La fortuna ingannatrice dipinge l’azzurro cielo d’Africa. E la fondazione Orestiadi di Gibellina (Trapani) li ospiter , dal 21 marzo 2009, sulle tracce di “Transiti”, mostra nata da un’idea di Fabio De Chirico (soprintendente ai beni artistici della Calabria) con due protagonisti, il pittore napoletano Pietro Loffredo e l’artista svizzera Rita Ernst. L’esposizione è la tappa conclusiva di un lavoro cominciato nel marzo di quest’anno, nelle sale della sede tunisina (Dar Bach Hamba) della fondazione Orestiadi di Gibellina. «Ci siamo confrontati su temi differenti -spiega Loffredo- io hoesplorato l’universo dei talismani e Rita si è tuffata nell’architettura delle moschee».
Il portafortuna domina i dipinti dell’artista. «Ho messo a confronto la coda di pesce tunisina con i nostri cornetti che assumono forma di vermi appesi all’amo. La fortuna mangia la fortuna è illusoria».

Nella visione artistica di Loffredo il cornetto respira un’aria nuova, internazionale. «Non m’interessa rappresentare quello napoletano. Sul cornetto ci lavoro da tempo. L’ho portato in pittura gi  negli anni ’90, l’ho studiato, l’ho pensato, ho fatto ricerca. Ho preso questo oggetto popolare che prendiamo, lasciamo, troviamo sulle bancarelle in tutte le forme. L’ho trasformato in pittura, l’ho messo in primo piano, gli ho dato importanza. un oggetto molto carino, ma molto banale, se utilizzato solo come portafortuna. Portandolo su tela, gli ho reso giustizia. Il mio cornetto non si porta in tasca, è un simbolo italiano che ora paragono a quelli di altri paesi».

E su gli «altri paesi», l’artista non ha dubbi «Dopo la Tunisia sceglierò terre con storie molto sofferte, nel passato e nel presente. L’Albania sar  probabilmente la mia prossima tappa». E spiega «Sono un pittore e denuncio l’ingiustizia attraverso la pittura. L’esperienza in Africa mi ha mostrato come si elargiscono aiuti e poi ci si lava le mani».

Un pezzo di Tunisia sulla sua tela «Per la prima volta ho lavorato sul luogo. Di solito all’estero porto opere gi  finite. Tunisi ha un azzurro che rapisce i sensi. Tanto intenso da suggerirmi colori completamente diversi dai miei, di solito più tetri. L, tra le spezie, l’intensit  della pelle, il calore delle persone è scattato qualcosa. Cos ho messo da parte le tonalit  cupe e sui fondali si sono riversati i verdi e gli azzurri tunisini, mescolati anche con la terra».

E i “Transiti” della ricerca si riflettono in una nuova visione del cornetto. «Prima veniva abbinato alle figure di angeli neri, rappresentazione su tela delle vittime del razzismo, in ogni sua forma popoli con la pelle di un colore diverso, donne, omosessuali, poveri. I miei quadri trasmettevano l’idea di una “fortuna un po’ bastardella”. Ora sto chiudendo questo discorso. Il cornetto prende una nuova forma e racconta l’ingiustizia».

Il pittore Pietro Loffredo e un suo dipinto realizzato in Tunisia al palazzo Bach Hamba

per saperne di pi www.pietroloffredo.com