Le disobbedienti/ L’avventura umana della clarissa spagnola Ana de Cristo: da Toledo a Manila dove fon­dò il primo monastero fem­mi­nile delle Filip­pine

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«I libri. Oggetti delicati ma insidiosi. Facili a insuperbire le menti dei saggi, figurarsi quelle degli umili. Per questa ragione, di imparare a scrivere nemmeno a parlarne. A cosa mai le sarebbe servito? Le mani di una donna dovevano stringere ago e filo, non penna d’oca. Così almeno diceva Martita. E poco importa se suo padre, da vivo, fosse di un’altra opinione».
A voler imparare a scrivere era Ana de Cristo, suora clarissa spagnola che nel 1621 intraprese un intrepido viaggio, durato oltre un anno, verso le Filippine. La sua biografia è raccontata da David Salomoni in La donna dei tre mondi da poco in libreria per Laterza.
L’autore ricostruisce, con stile fluido e accento intimista, la storia di una suora che testimonia l’opera di evangelizzazione cattolica in terre lontane dalla madre patria, in questo caso la Spagna, un regno che ne XVII secolo estendeva il proprio dominio su un vasto territorio.
Figura di riferimento della protagonista è una carismatica nobildonna di Toledo, una leader dotata di una ferrea forza di volontà, Jerónima de la Asunción, in odor di santità e a capo del manipolo di clarisse che lascia l’Europa andando incontro all’ignoto per fondare una nuova missione. Ana, orfana cresciuta in campagna dagli zii e innamoratasi di un ragazzo che scompare dalla sera alla mattina, si avvicina a Dio entrando in uno spazio fisico, luogo di pace interiore, in cui ascolta le illuminanti lezioni di vita della badessa che la conquista all’idea del viaggio verso un mondo altro:
«Ricorda chi ama davvero non resta mai ferma».
Salomoni ci ha abituato a una scrittura densa di richiami, echi e riflessioni, una scrittura che richiede una lettura attenta: «Da quando, si domandò, gli uomini erano capaci di spingersi tanto in lá? Quasi un atto di superbia, se non fosse stato per l’alto fine di portare il Vangelo. Tre mesi di navigazione le attendevano, in quel deserto blu, alla rincorsa del metallico stacco tra il cielo e il mare», l’interrogativo suggerito e immediato si affaccia alla mente: la brama di conoscenza è, dunque, da intendersi valore positivo solo quando asservito al superiore fine della catechesi?
Il dilemma del libero arbitrio è sul tappeto, la fame di conoscenza celebra dio solo quando orientata ad accrescere le schiere dei fedeli perché se disgiunta da tale nobile scopo è da punire come peccaminoso esercizio di superbia? Argomentazioni che riportano alla memoria la cacciata dal paradiso, Giordano Bruno, Galileo Galilei …ma per quanto madre Jerónima fosse una pia religiosa non le sfuggivano le cose di questo mondo: «Inoltre, a volte, dimenticava che quello era un mondo governato da uomini per gli uomini, e che, se avesse voluto portare a termine la sua missione, dando un senso a tutti i loro sacrifici, avrebbe dovuto contare sulle sue sole forze e sull’aiuto della Provvidenza».
Tra le pagine vi è spazio per cogliere il turbamento della protagonista, la sua determinazione, la fede, la capacità di adattamento e la condivisione di una regola e un progetto che si compirà con l’arrivo a Manila dove, nel 1631 alla morte di suor Jerónima, raccoglierà il testimone alla guida del convento di Santa Clara.
Con dedizione e indefesso lavoro conquistò alla fede altre donne, ampliò il convento e avviò una nuova missione in Cina. Ana seguì il suggerimento ricevuto in giovane età dalla sua mentor e amando il prossimo non si fermò innanzi agli ostacoli di natura materiale e spirituale anche quando, di fronte alla possibilità di recuperare il tempo perduto con il ragazzo amato, decise di confermare la scelta religiosa.
La donna descritta dall’autore vive i dubbi, i timori e le speranze di ogni essere umano, non subisce le scelte ma le agisce acquistando consapevolezza di sé stessa e delle caratteristiche della vita conventuale: «Per le donne, infatti, il monastero era uno spazio di potere sottratto (almeno in parte) all’influenza degli uomini. Dalle loro celle, nei chiostri, dalle inferriate che le separavano dal modo corrotto e pulsante, suore, madri e seňoras potevano intessere le loro reti di mutue relazioni, di potere, di patronaggio, di influenza come Doňa Juana de Toledo, che tramite il fratello parlava fino all’orecchio del re».
L’autore, ancora una volta, ci regala una storia scritta con uno sguardo sul mondo visto con gli occhi delle donne.
©Riproduzione riservata
IL LIBRO
David Salomoni
La donna dei tre mondi
Laterza
Pagine 210
euro 20


L’AUTORE
David Salomoni è docente presso l’Università per Stranieri di Siena. Ha lavorato nel Dipartimento di Storia e Filosofia della scienza dell’Università di Lisbona nell’ambito del progetto ERC Rutter: Making the Earth Global e nel 2022 è stato Berenson Fellow presso l’Harvard University Center for Italian Renaissance Studies a Villa I Tatti. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Educating the Catholic People: Religious Orders and Their Schools in Early Modern Italy (1500-1800) (Brill 2021) e Santo Antão. The Jesuit College in Lisbon and Its History(a cura di, con altri, Brill 2025). Per Laterza è autore di Magellano. Il primo viaggio intorno al mondo (2022), Francis Drake. Il corsaro che sfidò un impero (2023) e Leonesse. Le guerriere del Rinascimento (2024).

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