Il processo a Gesù è l’avvenimento che, più di ogni altro, ha inciso nella storia dell’umanit . Mutando il corso degli eventi e innescando un processo rivoluzionario senza precedenti, il processo e la condanna a morte di Gesù sono riusciti a porre le basi per l’affermazione di una nuova era, scardinando i pilastri degli antichi credi pagani e affermando i valori di umanit , solidariet  e fratellanza. Sull’argomento si è scritto tanto e si sono impegnati i maggiori filosofi e teologi di tutte le epoche, ma per la prima volta uno studioso ne affronta gli aspetti processualpenalisti. Per la prima volta vengono alla luce le dinamiche processuali che portarono alla condanna di Gesù, liberando il campo da quelle credenze che vedevano Gesù come il capo di un movimento religioso organizzato e radicato nella provincia di Galilea, e il popolo ebraico come il suo aguzzino, dando il via a un antisemitismo, militante o subdolamente strisciante, che ha caratterizzato la storia europea. “Processo a Gesù.
Un conflitto politico tra giurisdizioni” (Pisanti Editori, € 12, PP. 122) di Elio Palombi avvocato penalista e docente presso la facolt  di scienze politiche dell’universit  Federico II di Napoli, propone al lettore una ricostruzione della vicenda giudiziaria di Gesù, cercando di fare luce sull’individuazione delle responsabilit .
CONFLITTO DI POTERI
L’utilit  di analizzare gli aspetti più tecnici della vicenda, quali gli aspetti processualpenalisti, sta proprio nella possibilit , attraverso questi strumenti, di giungere alla verit  dei fatti, all’individuazione precisa delle responsabilit . Quello verificatosi intorno al 30 d.c. è stato un vero è proprio conflitto di giurisdizioni tra il potere religioso, locale, dei componenti il sinedrio, e il potere imperiale, rappresentato dal governatore della provincia, Ponzio Pilato.
Tema, quello del conflitto di giurisdizione, che è sempre utile analizzare con cura per comprendere le possibili evoluzioni costituzionali delle realt  statuali della nostra epoca. Ma questo non è l’unico conflitto che emerge dal percorso di analisi di Elio Palombi: ad esso va aggiunto, necessariamente, il conflitto tra i poteri, tra il piano politico e quello giudiziario, tra la volont  e la legge, con un unico filo conduttore che collega la vicenda giudiziaria di Gesù alla realt  attuale. Il primo problema affrontato dall’autore è stato, senza dubbio, quello delle fonti: “Innanzitutto mi sono basato sui quattro Vangeli spiega Palombi che costituiscono la fonte principale per la ricostruzione della vicenda del processo a Gesù. Gli strumenti che, invece, mi hanno consentito di analizzare l’accaduto sono stati quelli propri del penalista, la logica, il ragionamento e le consequenziali argomentazioni”.
CONDANNA, ATTO ILLEGALE
Il primo frutto dello studio di Palombi, invece, è la ricostruzione della figura del Gesù uomo, non più come un sovversivo capace di organizzare tumulti e di attentare alla sovranit  romana in Galilea: “Se Gesù fosse stato un sovversivo capace, attraverso la sua attivit  politica, di rovesciare l’ordine costituito prosegue Palombi l’attivit  repressiva non sarebbe stata rivolta solo contro di lui, ma ne avrebbero fatte le spese anche i suoi discepoli e tutti coloro i quali avevano partecipato alle attivit  del Nazareno. Questa circostanza è di grande rilievo e serve ad escludere il fatto che si trattasse di una banda di ribelli capaci di costituire una minaccia per il potere di Roma. Perch Pilato non ha agito con durezza anche contro i compagni di Gesù?. E’chiaro, dunque, che a volere la morte di Gesù non fu l’autorit  imperiale, bens i sinedriti, ci la massima autorit  religiosa ebraica, i quali videro in Gesù un potenziale sovvertitore di quell’ordine socio-economico che li vedeva dominanti. La predicazione di Gesù, le sue qualit  taumaturgiche e il conseguente consenso raccolto tra la popolazione, potevano costituire un attentato ai privilegi della gerarchia religiosa e, per questo motivo, i sinedriti fecero il possibile per raggiungere la condanna a morte di Gesù, la quale fu un atto illegale in quanto non suffragata da una precisa contestazione. Mancavano le accuse, un giudice terzo e le testimonianze non erano sufficienti a dichiarare la colpevolezza di Gesù, perciò si tentarono tutti i possibili escamotage per giungere all’uccisione. Ponzio Pilato acconsent alla crocefissione, nonostante i suoi tentativi di salvarlo, per opportunit  politica, per evitare una sommossa che, in caso di assoluzione di Gesù, fomentata dai sacerdoti, avrebbe infiammato la regione.”
L’INDIPENDENZA DEI GIUDICI
L’attualit  della vicenda processuale di Gesù sta anche nel fatto che essa mette in luce l’annoso problema del rapporto tra il potere politico e la giustizia, argomento che è oggetto di un gruppo di studio diretto Palombi e i cui risultati saranno pubblicati a breve. “L’indipendenza dei giudici, sancita dalla nostra Costituzione, è il frutto di un percorso lento e progressivo. Oggi, invece, per eccessiva indipendenza della magistratura,            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7e:EèHlèNO» OJe
tnRpeKKKYT DeS pHKL  si superano i limiti imposti dallo stato di diritto. Casi come quelli del procuratore De Magistris, capace di mettere sotto indagine persino i suoi colleghi e i suoi superiori e di creare sospetti su ogni cosa, devono farci riflettere sulla portata del principio di indipendenza dei giudici, sugli eccessi che da essa derivano e sulla necessit  di una profonda riforma dell’ordinamento giudiziario. Quando le indagini che colpiscono i politici si risolvono puntualmente in un polverone, è necessario porsi delle domande sulla deformata visione dell’indipendenza della magistratura. Noi stiamo subendo ancora le conseguenze di quanto accaduto nel 1992, con tangentopoli e la stagione dei processi alla classe politica di allora. Le inchieste di allora erano necessarie per eliminare gli elementi più corrotti della nostra classe dirigente, ma la magistratura non aveva il diritto di disintegrare l’intero sistema”.
Il Processo a Gesù di Palombi, dunque, è un volume, agile nella lettura e fruibile a tutti, anche ai non addetti ai lavori, utile alla comprensione di un evento determinante per la storia umana, rivoluzionario per i valori che ha espresso e per l’attualit  delle riflessioni che induce.

Da sinistra, Gesù bambino (dalla mostra napoletana "Ritorno al Barocco", foto di Nando Calabrese) e la crocifissione di Masaccio