Solo l’amore salva l’intimo. Sono i due titoli che rispettivamente chiudono e aprono “Solo l’amore salva” di Lucia Mastrodomenico (Liguori Editore; 97 pagine, 11.99 euro) e che racchiudono il significato ultimo del lavoro della scrittrice. Un’attenta raccolta di alcuni interventi dell’intellettuale napoletana, scomparsa nel 2007, curata dall’associazione “Madrigale per Lucia Onlus”.
Il libro, disponibile anche nella versione e-book, affronta temi attualissimi come la violenza di genere, il delicato assetto sociale e familiare che la donna oggi deve affrontare (che non sembra essere troppo cambiato nel tempo), e la funzione che il cos detto “sesso debole” riveste sin dalla notte dei tempi quella del nutrimento. Aspetto fondamentale soprattutto in funzione del fine ultimo della ricerca mossa dalla filosofa partenopea la pedagogia della differenza. Un’idea talmente rivoluzionaria da risultare tutt’oggi incompiuta, ma necessaria.
Educare sin dall’infanzia alla diversit  sessuale (in tutti i suoi aspetti, fisici, psichici ed emotivi), infatti, vuol dire aiutare i futuri adulti a non reprimere violentemente la mancanza insita in ogni essere umano, che il libro sembra voler esorcizzare proprio con il più rivoluzionario dei movimenti l’amore. Parlare d’amore in una citt  come Napoli, tuttavia, non è mai facile. Sembra impossibile, quasi offensivo. Ma Lucia Mastrodomenico( l’autrice è scomparsa nel 2007) con uno stile fluido, privo di qualsivoglia barriera intellettuale, riesce a condurre il lettore in un viaggio che punta proprio alla riscoperta di quell’intimit , imprescindibile e necessaria, per la costruzione di rapporti equilibrati.
Una vera e propria ricetta per il superamento di modelli preimpostati e molte volte fasulli. La liberazione dell’uomo, come della donna, richiede un maggiore investimento nelle relazioni umane, e non in un potere molte volte meramente narcisistico. Il libro edito da Liguori non tratta solo tematiche ampiamente sviscerate dalla pedagogista napoletana, ma regala anche una post-fazione d’eccezione curata dalla pedagogista e psicoterapeuta Luce Irigaray (intitolata “la condivisione dell’amore”, intervento dedicato dalla stessa intellettuale francese alla Mastrodomenico) e due brani inediti Nutrimento e Dogville.
Particolarmente significativa oggi, è la recensione di Dogville di Lars Von Trier. Una realt  distopica in cui la protagonista non può far altro che scegliere tra le legge paterna, e la diffidenza di una cittadina chiusa in se stessa. Distruggendo Dogville, non sceglie solo di assecondare la visione fallocentrica paterna, ma di rinunciare alla propria intimit , alla propria forza femminile. La forza che da sempre nutre il mondo, “la capacit  che le donne hanno, a qualsiasi razza e cultura appartengono, di creare relazione”. Relazione fondamentale proprio per riuscire a mantenere un’intimit , un nucleo segreto. Riuscendo a convivere nelle stanze della naturale differenza di genere, senza violenza. Un conflitto non violento possibile solo “imparando ad amare, oggi, di nuovo, ancora. Imparare dal cuore che capisce e da cui la parola nasce”.

In foto, la copertina