Ta Kai Ta’ di e con Enzo Moscato e Isa Danieli (nella foto di Francesco Squeglia). Titolo indecifrabile, Questo e Quello per chi conosca il greco antico. Gli aspetti contraddittori e complementari che abitano in ciascuno di noi. Il titolo che Pasolini avrebbe dato al film che avrebbe voluto girare con Eduardo, se non fosse stato ucciso il 2 novembre del 1974. Nove anni dopo, nello stesso giorno, se ne andò anche “il direttore”. Imperscrutabili coincidenze. Ritorna lo spettacolo gi  presentato al Napoli Teatro Festival del 2012. Dopo tante riprese dei lavori di Eduardo, il primo lavoro su Eduardo.
Ta Kai Ta’ è il frutto meditato, commosso, di una sobria e equilibrata riflessione di un artista che rivisita, a suo modo, la vita e il magistero artistico dell’altro.Moscato stesso a dar ragione della sua intenzionalit  nessun tentativo di decostruzione alla maniera del teatro di ricerca alla de Berardinis, ma una delicata e più intima rivisitazione che si spinge “fino a tentare una sorta di riscrittura per frammenti della stessa anima del nostro più importante drammaturgo delsecolo scorso.
Una rievocazione fantasmatica, quella di Moscato, equidistribuita tral’archetipo femminile e maschile, Isa Danieli e il Moscato attore. Un parlaresommesso, di forme quasi incorporee, spettrali. Un parlare sequenziale, mai dialogico. Membra sparse, brandelli di vita, efficaci citazioni dai capolavori di Eduardo. Filumena rievoca la sua scelta coraggiosa Senza vul…cammenanno, cammenanno, me truvaie arint o vico mio, nnanze all’altarino d’ a Madonna, a Madonna de’ rose. “Rispunne! Rispunne tu!” alluccaie a sta Madonna. “‘E figlie so’ figlie!” sentette! Proprio accuss!” E figlie so’ figlie!” E il pessimismo comune a entrambi. Chisto è nu munno fatto solo a misura de’ fetiente! E il teatro, i rapporti spigolosi con i teatranti, il rapporto irrisolto col padre, la cui morte viene immaginata come esplosione incontrollata di disistima, disprezzo, odio represso, che esplode in forma di invettiva epigrammatica, i cui vapori sulfurei arrivano fino in platea.
Uno dei momenti più intensi di tutta la rappresentazione …l’anima e mio padre, il grandissimo Istrione, … proprio non voleva alzarsi in volo! Perch mio padre fu questo, e va detto chiaramente un servitor del Nulla, un leggiadro e divertente terrorista d’ o Vacante! Un sovvertitore di credenze e miti, d’abitudini e costumi, sotto le sembianze inoffensive del Pagliaccio! E il lutto indicibile per la perdita della amatissima secondogenita Luisella, morta in tenera et , un dolore consumato al chiuso di un masochistico silenzio, elevato a metafora apocalittica e grottesca di morte, dilatata fino a comprendere tutta Napoli. Il golfo…il nostro golfo…è detto golfo mistico’ pure pecchesto perch contiene i Morti… gente d’al di l … a morta folla… l’ossavario senza fine… o camposanto-bagno, che, d’est , ce d  refrisco. Ta Kai Ta’, una scrittura aperta alla pietas e al rispetto, pur senza rinunciare al consueto gusto dirovesciare i luoghi comuni la presunta cattiveria del primogenito e la sudditanza psicologica de fratelli, ad esempio.
Tratti rapidi ora poetici ora surreali ora espressionistici per fissare le sfaccettature della complessa personalit  di Eduardo, la sua concezione dell’arte e il suo porsi di fronte alla vita. La mia vera casa è il palcoscenico… L  so esattamente come muovermi…cosa fare…Nella vita, io… sono uno sfollato. Ma anche il suo modo di vedere Il teatro muore quando si limita a raccontare fatti accaduti. A teatro la suprema verit  è stata e sar  sempre la suprema finzione. Nun s’addeventa mariuolo p’a guerra, mariuolo se nasce.
Eduardo, figura artisticamente grandiosa e umanamente ingombrante, amata dal pubblico e chiacchierata tra gli addetti ai lavori, sempre e solo sibilando tra i denti. Non uno degli attori da me personalmente conosciuti che non aggiungesse il suo grano allacorona delle lamentele. E anche a questo proposito Moscato manifesta la sua insofferenza, rovescia il tavolo delle convenzioni con la sua “follia artistica” come la definisce affettuosamente Isa Danieli; decostruisce i rapporti affettivi, enfatizza sulle sofferenze fisiche e morali di chi si è portato indietro per tutta la vita le stimmate di una delicata condizione familiare, che Eduardo riflette drammaturgicamente nella centralit  della famiglia e la tipologia sbilanciata dei personaggi grandi donne e omuncoli.
Ancora una volta, nel teatro di Enzo Moscato il fulcro dello spettacolo è il testo, intessuto di quel suo particolarissimo espressionismo linguistico, dell’ amore tutto partenopeo per il canto e, prima ancora, per la sonorit  musicale della parola, che si fa spesso pura affabulazione, prosa parapoetica.
Isa Danieli. Animale teatrale di una razza in estinzione. L’espressione addolcita. Del temperamento leonino della formosa lavandaia di desimoniana memoria, conserva la vivacit  pungente dello sguardo,            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkB
Bd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJ nonostante che al contorno dei riccioliscomposti di un tempo sia subentrato uncandore di neve raccolto sulla nuca in una sobria crocchia, la recente asciuttezza fisica trasfigurata e messa artisticamente al servizio di un incedere arioso e un leggero volteggiare a tempo di valzer. Isa, non deuteragonista, ma il doppio speculare di Enzo. L’Alter Ego. Di lui dice con modestia «Ha scritto questo testo per me e per lui, tutto ciò mi onora». I due assieme, le due facce indissolubili di un Segno, un legame che travalica la semplice amicizia e la condivisione di un certo modo di intendere l’attorialit  e il teatro. Una complicit  antica, umana e artistica. Due corpi e un’anima.

Ta Kai Ta di Enzo Moscato
Napoli, Teatro Nuovo Fino al 26 ottobre
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali), ore 18.30 (domenica)
Info e prenotazioni al numero
0814976267
botteghino@teatronuovonapoli.it