L’Accademia delle Belle Arti di Varsavia festeggia i suoi primi 70 anni in Campania. Tra le più prestigiose e antiche in Polonia, è impegnata con 5 studenti della Facoltà di Conservazione e Restauro, coordinati da Krzysztof Chmielewski e Julia Burdajewicz, a ripristinare gli apparati decorativi di alcuni ambienti della Villa Arianna, nel sito archeologico di Stabiae. Ospiti per quattro settimane, fino al 4 agosto, al campus del Vesuvian Institute. Sono tornati a Castellammare per il loro terzo anno consecutivo.
Obiettivo dell’intervento: il restauro e il consolidamento del cubicolo 45, rinomato per la sua pregevole decorazione in II stile iniziale, e dell’ambiente 7, con affaccio sul mare, impreziosito da pitture parietali in IV stile.
Il progetto, sotto la direzione scientifica del Parco Archeologico di Pompei e il coordinamento della Fondazione Ras,  è supportato economicamente anche dal Ministero della cultura e del patrimonio nazionale della Repubblica di Polonia.
Il contributo dell’Accademia, che ha impiegato per il progetto di quest’anno complessivamente circa 15mila euro, permette di insegnare tecniche di restauro sul campo a studenti di livello avanzato e allo stesso tempo di fornire un contributo importante per la preservazione del sito.
«Troviamo stimolante – spiega  Chmielewski – lavorare a Stabiae, un sito unico e accogliente. Qui si crea un rapporto intimo, lontano dalla risonanza di Pompei, con opere di grande valore artistico. Di questa opportunità ringraziamo il Parco Archeologico di Pompei, nella figura del direttore Massimo Osanna e il supporto sostanziale e amichevole dei restauratori del Centro del Restauro dell’Ufficio Scavi di Stabia Luigi Giordano e Teresa Squillante. Preziosa poi l’organizzazione logistica offerta dalla Fondazione Ras con cui da anni abbiamo instaurato una lunga e duratura collaborazione».
In foto, studentessa impegnata nel restauro a Stabiae

 

 

 

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