La ricerca per la valorizzazione implica necessariamente un approccio multidisciplinare in quanto l’analisi critica di un bene culturale riunisce l’aspetto dei materiali costitutivi, le tecniche artistiche e la valutazione di artisticit  dell’opera. L’itinerario descritto segue un percorso diagnostico di analisi mirato alla ricostruzione della sua storia materiale e al riconoscimento dei suoi valori. L’indagine critica ha un percorso canonico, diremmo antropologico, di uso comune anche per il restauratore (lenti di ingrandimento, tavole Munsell, lampada di Wood, microscopio digitale), per passare poi a un vero e proprio progetto di analisi, permesso nel mio caso da strumentazioni disponibili nei vari laboratori del dipartimento di scienze chimiche della Federico II di Napoli.

Questi mezzi di ricerca, sono essi stessi mezzi di valorizzazione, perch arricchiscono il processo di conoscenza, evidenziando sia i punti di forza, che i punti deboli dell’opera, da prendere in considerazione nell’ottica di una sua futura conservazione e valorizzazione.
Attraverso l’individuazione delle forme di degrado presenti, è possibile valutare lo stato di conservazione; tramite la consultazione delle tavole Munsell possiamo studiare i colori adoperati in passato; con le tecniche microscopiche e spettrofotometriche siamo in grado di effettuare una caratterizzazione completa dei materiali di cui è costituito il manufatto, anche in stratigrafia, per ricostruire le antiche tecniche artistiche pittoriche.

Tutto ciò permette quindi di ricomporre la storia materiale del Bene esaminato e delineare nella contemporaneit  la sua identit  attraverso la critica d’arte.
Siamo spesso portati a considerare un determinato oggetto come opera d’arte quando possiede un certo grado di perfezione stilistica o quando appartiene alle categorie del “bello” o del “sublime”.
Ma i dubbi di Croce un epigramma appartiene all’arte perch no una semplice parola? Una novella appartiene all’arte perch no una nota cronaca giornalistica? Un paesaggio appartiene all’arte perch no uno schizzo topografico? ci spingono a una continua ricerca sui criteri per considerare alcune di esse artistiche, rispetto ad altre. Benedetto Croce, infatti, definisce l’arte una forma di conoscenza. A differenza della conoscenza logica, che procede per concetti e ha come oggetto l’universale, l’arte è conoscenza intuitiva, che ha come oggetto le immagini, le singole cose. L’intuizione è l’apprensione immediata di un contenuto sensibile, è prescienza. Mentre la logica ha bisogno di un’elaborazione discorsiva, la conoscenza intuitiva è immediata.

L’intuizione, dunque, è una delle attivit  dello spirito,
“Ogni vera intuizione o rappresentazione è, insieme, espressione”. Croce si disinteressa completamente della tecnica artistica o dello stile utilizzato, l’unica domanda che dobbiamo farci dinanzi a un’opera d’arte è se essa sia o meno espressiva “l’attivit  giudicatrice, che critica e riconosce il bello, s’identifica con quella che lo produce. La differenza consiste soltanto nella diversit  delle circostanze, perch una volta si tratta di produzione e l’altra di riproduzione estetica., L’attivit  che giudica si dice gusto; l’attivit  produttrice, genio genio e gusto sono, dunque, sostanzialmente identici”.
Il compito del critico d’arte, dunque, risiede nello scoprire che cosa sia in essa davvero “intrinseco” e che cosa sia secondario o “estrinseco”. Sar  il critico d’arte in grado di riconoscere il genio che si nasconde in essa? S, proprio attraverso tutti quegli strumenti aggiuntivi che la ricerca scientifica, mirata alla sua conoscenza e valorizzazione, è in grado di offrire.

*gruppo di analisi critica dell’Arte, Aies


Nella foto, indagini scientifiche applicate sulla pittura parietale