Qui sopra, un’incisione di Francesco João. In copertina, terre colorate su tela di Salvatore Emblema (1973)

   Generazioni lontane. Unite dalla sperimentazione. La galleria (napoletana) Solito in piazza E. De Nicola, a Porta Capuana, nel complesso del Lanificio propone due autori da mondi differenti, Francesco João e Salvatore Emblema.
Il primo è italobrasiliano, non ancora quarantenne, vive e lavora tra Milano e San Paolo. Il secondo (classe 1929) è scomparso nel 2006 lasciandoci in eredità la bellissima casa di Terzigno, nel vesuviano, diventata museo e popolata dalle sue opere che respirano il profumo della natura.
La mostra, realizzata in dialogo con il curatore Massimiliano Scuderi, introduce una lettura della ricerca di Salvatore Emblema. Una selezione di lavori di Emblema, realizzati tra il 1969 e il 1976, fa emergere come la relazione tra superficie, luce e ambiente definisca un campo operativo che si estende oltre il quadro.
E tali questioni legate allo spazio e al paesaggio trovano una sorprendente corrispondenza nei lavori di João che lascia il telaio esplicitamente visibile mentre Emblema gioca sulle trasparenze, sfilando la tela.
Simile anche il loro rapporto con il design e, più in generale, con l’oggetto – come nel caso di una panca che è anche scultura, o di una scultura utilizzabile, reinventando il rapporto tra chi produce e chi è il fruitore dell’opera.
La mostra si inaugura domani giovedì 21 maggio e sarà accessibile fino al 2 giugno 2026. Nell’occasione sarà presentata la terza pubblicazione della rivista NÉA, edita da iemme edizioni, che accompagna il programma espositivo.  
Orari di apertura: venerdì 22 e sabato 23 maggio dalle 11.00 alle 19.00, domenica 24 maggio dalle 10.00 alle 13.00.  
Per saperne di più
https://galleriasolito.com/

 

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