Un dono di conoscenza celato e poi svelato dalla maschera dell’arte è “Il giardino del sapere”, l’allestimento di Clara Rezzuti ospitato nella sala Leopardi della Biblioteca Nazionale di Napoli fino al 28 marzo.
Lo scenario è sospeso, surreale, si passeggia tra alberi ridotti all’essenza e ritratti di volti familiari sono i sapienti di ogni tempo che scrutano il visitatore aiutandolo a seguire la strada della riflessione e dell’approfondimento. Facile far volare il pensiero ai peripatetici, i discepoli di Aristotele che passeggiando facevano scuola, ma anche ad Alice nel paese delle meraviglie, catapultata nel mondo dapprima ignoto e spaventoso della crescita. E cos, tra la curiosit  e la paura si prosegue il viaggio della consapevolezza verso una postazione di studio.
L’ensemble è lunare, bianchissimo, sembra di essere nell’aldil  dell’intellettuale. La forma si avvicina alla scenografia teatrale e se ci si lascia trasportare si è catapultati in un sogno ad occhi aperti. Il risveglio? Più consapevole del percorso fatto prima di noi da chi ha donato la vita al pensiero e con una visione più chiara della direzione da seguire.
Giardino e non foresta perch nel primo l’intervento dell’uomo ordina e programma, nella seconda la spontaneit  della natura rischia di generare disordine, intrico di rami che ostruiscono il passaggio, e non si va avanti. Una cascata di citazioni segna il sentiero da seguire, le parole come binari del sapere.
Ma come suggerisce Mauro Giancaspro, direttore della biblioteca e curatore della mostra “il percorso potrebbe essere compiuto al contrario, dalla compostezza del giardino della lettura al fitto intrigo degli alberi; non ne muterebbe il godimento e non si smorzerebbe l’intensit  delle suggestioni (…). Allora la foresta ben potrebbe rappresentare la variegata ricchezza, se volete l’ingovernabile disordine, delle immagini che popolano i nostri sogni e le visitazioni oniriche suscitate dalle nostre letture”.
L’arte di Clara Rezzuti è del resto essa stessa sapiente, matura e non improvvisata. Più costruttiva che provocatoria, riesce a dare qualche risposta più che suscitare domande ed è sospesa nel tempo piuttosto che strettamente contemporanea. Anche l’estetica è soddisfatta, si potrebbe restare ore nel “giardino del sapere” , si sta bene, i pensieri scorrono e si nutrono, la coscienza respira.
Catalogo Alterstampa Edizioni con introduzione di Mauro Giancaspro, testi di Mario Franco, Diana Gianquitto, Dario Giugliano, Dino Pasquali.

Le foto della mostra sono di Nando Calabrese

Clara Rezzuti. Il giardino del sapere
Biblioteca Nazionale di Napoli, Sala Leopardi
Fino al 28 marzo
Info www.bnnonline.it