La passione per la cultura le dettava eleganza e lealtà . Era un modo di esistere, non di rappresentarsi. Se n’è andata poco dopo la scomparsa di Aniello Montano, filosofo, amico di saggezza e pensieri che dell’associazione “Il corvo”, da lei fondata a Pozzuoli venticinque anni fa, era presidente onorario. Maria Guarino non lascia un vuoto, ma un esempio di forza, fierezza, trasparenza, tra autonomia e coraggio di esprimersi senza ipocrisie. Da studentessa, da docente (di lettere alle scuole superiori), da protagonista culturale, indipendente dai carrozzoni variopinti, carichi di intellettuali presuntuosi e inutilmente sapienti.

La gentilezza le scorreva sulla pelle e la gentilezza era la qualità  che riusciva a conquistarne la simpatia
come quella del sindaco Maurizio Valenzi che lei ammirò come artista, politico, scrittore. E quando il sindaco gentiluomo, quasi alla soglia dei cent’anni scrisse la sua autobiografia, “Confesso che mi sono divertito”, dalla giovinezza a Tunisi spesa nella lotta al fascismo fino all’arrivo a Napoli, Maria organizzò, come accadeva spesso, nella sua bella casa di Pozzuoli con terrazza su un emozionante panorama, con l’intensità  dell’amore per gli incontri letterari e artistici, una presentazione che poi sarebbe finita in una cena farcita di bontà , ricca di specialità  preparate da lei e dalle socie ormai abituate negli anni a coordinarsi per organizzare eventi con ghiotto finale gastronomico. Maurizio non potè partecipare: all’ultimo momento aveva avuto un piccolo malore, ma lei era felice. Sapeva di averlo reso contento per quella rinnovata dimostrazione di amicizia.

Sotto il sole cocente di luglio, nell’estate 2015, Maria, vestita di un caftano blu, sovrapposto in raffinato contrasto a una tunica bianca, passeggiava sull’arenile puteolano di via Roma,
accogliendo gli ospiti all’esposizione Ncopp’ o mare di Aldo Zanetti, pittore delle onde, curata dalla figlia Violetta. una nuova occasione di incontro sotto il cielo dell’arte, lontano dal rumore di saccenteria e volgarità .
Nella testa sicuramente le rimbombavano ancora le parole « mai più» che il corvo pronunciava nella poesia dello scrittore statunitense Edgar Allan Poe, piombato in una fosca mezzanotte, nella camera del narratore. Proprio per quella battuta lapidaria, insistente e incisiva, aveva scelto di chiamare l’associazione con il nome del maestoso volatile. Per illuminare la notte di Pozzuoli ferita dal bradisismo e dal degrado, ma anche di una società  abbrutita dal consumismo. Ascoltando la voce dell’intelligenza.

Nella foto, da sinistra, Maria Guarino con Aldo Zanetti, Maurizio Valemzi e Ettore Scola