Vent’anni fa cinque volontari salivano su un aereo che li avrebbe condotti nella baraccopoli di Paran , in Argentina. Vent’anni fa iniziava un viaggio che avrebbe portato volontari in Perù, dal “popolo agnello”; in Brasile, nei villaggi dei poveri; in India, a Madras; a Napoli, ad Afragola e nella New York, capitale del profit e della solitudine, dilaniata dall’11 settembre. Un viaggio che vuol dire molto di più del suo senso geografico, un viaggio che, nonostante le molteplici direzioni, aveva ed ha ancora oggi un’unica meta: il cuore delle persone, la loro sete di bont  e di ricevere e dare amore, quella scintilla che brilla nell’oscurit  della sofferenza, come oro sepolto nel fango, soffocato, ma che c’è e non smette di brillare.

cos che, all’Istituto Francese di Napoli “Grenoble”, in via Crispi, l’Associazione internazionale Punto Cuore festeggia i suoi primi vent’anni di vita con un incontro-spettacolo dal titolo “Ll’uocchie d”a meraviglia”. Introdotto dal Console di Francia, monsieur Denis Barbet e da padre Guillaume Trillard, responsabile di Punto Cuore in Europa, lo spettacolo ha avuto come sfondo le immagini e i video realizzati da Jean-Marie Port e ha visto esibirsi sul palco i bambini di Punto Cuore, accompagnati dalla poesia di Salvatore Palomba e dal canto di Pina Cipriani. Le immagini di Afragola e dei suoi abitanti, i versi di “Che miracolo stammatina”, “Carmela”, “Chist”è o filo d’erba e chist”è o mare” e “Miettece a mano toja Maronna mia”, le performance dei maestri Palomba e Cipriani e quelle dei bambini hanno mostrato con disarmante semplicit  quello che è l’operato, l’obiettivo e le speranza dell’Associazione creata nel gennaio 1990 da padre Thierry de Roucy, il loro continuo cercare di raccontare e di portare la bellezza del dono della vita e, soprattutto, quello che il cuore di ognuno, a detta proprio di Jean-Marie Port, brama di più, una casa.

Infatti l’Associazione in vent’anni ha fondato più di quaranta case situate in luoghi di grande povert  materiale o di particolare disperazione e più di 1200 giovani vi sono passati, per vivere un anno al servizio dei più disagiati. Insieme allo spettacolo, è stata inaugurata la mostra fotografica “Di Fango e d’Oro”, presentata ad agosto al Festival dell’Amicizia tra i popoli a Rimini e visibile fino al 21 gennaio, che mostra l’opera dell’Associazione nel mondo, l’essenza e la testimonianza di questo viaggio nel cuore dei poveri, degli ammalati e di quanti hanno bisogno di aiuto e nel cuore dei volontari stessi. Un viaggio, insomma, nel fango e nella realt  senza trucco della sofferenza, alla ricerca di quell’oro che, anche se si intravede a fatica, c’è e non smette di brillare.

Nelle foto, alcuni momenti della serata