Ci sarà il figlio a Napoli, per una proiezione da non perdere. Venerdì 28 febbraio alle 20.30 all’Academy Astra di via Mezzocannone, per la rassegna “AstraDoc – Viaggio nel cinema del reale”,  arriva  il film Andrej Tarkovskij. Il cinema come preghiera diretto appunto da Andrej A. Tarkovskij (Italia, Russia, Svezia 2019 – 97’), presentato in prima mondiale alla 76° Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione “Venezia Classici” e allIDFA International Documentary Film Festival di Amsterdam, il più importante evento mondiale legato al cinema documentario.
 L’erede del cineasta russo scomparso nel 1986 a soli 54 anni parteciperà all’evento in sala con Giulio Sangiorgio, direttore di FilmTv e critico cinematografico.
Il figlio racconta vita e le opere del maestro dandogli la parola: con foto e video d’epoca, registrazioni audio inedite e riprese effettuate sui luoghi vissuti in Russia, Svezia e Italia.
E’ lui stesso a narrarsi condividendo i suoi ricordi, il suo sguardo sull’arte, le riflessioni sul destino dell’artista e sul senso dell’esistenza umana. Con rarissime registrazioni audio e inediti di poesie di Arsenij Tarkovskij, uno dei più grandi poeti russi del Novecento e padre di Andrej.
Le immagini del film sono costituite da frammenti tratti dai film originali, materiali foto e video d’epoca e riprese effettuate sui luoghi della vita e dei set di Tarkovskij in Russia, in Svezia e in Italia, sua patria adottiva (foto).
Tarkovskij,  cui film sono considerati capolavori del cinema mondiale, ha lasciato otto pellicole e il desiderio sempre più crescente di comprendere la sua l’opera.
Spiega l’autore di questo prezioso docufilm: «Sono stati molti e originali i tentativi di spiegare il “fenomeno Tarkovskij” nell’arte contemporanea. Ma cosa ne pensava Tarkovskij stesso? Quali sono stati i principi che l’hanno guidato nel creare i suoi capolavori? Da dove veniva la sua ispirazione? Che cosa stava vivendo e cosa voleva comunicare alle persone che vedevano i suoi film? Sarebbe possibile, più di trent’anni dopo la sua morte, sentire di nuovo la voce del regista che parla della sua vita, del suo lavoro, della sua vocazione? Questi sono stati gli obiettivi che mi sono posto realizzando il film, per portare gli spettatori alle origini del pensiero del regista e per condividere l’emozione di incontrare di nuovo il grande artista, uomo e mentore che è stato mio padre».
Per saperne di più
www.arcimovie.it

 

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