La Valle del Tempo edizioni/ “La varietà umana”: il primo romanzo di Nicola Guarino fa i conti con la vita. Se il Passato è un uomo nero che bussa alla porta di casa

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La realtà è un pretesto per narrare. Per tuffarsi nel proprio mondo d’autore pescando ricordi di vita vissuta, costruiti nella cornice di un romanzo. Il primo di Nicola Guarino che dopo il volume di racconti “Tutto qui” dell’editore perugino Graphe, propone, questa volta con la casa editrice napoletana, La Valle del Tempo, il libro “La varietà umana”.
Un romanzo di formazione contemporaneo che sceglie come protagonista Raimondo De Martino, un uomo qualunque. È in pensione ormai, ha appena perso la moglie Marisella colpita dal Covid. Ha tre figli, il primo, Ernesto, avuto da una precedente unione, Saverio e Emilia.
Iniziando la lettura siamo catapultati in un tempo che ci sembra lontanissimo, quello dei vaccini e delle mascherine per contenere l’epidemia. Una quotidianità congelata nel silenzio che rispecchia lo stato d’animo di Raimondo. Solo, nel suo appartamento nella provincia napoletana dove passeggia tra le sue memorie, se la gode fino in fondo questa sua solitudine (spesso desiderata quando era ancora in coppia) che la famiglia, invece, vorrebbe alleviargli.
Per qualunque cosa chiama… Fatti da cucinare, non cominciare a mangiare solo scatolette e surgelatiNon è che ora senza mamma ti metti a fumare come un pazzo… Non bere troppi caffè, e non stare sempre a casa, prendi la macchina e vieni
L’eco di queste parole svanisce non appena Raimondo raggiunge l’atmosfera immobile della sua casa, rassicurante, protettiva, avvolgente. Tutto è riconoscibile in questo luogo. E allora scopriamo che l’uomo qualunque, invece, riannodando i fili delle sue esperienze, ha molto da dire su quella varietà umana che ha incontrato nel suo percorso.
Fantasmi che riaffiorano come quel Tamurè che è un feticcio, un simbolo Voodoo  con il volto ossuto, le braccia lunghe si agita ben fermo sul letto, incarnazione delle sue ansie universitarie che anticipa la rievocazione del sua vacanza caraibica, un regalo degli zii Francesco e Caterina, dopo l’esame di maturità.
Una visione indimenticabile che si materializza in una bottiglia di rum regalata da Virginia, affascinante locandiera della Brisa, il locale tutto di legno dove le notti passavano tra bollenti merengue e gelidi Cuba libre. Un amore mai consumato e nemmeno realizzato che lascia una profonda traccia di nostalgia.
La sua vita Raimondo la raccoglie in quadri di letteratura che cambiano con rapidità, uniti da un personaggio inquietante e invadente, un uomo con il volto massiccio e un impermeabile scuro. Il suo Passato, che gli chiede di fare i conti con lui.
L’uomo nero bussa alla sua porta e infine riesce ad accomodarsi di fronte a lui, diventando occasione per approfondire anche la conoscenza con sé stesso. Le pagine sfilano davanti ai nostri occhi: vediamo un Raimondo impegnato politicamente con giovanile fede cieca nel partito comunista, la speranza del sorpasso sulla Democrazia cristiana, la delusione. La morte di Moro e la parabola assassina del terrorismo decretano, molto prima del 1989 e del crollo del muro di Berlino, come rammenta il protagonista, il tramonto della sinistra italiana.
Implacabile l’uomo nero lo pungola e il pensiero reagisce a nuove ondate di reminiscenze: quanta amarezza anche per sua passione per il cinema che lo spinge a organizzare una rassegna estiva cinematografica di successo, affiancato dal sindaco della sua cittadina, in villa comunale, per poi essere messo all’angolo da invidia e gelosie, mosse dalla politica.
Raimondo e l’infedeltà che si chiama Arianna. Un giorno lei venne da me incurante del rischio che Marisella stesse per rientrare. In preda all’ansia la imploravo di andare via, lei mi assicurava dicendo. “sì, si, vado via subito, ma tu mi ami?”…. Certo, certo – insistevo, divorato dall’ansia – ma ora va’ via”. Marisella arrivò cinque minuti dopo il suo allontanamento da casa!
Il Passato mette a nudo la sua viltà e i suoi ripetuti tradimenti, eppure la moglie Marisella resta un punto fermo, ma la vita si evolve e lo spinge a guardare in avanti, nelle sue sfaccettate sfumature. Che sembrano concretizzarsi nell’opera scelta per la copertina, un dipinto dall’emblematico titolo Figure del conflitto, firmato da Stefano Di Stasio. Un pezzetto dell’universale varietà umana. Che vive di abissi interiori.
©Riproduzione riservata

Il LIBRO
Nicola Guarino
La varietà umana
La Valle del tempo
Collana: tracce di memoria
pagine 200
euro 16
LE PRESENTAZIONI
Nicola Guarino presenterà il lbro a Napoli, giovedì 26 febbraio, alle 17,30, nella cappella Pontano, in piazzetta Pietrasanta 17 – 18 (angolo di via Tribunali) con Guido D’Agostino e Donatella Gallone. Venerdì 27 febbraio, alle 18.30 con Felicia Tafuri alla libreria iocisto, in via Domenico Cimarosa, 20 Piazzetta Aldo Masullo.
L’AUTORE
Nato ad Avellino nel 1958, Nicola Guarino, è l’ultimo di una famiglia numerosa. Da bambino si è trasferito a Napoli dove ha vissuto fino a 46 anni per andare a installarsi, poi, a Parigi. Dopo il classico a Napoli (ha frequentato il liceo Genovesi), si è laureato in Giurisprudenza alla Federico II ed è diventato avvocato. Nella capitale francese, grazie a un diploma conseguito all’Università per stranieri di Perugia, insegna lingua italiana all’Università della Sorbona. Ha ideato un sito/giornale on line che si chiama Altritaliani.net di cui è cofondatore e a cui collaborano giornalisti e intellettuali italiani e non solo.


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