Luca Delgado, 37 anni, napoletano. Una laurea in lingue all’Universit  L’Orientale. Ha vissuto a New York, Londra, Parigi, Edimburgo, Dublino, Sanremo. Lascia Sanremo e l’incarico come docente a tempo indeterminato, quando Luigi De Magistris diventa sindaco di Napoli, vuole respirare il cambiamento politico e sociale. Oggi insegna lingua e letteratura inglese, a Napoli, con vera passione. Luca è uno scrittore, un drammaturgo e si occupa di adattamento e traduzione teatrale. La mia intervista avrebbe potuto prendere una di queste strade, ma l’argomento è venuto da se, abbiamo parlato di Napoli.
Napoli, un’entit , uno stato d’animo, una particolare energia. Luca quando hai incontrato Napoli?
-Ho avuto sin da bambino la passione per le lingue straniere, forse perch mi avrebbero dato la possibilit  di viaggiare e di uscire da quella che all’epoca ritenevo una citt  provinciale. Ho vissuto varie realt  all’estero, cos ho potuto capire quello che abbiamo nella nostra Napoli. Ho sviluppato un forte attaccamento alla nostra cultura, al nostro sentire e ho capito quanta importanza hanno le proprie radici nella costruzione dell’identit . Sicch quando insegnavo a Sanremo ho sentito il bisogno di trasferire le mie conoscenze ai ragazzi napoletani e complice l’entusiasmo per il nuovo sindaco ho lasciato un lavoro sicuro, senza sapere cosa sarebbe accaduto.
-Torni a Napoli, cosa succede?
Finisco l’anno scolastico a Sanremo, il 15 luglio 2011. Mi organizzo e ad agosto sono a Napoli. Presento le domande di supplenza e a settembre vengo chiamato dall’ Istituto Statale D’Arte Filippo Palizzi. Da non credere. Nel 2009 a Milano avevo pubblicato un romanzo, Daniel di Waterford per Otma Edizioni. Nel 2011 pubblico un dramma teatrale per Otma Edizioni, Il muro di Roma. Sempre nel 2011, per Ferraro Edizioni, viene pubblicata una mia critica letteraria in lingua inglese, Dubliners di James Joyce. Al mio attivo successivamente anche due romanzi, "La terra è come un’arancia", Edizioni Homo Scrivens (2013) e "081" sempre per Edizioni Homo Scrivens (2014). Mi capita, durante la presentazione di un mio libro, di incitare il pubblico presente in sala a non rinunciare alla presa di coscienza della nostra ricchezza artistica e culturale, dicendo che il nostro deve essere un vero e proprio Riscetamento, una sorta di sillogismo dato da due concetti, Rinascimento e Risveglio che producono il Cambiamento. Dagli applausi ricevuti cap che avevo fatto centro perch il Riscetamento è un bisogno a cui noi napoletani non vogliamo più rinunciare.
-Se De Magistris non si conferma sindaco si rischia di tornare al gi  vissuto?
-Internet ci conta e ci mette in contatto. "Riscetamento" è un gruppo aperto, un movimento che supporta l’attaccamento alla citt , una realt  con cui si devono fare i conti.
-Intanto la scuola come contribuisce a sviluppare nei giovani la consapevolezza della nostra grande cultura?
-Ho presentato un progetto al Comune di Napoli che prevede l’inserimento della Storia della lingua napolitana e l’educazione civica tra le materie d’insegnamento. La storia della lingua porta in se la nostra ricchezza culturale, basata sull’accoglienza, e l’educazione civica trasferisce regole fondamentali per il rispetto degli altri e dei beni comuni. Ho notato che nel napoletano parlato è scomparso il futuro, per esempio non si dice più arrivaraggio, ma mo’ arrivo. Il linguaggio condiziona il cervello, e inserire il futuro mette in condizione di prenderlo in considerazione.
-Luca scrittore come si attiva per favorire il cambiamento?
-Vorrei fare di Riscetamento un manifesto letterario per mettere insieme scrittori napoletani che raccontano di Napoli con una nuova prospettiva. I racconti verranno messi sul web, con e-book gratuiti. Intanto parteciperò all’unica fiera del libro di Napoli e provincia che si svolge a San Giorgio a Cremano, Ricomincio dal libro, che si tiene verso la fine di settembre e che è luogo di incontro e di confronto di molti scrittori napoletani.
-Qual è il sentire di voi trentenni?
-Ci sentiamo sconfitti dal troppo. Siamo egoisti, selettivi in maniera condizionata, sottoposti a continue scelte e siamo pragmatici. La libert  la scambiano con il tempo libero. Il futuro rappresenta, tra l’altro, lo scontro con la propria giovinezza. Abbiamo bisogno di consapevolezza per non cadere nella trappola delle regole.
-Luca, cos’è il bello in assoluto?
-Mi viene in mente Oscar Wilde, precisamente la prefazione de, Il ritratto di Dorian Gray. Wilde prende in prestito un personaggio mostruoso de, La Tempesta, di W. Shakespeare, Calibano. Calibano si guarda allo specchio e prova rabbia per il suo aspetto, quando smette di guardarsi si sente bello. Il bello assoluto per me si può percepire nella propria anima.
-E il brutto?
-Alcuni comportamenti.
-Luca, come vuoi concludere?
-Voglio concludere con il concetto di speranza che, come diceva Monicelli, è una trappola, una brutta parola, non si deve usare perch inventata da chi comanda, va trasformata in io voglio credere. Cerchiamo di difendere la nostra citt  tutti i giorni.Luca è tra gli organizzatori di GiùlemanidaSanGennaro che a marzo scorso ha rivendicato la laicit  del culto, una protesta che ha raccolto 10.000 firme, e che ha dato la percezione che la citt  si può unire e può non subire più passivamente. Sabato 30 aprile alle 16 da via Duomo 147 partir  la processione e come ogni anno il busto del santo e le ampolle del sangue si mischiano ai napoletani attraversando le strade del centro antico fino a Santa Chiara, questa volta sventolando un fazzoletto bianco possiamo sentire la forza dello stare insieme.

Per saperne di più
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Nelle foto, Luca Delgado e l’immagine della processione di San Gennaro pibblicato sulla pagina di Fecebook dedicata all’evento "Giùlemanidasangennaro" previsto il 30 aprile