Molti adulti continuano a predicare che è possibile una Napoli migliore, che la speranza non può abbandonare chi si arma delle migliori intenzioni per preparare il terreno al cambiamento.
Allo slogan appassionato del rilancio, però, molto spesso non seguono i fatti e quegli stessi signori, intellettuali di plastica da consumare in una volta e via senza che lascino traccia, restano profeti nel deserto nessuno li ascolta, nessuno di loro si ascolta.
L’esordio letterario di Gianfranco Gallo, brillante attore, cantante, regista, autore teatrale, nonch figlio d’arte, racconta qualcosa di sostanzialmente diverso, mettendo le distanze tra il suo autore e tutta una schiera di fieri chiacchieroni.
“Napoli da Sotto a Sopra” (Edizioni Graf, pp. 128, 11,90 euro) non esalta un passato glorioso a cui fare ritorno, non stuzzica la pazienza dei giovani, esortando alla fiducia in una capacit  innata di risalire la china, ma descrive una Napoli diversa, febbrile nell’operare, accesa dalla luce vivida dell’arte, una Napoli realmente esistita.
Diviso in due parti, nei “Racconti di sotto” Gallo descrive le innumerevoli sfaccettature di una citt  amante del “basso”, inteso come disposizione comico-umoristica, ma anche come abitazione tipo, devota a Maradona, sognante e consapevole delle sue forze, profondamente dignitosa. Con i “Racconti di sopra” è la voce di Giovanni Napolano, poeta metropolitano, alter ego dello scrittore, a tratteggiare sulla pagina pensieri sgrammaticati, riflessioni “passeggere” di un cervello fine tra una fermata e l’altra della linea 2 (il poeta in questione compone solo in metro).
In occasione della presentazione tenutasi alla Fnac, alla quale hanno partecipato l’editore Luciano Chirico, la speaker di Radio Club 91, Melina Di Marino e in veste di amici Alan De Luca, Francesco Paolantoni, Angelo Di Gennaro, Lucio Caizzi, l’autore ha concesso una breve intervista.

Gallo racconto una citt  complessa

Signor Gallo, in che cosa il suo primo lavoro letterario può ritenersi diverso dai tanti che sono stati scritti su Napoli?
Nelle mio libro ho tentato di descrivere tutte le sfumature di una citt  complessa, impossibile da definire una volta per tutte. In questo “Napoli da Sotto a Sopra” è certamente diverso da “Gomorra”. Nel best seller di Saviano compare solo il nero, la tonalit  violenta di una Scampia descritta come una “riserva indiana di criminalit “. Scampia è invece una moltitudine di colori è l’espressione della convivenza tra camorra e gente perbene. Se non comprendiamo la complessit  del nostro particolare mondo non potremo mai avviare il cambiamento.”
Perch è convinto della possibilit  di un riscatto?
I miei racconti, tutti ispirati alla realt , partono dagli anni ottanta, anni di rinascita collettiva, durante i quali “Napoli era bella e speranzosa”, frutto maturo della poesia di Troisi, del soul di Avitabile, della genialit  di Pino Daniele. Avendo vissuto in prima persona questa esperienza posso dire con certezza che è possibile avere una Napoli diversa, libera dal ricordo stantio del passato, artefice di una napoletanit  vincente. I giovani devono sapere che questo è possibile e devono imparare a pretenderlo.”
Sua madre era una donna proveniente da una famiglia nobile. Suo padre, Nunzio Gallo, era un cantante di successo, figlio di un fruttivendolo. Questo deve aver influenzato la sua capacit  di guardare la trama fitta e complessa del reale .
“E’ proprio cos. Ai pranzi infiniti di Pasqua alla Pignasecca con la famiglia paterna seguivano gli incontri con la superba e fine famiglia di mia madre. Questa commistione tra “l’alto” e il “basso”, che si riscontra anche nella nostra citt , potrebbe diventare una ricchezza per ognuno di noi se si riuscissimo a far convivere con intelligenza i diversi piani del reale. Faccio un esempio concreto. I laboratori teatrali dovrebbero essere un luogo fondamentale di incontro ed invece sono tutt’altro. Basta con i laboratori di Scampia, del Vomero o di qualsiasi altro quartiere. Basta con le ghettizzazioni. Un vero laboratorio dovrebbe riunire ragazzi provenienti da zone e realt  differenti. In “Napoli da Sotto a Sopra” descrivo la bont  della diversit , di una citt  fatta di contrasti, vissuta in ogni suo particolare, divisa tra il bene e male.Oggi di Napoli si dice solo il male ed essere napoletani è diventto un vero e proprio obbligo. A questo aggiungo che è necessario essere napoletani coscienti e colti per è non cedere alla rassegnazione.
“Che tipo di rapporto si è instaurato tra lei ed il suo primo libro?”
“Di assoluta libert . Sono abituato a scrivere per il teatro e quindi ad immaginare davanti a me un pubblico pronto a giudicare in ogni momento. Stavolta ho scritto per me. Il risultato è tutto da vedere.”. “Napoli da Sotto e da Sopra” consegna ai lettori uno scrittore elegante, leggero, mai banale, poetico e divertente, capace di coinvolgere in un autentico slancio verso la Napoli del futuro.

In foto, l’autore e la copertina del volume