Ha invaso la sua vita privata, senza che nemmeno lo conoscesse. Ma il suo modo di riqualificare la citt  lo riguarda in maniera molto ravvicinata in quanto cittadino . L’uomo del Crescent è una presenza incombente per lui, un fantasma che gli amareggia la vita. Non avendo la possibilit  di incidere sulle sue decisioni urbanistiche, Gaetano Troisi ha pensato di esprimere tutti i suoi timori in un pamphlet di 323 pagine, “La grande muraglia nel porto di Salerno”, in libreria per le edizioni Controcorrente. Con incisivo sottotitolo come si sfregia una citt .
L’uomo del Crescent è il sindaco Vincenzo De Luca, promosso viceministro alle infrastrutture dal governo Letta. Un sindaco riconfermato quattro volte con risultati record, dopo la pausa da parlamentare. Fortissimo il consenso degli elettori, insufficiente tuttavia a condurlo sulla poltrona di presidente della Regione che nel 2010 gli è stata soffiata da Stefano Caldoro, prima socialista, candidato del centrodestra.
Il Crescent è la grande mezzaluna con l’acqua all’orizzonte, disegnata dall’architetto spagnolo Ricardo Bofill per celebrare l’identit  europea salernitana, un gigante di cemento composto da oltre duecento lussuosi appartamenti, dotati di posto barca e auto. Ma l’ingranaggio, partito senza un bando di concorso internazionale, si è inceppato. “Prima che la voce suprema della legalit  amministrativa si facesse sentire- scrive l’autore- questo libro era gi  pronto. Le novit  che si sono nel frattempo registrate avvalorano il discorso di fondo è gi  avviato. Con la sospensione dei lavori si è creata un’opportunit  di ripensamento sul mega progetto…”. Che anche il volume offre, proponendosi come dossier sulla nascita del colosso edilizio e sui retroscena di una carriera politica.
Porta indietro le lancette del tempo, Troisi, e le ricolloca negli anni novanta quando alla guida della citt  c’è il socialista Vincenzo Giordano e il diessino De Luca è il suo vice. E il sindaco è capace di interpretare gi  la spinta della cultura ecologista. Utilizzando i fondi Ue per pedonalizzare il corso, liberarlo dell’ossido di carbonio, sfidando lo scetticismo dei commercianti e anticipando il futuro, con un centro abbellito, dove passeggiare, fare acquisti, sedersi al bar per rilassarsi anche per una manciata di minuti. Ma la giunta della nuova maggioranza (Pds- Psi-Psdi, con la stampella d’appoggio esterno del Pri), sorta tra le indiscrezioni di un’inchiesta avviata dalla magistratura, viene spazzata via dal vento di tangentopoli che infuria su tutto il paese e in particolare davanti all’ingresso del Raphael a Roma, dove Craxi il 30 aprile 1993 è investito da una pioggia di monetine e banconote lanciate dalla gente infiammata dai giudici di Mani pulite. Proprio tre anni dopo il successo elettorale alle regionali con il 31 per cento dei voti che incoronano Salerno laboratorio politico socialista.
A Salerno il ciclone giudiziario si produce in una retata spettacolare. In manette con Giordano pure l’ex sindaco dc Aniello Salzano, accusati di falso ideologico, abuso d’ufficio e turbativa d’asta per l’indagine sul progetto del trincerone ferroviario, potenziale dorsale di confluenza del traffico interno. La notizia è mozzafiato per la stampa locale (quasi insignificante, più tardi, invece sar  quella dell’assoluzione degli arrestati). A un cronista del Giornale di Napoli che intervista De Luca telefonicamente, nelle sua nuova funzione di primo cittadino, il 2 giugno di quell’anno tumultuoso, lui replica con calma “Il nostro interesse è che da oggi in poi tutto sia il più trasparente possibile questa indagine deve andare fino in fondo. Ho fiducia che gli indagati possano dimostrare la propria innocenza. L’opera dei magistrati ha il nostro pieno consenso”.
Sono passati vent’anni e l’ex segretario provinciale comunista è diventato un sovrano acclamato da giornalisti che ne sottolineano la posizione di preminenza (al numero 4) nella classifica dei sindaci italiani più amati. Salerno, la virtuosa. Contrapposta a Napoli, dalla vocazione criminale, affondata nella “monnezza” e malgovernata.
Tra le sue iniziative in cantiere, la più vecchia e pretenziosa- secondo Troisi- è la metropolitana che non ha presupposti per esistere “mancano soprattutto una domanda di trasporto adeguata e lo spazio- in superficie- destinato a un servizio da impiantare ex novo, in via autonoma”. Ma la fortezza del capo, affascinato dall’idea dell’agognata piazza della libert  sul mare (più maestosa della partenopea piazza del Plebiscito e sorvegliata dall’ecomostro) con al centro un’urna, custode delle proprie ceneri, è presa di mira da un comitato cittadino (no Crescent), che lotta contro la ferita al paesaggio, e da Italia Nostra. La presidente della sezione salernitana, Raffaella Di Leo, che firma la prefazione del volume, spiega le ragioni della battaglia. “Senza un disegno coerente con il suo ambiente naturale, i suoi beni architettonici, la sua storia, le attivit  di ricerca della sua universit , Salerno si affida oggi             6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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Gaetano Troisi
La grande muraglia nel porto di Salerno
come si sfregia una citt 
edizioni controcorrente
pagg.240, euro 10

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TROISI IO, CONTRO LO SCEMPIO URBANO
(do.ga.)

Di origine irpina, Gaetano Troisi, avvocato e ex bancario, vive a Salerno e ama quella che è diventata sua citt . Fino a che punto lo spiega nell’intervista che segue.

Lavori al Crescent, De Luca indagato per falsit  ideologica e abuso d’ufficio in merito a fatti che risalgono al 2008. La notizia è successiva di qualche mese alla pubblicazione del suo libro. Le sue pagine anticipano i dubbi dei magistrati…
Non ho mai pensato che delitti urbanistici della dimensione del "Crescent" possano trovare soluzione in sede giudiziaria. I magistrati, se vogliono, potranno affacciarsi, attraverso il libro, su panorami per me inquietanti, come la distruzione delle terme nel cuore della Citt . L’abuso di ufficio, se c’è, trover  la sua sanzione, ma non canceller  lo scempio compiuto che resta nei secoli. Il Consiglio di Stato prima ha sospeso i lavori, poi ne ha consentito la ripresa. Il "mostro" è cos cresciuto con ritmi da catena di montaggio. Dubito che si arriver  al suo abbattimento, come gi  avvenuto in altri casi-simbolo di speculazione edilizia abominevole. Il mio libro mira a favorire la presa di coscienza dell’opinione pubblica e la reazione contro l’uso indiscriminato della risorsa suolo. Stranamente, i partiti tradizionali sono rimasti e restano in silenzio. E dice tanto questo silenzio il vero partito maggioritario e trasversale è quello che si raccoglie sotto la bandiera del Cemento Armato.
Nel frattempo, De Luca è diventato viceministro a infrastrutture e trasporti. “L’ incanto dei fuochi d’artificio”, per dirla con un’espressione che lei utilizza in queste pagine, è ancora più forte sull’opinione pubblica?
La sonnolenza dell’opinione pubblica, abilmente favorita con la scarsa informazione o la sua manipolazione, genera i suoi effetti perversi. L’occupazione di seggi importanti rallegra nella misura in cui sar  in grado di potenziare e incrementare il «bene comune». Il tempo, si dice, è galantuomo. Restiamo in attesa, senza entusiasmo e senza pregiudizi.

Però c’è il pressing del Movimento 5 stelle e del Pdl sull’incompatibilit  tra i due incarichi. Il sindaco deve dimettersi oppure ci saranno elezioni anticipate. Nella seconda eventualit  come pensa che si orienteranno gli elettori?
La presenza del M5Stelle è positiva nel senso di rappresentare una spina nel fianco all’intero sistema politico nazionale con la scelta del terreno di scontro la lotta ai privilegi del ceto politico, ad esempio, e l’intransigenza, nel caso, sul rispetto della legge, insieme a zone non esigue in ambito PDL. Ma se si è giunti a tanto, c’è da chiedersi che genere di democrazia è la nostra? In altre parti del Paese (Padova) la legge è stata rispettata senza problemi. desolante notare che la resistenza alla sua sovranit  provenga, nel nostro caso, da un uomo di punta della sinistra "doc" che si era fatto apprezzare nella lotta al "clericofascismo" e ai suoi guasti proprio nell’uso spregiudicato del suolo. Da oltre un ventennio domina la scena politica salernitana, anche da una tivù locale, senza contraddittorio. Gli elettori, quelli più informati e gelosi del loro stato di cittadinanza, hanno materia abbondante per riflettere e decidere. Ma il risveglio generale è condizionato dalla "qualit " dell’alternativa.

Lei parla di citt  disinformata e di una stampa locale (quasi) megafono di De Luca. cambiato qualcosa in questi mesi? Come è stato accolto il suo libro dai salernitani e dai giornalisti?
Qualcosa sembra muoversi nella direzione della presa di coscienza da me auspicata si tratta di segnali di speranza che inducono a un cauto ottimismo. Il mio libro, francamente, circola come un oggetto clandestino, tipo samisdastz, quando nei tempi bui dell’URSS era difficile diffondere notizie contro il regime. Ma l dove penetra, riesce a seminare quanto meno il dubbio su dove stiamo andando. E questo mi ripaga ampiamente del lavoro compiuto e della decisione di venire allo scoperto affiancando l’azione di «Italia Nostra» e dell’associazione culturale «I figli delle chiancarelle» contro il "mostro" e i suoi ideatori e potenti artefici.
Bassolino nei suoi due mandati da sindaco (e non solo) ha fatto il pieno di voti, come De Luca, che lo ha spesso attaccato sulla questione morale. Poi è inciampato sui rifiuti, da presidente della Regione Campania. Pensa che De Luca possa cadere sulla grande Muraglia salernitana?
Il voto plebiscitario è pericoloso. Lo abbiamo sperimentato nel ventennio che ci condusse a una guerra inutile e disastrosa. Gli uomini sulla scena politica che in quel modo si legittimano, messi alla prova, deludono le sp            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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BEBTB pMeranze che seppero abilmente suscitare. E, Bassolino, osò parlare di "Nuovo Rinascimento". Si può dimenticare? I problemi sono invero giganteschi, come quello dei rifiuti. Ma la loro soluzione sta anche nell’educare la gente a limitarli. In ogni caso, a creare strutture idonee a smaltirli, come si fa in Nordeuropa, traendone i vantaggi possibili. Il problema del resto è noto e dolente l’aggravio delle tasse in arrivo forse contribuir  alla presa di coscienza generale, con i risvolti inquietanti che covano sotto la cenere. La mia preoccupazione assorbente, perciò, non è la caduta di De Luca ma il modello politico che ci governa in particolare mi inquieta la facilit  con la quale lo scempio urbanistico è stato possibile, in tutta impunit . Al posto di De Luca ci potrebbe essere un altro, e questo non cambierebbe la mia posizione contro la doppia morale di chi predica bene e razzola male. Il tempo è giusto giudice, si dice non mancheranno ad aggravarsi problemi arcinoti il traffico insostenibile, il costo umano e ambientale che comporta il nostro tipo di sviluppo, e tutto il resto. In breve, le conseguenze negative a spirale che esso determina. E in particolare sulla vivibilit  di Salerno, sfregiata in modo irreparabile nel suo cuore antico. Non è un caso se la Chiesa si è decisa a reclamare la difesa del "Creato". La situazione si è fatta pesante, dalle Alpi a Lampedusa.

In foto,la copertina del libro e Gaetano Troisi

luned 17 giugno 2013