Dopo il boom di presenze del primo maggio, Napoli raddoppia: domani 2 giugno, festa della Repubblica, rimarr  straordinariamente aperto il complesso monumentale del Museo e Cappella S. Severo. La decisione della direzione è resa possibile grazie anche alla disponibilit  dei dipendenti di lavorare nel giorno di chiusura settimanale (marted) e festivo. Tutto per offrire ai turisti un’accoglienza nel centro storico degna delle più importanti citt  d’arte del mondo.
Luogo di misteri e evocazioni esoteriche, la Cappella S. Severo nasce da un progetto del principe Raimondo di Sangro nel 1742- la Cappella funeraria di S. Severo fu però edificata nel 1590, quando Giovan Francesco di Sangro duca di Torremaggiore, avendo fatto voto durante una grave malattia, fece costruire in una parte del giardino del suo palazzo una «piccola cappella» per venerare un’immagine della Vergine della Piet . Nel 1608 Alessandro di Sangro, figlio di Giovan Francesco, l’ampliò e destinò la cappella, oltre al culto, a luogo di sepoltura per la sua famiglia.
– la sistemazione attuale del piccolo e suggestivo spazio si deve però al principe Raimondo. Singolare figura di uomo d’armi, letterato, sperimentatore e alchimista, numerose sono le leggende sorte sul suo personaggio. Massone fin dagli anni quaranta del secolo e Gran Maestro della loggia napoletana.
Nella spettacolare cappella, nove figure delle virtù dialogano con i monumenti della famiglia Sangro; e, lo splendido “Cristo velato” opera di Giuseppe Sanmartino, evidenzia tutta l’abilit  dell’artista nel plasmare la materia marmorea. Il velo ricollega ai riti massonici dell’iniziazione dei Gran Maestri che vi partecipavano coperti da un velo che cadeva solo al termine del rituale. La scultura, eseguita nel 1753, fu concepita per essere posta nella cavea illuminata dall’alto dalla lampade eterne inventate dal Principe, e non dov’è oggi, al centro della navata. La semplicit  della pianta rettangolare, d  grande risalto alle sculture celebrative e alla decorazione.
Dei tanti monumenti restano solo quello di Paolo di Sangro posto dal figlio Giovan Francesco nel 1642 – collocato nella prima cappellina della parete sinistra. ritratto a figura intera con i paramenti militari in primo piano che parla dello spirito eroico di quella nobilt  napoletana che cercò glorie e onori al seguito degli eserciti spagnoli.
Vi è poi il Monumento a un altro Paolo di Sangro (1569-1626), quarto principe di Sansevero, scultura databile al secondo quarto del secolo XVII, posto nella prima cappella a destra. Il Monumento a Giovan Francesco Paolo di Sangro (1524-1604), fondatore della cappella, è collocato dopo quello del Mencaglia e fu voluto dal figlio Alessandro di Sangro, patriarca di Alessandria Nel 1749 il pittore Francesco Maria Russo affrescò la volta raffigurante la Gloria dello Spirito Santo.
Ai lati del presbiterio, al centro del quale la vasta scenografia Deposizione di Francesco Celebrano, sono collocati a sinistra La Pudicizia di Antonio Corradini, e a destra Il Disinganno di Francesco Queirolo.
Con significati esoterici anche il pavimento ed il soffitto: il primo con un disegno labirintico,che allude al percorso iniziatico, realizzato in bianco e nero, colori del bene e del male;l’altro, affrescato dal Russo nel 1749, mostra la colomba bianca, rappresentativa dello Spirito Santo, e, in alchimia, della materia prima da cui ha origine la pietra filosofale, con in testa il triangolo, simbolo divino ma anche del fuoco e della stessa massoneria.

Museo S. Severo

orario: dalle 10.00 alle 13.30 (ultimo ingresso alle 13.10)

Nella foto, il Cristo velato (particolare)