Riapre le porte del suo atelier napoletano, Antonio Conte. All spalle della centralissima via Foria e a pochi passi dal magnifico orto botanico di Napoli.
Mercoledì 16 settembre alle19, la Piccola Galleria Resistente riapre le sue porte e inaugura il suo quinto anno di attività con la mostra personale dell’artista Clelia Le Boeuf, dal titolo «Napoli sotto shop».
L’iniziativa rientra nella cornice di Vespero napoletano. Festival del Turismo Lento (3ª edizione), la rassegna promossa dal Comune di Napoli, dall’assessorato al turismo e alle attività produttive e dall’assessorato alla salute e al verde per incoraggiare una fruizione sostenibile e consapevole della città. In perfetta sintonia con lo spirito del festival, la mostra offre uno sguardo critico, poetico e fuori dagli schemi sulle trasformazioni urbane e sul turismo di massa nei quartieri storici partenopei.
Ironia e tradizione. Clelia Le Boeuf è un’artista che si muove tra tra illustrazione, arte visiva e installazioni, costruendo immaginari simbolici e rimodulando la realtà attraverso la poesia (foto).
Napoli sotto shop è un progetto in chiave pop che nasce da una riflessione sulla gentrificazione di Napoli e sulla progressiva perdita di significato dei suoi simboli popolari, sempre più trasformati in oggetti di consumo e souvenir mordi-e-fuggi.
Cosa vedrete? Poster in edizione limitata: Un’indagine visiva sulle icone dell’immaginario della città, osservati nel momento in cui vengono svuotati del loro valore originario per essere messi «in vendita».
Ex voto contemporanei: pezzi unici nati dal riciclo di scarti e prove di stampa dei poster, assemblati e ricomposti come reliquie visive tra sacro e profano.
Installazione centrale: Un’opera al centro della sala che invita il pubblico a riflettere, con ironia e poesia, sulla fragilità umana: «nessuno di noi è veramente salvo».
Clelia gioca con i luoghi comuni rovesciandone il significato attraverso un delicato gioco ironico, smontando ogni stereotipo legato alla città per creare una nuova narrazione visiva: Napoli non è sotto assedio, ma è sicuramente «Sotto shop».
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Piccola galleria resistente

Piccola Galleria Resistente / ‘Napoli sotto shop’: Clelia Le Boeuf reinvents reality through ironic poetry. Between posters and ex-votos
Antonio Conte is reopening the doors of his Neapolitan studio. It is situated just off the very central Via Foria and a stone’s throw from Naples’ magnificent botanical gardens.
On the 16th of September at 7.00 pm, the Piccola Galleria Resistente will reopen its doors and mark the start of its fifth year of activity with a solo exhibition by the artist Clelia Le Boeuf, entitled ‘Napoli sotto shop’.
The initiative is part of ‘Vespero Napoletano. Festival del Turismo Lento’ (3rd edition), an event promoted by the City of Naples, the Department for Tourism and Productive Activities, and the Department for Health and Green Spaces to encourage a sustainable and mindful experience of the city. In perfect harmony with the spirit of the festival, the exhibition offers a critical, poetic and unconventional perspective on urban transformations and mass tourism in Naples’ historic neighbourhoods.
Irony and tradition. Clelia Le Boeuf is an artist whose work spans illustration, visual art and installations, constructing symbolic imagery and reshaping reality through poetry (photo).
‘Napoli sotto shop’ is a pop-art project born out of a reflection on the gentrification of Naples and the gradual loss of meaning of its popular symbols, which are increasingly being transformed into consumer goods and hit-and-run souvenirs.
Cosa vedrete? Poster in edizione limitata: un’indagine visiva sulle icone dell’immaginario della città, osservati nel momento in cui vengono svuotati del loro valore originario per essere messi «in vendita».
Ex voto contemporanei: pezzi unici nati dal riciclo di scarti e prove di stampa dei poster, assemblati e ricomposti come reliquie visive tra sacro e profano.
Installazione centrale: Un’opera al centro della sala che invita il pubblico a riflettere, con ironia e poesia, sulla fragilità umana: «nessuno di noi è veramente salvo».
Clelia gioca con i luoghi comuni rovesciandone il significato attraverso un delicato gioco ironico, smontando ogni stereotipo legato alla città per creare una nuova narrazione visiva: Napoli non è sotto assedio, ma è sicuramente «Sotto shop».







