L’amore folle. L’amour fou. E’ quello di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé che sale sul  palco dell’istituto francese di Napoli giovedì 8 e venerdì 9 giugno alle 21 (ingresso libero fino ad esaurimento posti, Sala Dumas, Palazzo Grenoble, Via Francesco Crispi, 86. Tel 081 761 6262).
  “Ho perduto il testimone della mia vita, temo che ormai vivrò con minor cura di me stesso” . Con questa citazione di Plinio il giovane, si apre il romanzo epistolare di Pierre Bergé, compagno del celebre stilista Yves Saint Laurent, scomparso nel 2008.
Attraverso le sue lettere, scritte nell’arco di un anno, Pierre Bergé si immerge nei sofferti ricordi per evocare miserie, dolori e glorie passate di una personalità surclassante e terribile come quella del più famoso stilista francese della seconda metà del Novecento, inventore del prêt-à-porter femminile, amico del ’68, figlio di colonialisti, divenuto direttore della maison Dior già alla tenera età di diciotto anni.
Solida spalla, Pierre accende i riflettori sul genio dell’haute-couture traviato dall’alcol e dalla droga, dall’esasperazione prodotta dalla solitudine, nonostante, l’amore pazzo che per cinquant’anni di vita ha permesso ai due di diventare persino i più famosi collezionisti d’arte del nuovo millennio.
Circondato da opere di valore inestimabile come Matisse, Picasso e Brancusi, Bergé decide di mettere all’asta i suoi 733 lotti, poiché senza Yves, tutta questa ricchezza perde qualsivoglia ragione di esistere.
Lo spettacolo  è scritto e diretto da Marco Sgamato.  Che spiega:  «L’idea di lavorare sulle lettere di Pierre Bergé a Yves Saint Laurent e sui documenti biografici dello stilista, nasce dall’esigenza di onorare degnamente uno dei maestri dell’haute couture che ha permesso all’alta moda tradizionale di uscire dai canoni del “Pantheon estetico” e tramutarsi in Arte, grazie ad una sofferta genialità mista ad orrori.  Lo spazio scenico si tramuta nel retroscena di una passerella, dominato dall’imponente, determinato ed equilibrato Pierre, solido regista delle poderose sfilate, senza il cui ausilio ben poco si sarebbe visto del grande stilista».
Un lavoro in  collaborazione con Pina Paone e Roberta Di Maggio che punta tutto sulle emozioni.
In foto, una scena dello spettacolo