concetto in cui l’immagine sia riconoscibile una mitosofia androgina in cui le amazzoni riprendano le loro armi e ritrovino le proprie radici.”

Attraverso i suoi scritti la sua pittura, soprattutto nel suo ultimo periodo, ha creato molti autoritratti, si può comprendere il suo pensiero, la sua vera anima, amava la vita, e tutto ciò che generava emozioni, era sempre alla continua ricerca di forme d’arte, era come un profeta, quasi come se fosse una persona “distaccata” dal mondo che però osservava, e comunicava con esso.

“Era una personalit  ribelle e piena di fantasia, non si amava definire donna o uomo, non amava le etichette e amava essere libera, lottando contro ogni ruolo” sottolinea la sorella.

Agli incontri internazionali del Cinema di Sorrento, nel 76 ha ideato e organizzato la prima Rassegna di cinema delle donne che per 18 anni ha mostrato la grande ricchezza della cinematografica delle registe di tutto il mondo. Mentre al Festival del cinema di Venezia fu creato il premio “Elvira Notari”, ideato e presieduto da Lina Mangiacapre fino al 2001, diventato, poi, dal 2003, “Premio Lina Mangiacapre”.

Il suo contributo artistico, sicuramente le ha permesso di interagire con il mondo, ricorda la sorella, che Lina dipingeva e componeva versi gi  in et  giovanile, un treno in corsa, che non amava e non poteva mai fermarsi, per lei comunicare era come respirare e non poteva fermarsi.

“Il cinema è soprattutto memoria. Memoria anche di realt  soppresse e volutamente cancellate. Un ritorno del valore della storia, uno sguardo sprofondato in modo profano e blasfemo oltre le soglie della morte. Orfeo con la musica del cinema valica le sponde dell’Averno (tempo) e porta alla luce” diceva Lina Mangiacapre.

Nelle foto, alcune immagini dell’artista