Dall’Accademia di belle arti di napoli riceviamo e pubblichiamo il documento del Collegio dei professori dell’Accademia di Belle Arti di Napoli espresso a maggioranza a proposito dell’occupazione studentesca in via Costantinopoli.

Il Collegio dei Professori, riunitosi in via telematica e d’urgenza la mattina del 1 marzo 2021, alla luce dell’occupazione della sua sede monumentale,esprime, innanzitutto grande preoccupazione per il complesso momento storico che si sta vivendo nel mondo a causa della pandemia da Sars Cov2 e per gli esiti e i riflessi di questa tragedia sul mondo della cultura, della formazione e della ricerca tutto.
Sicuramente stiamo vivendo una situazione di emergenza e i danni e i difetti del distanziamento forzato per l’Alta Formazione Artistica sono davvero tanti ed evidenti. La didattica delle arti si fonda sul concetto di comunità, sul laboratorio, sul confronto quotidiano, sulla relazione e sugli sguardi incrociati poiché non è trasmissione di soli saperi teorici bensì di learning by doing.
E questa specificità della didattica delle Arti ci è stata riconosciuta anche da alcuni Decreti emanati ad hoc dal Mur.  I nostri spazi, come i tanti altri delle oltre cento istituzioni Afam, (Accademie, Conservatori e Isia) sono da un anno disabitati, silenti e in attesa. Tutti, studenti e docenti, speriamo di tornarvi ogni giorno, non contingentati e senza mascherine…
Intanto tra varie fasi e colori dei nostri territori, la didattica non si è mai fermata e la formazione artistica è continuata nell’Accademia di Belle Arti di Napoli con passione e con la convinzione di dover vincere insieme una nuova e più complessa battaglia.
Quindi, nonostante tutto, questa grande “emergenza digitale” in cui volenti o nolenti ci siamo tuffati tutti da un giorno all’altro ha costituito una sfida per mettere in campo nuove metodologie didattiche, nuove sperimentazioni, per riflettere sul mondo che cambia e soprattutto per non ledere il diritto degli studenti alla formazione ed al prosieguo e la conclusione del loro percorso di studi.
L’Accademia di Napoli è una delle più grandi e prestigiose d’Italia, un bene culturale, patrimonio materiale e immateriale, luogo di didattica, ricerca e produzione di cui tutti andiamo fieri e della quale ci sentiamo parte viva ed attiva attraverso il nostro lavoro quotidiano.
Per questo sentiamo la necessità di rispondere al disagio di tutti gli studenti, circa 3600, della nostra Istituzione che sono attualmente impegnati nella sessione di esami e che non senza difficoltà di ogni genere, hanno insieme a noi continuato il loro percorso di crescita intellettuale.In questo anno drammatico per tutti, vogliamo esprimere la solidarietà a quanti in questo difficile momento vivono in primis condizioni precarie di salute e di lavoro.
Stiamo lavorando tutti insieme e senza sosta per continuare a rendere vitale e produttiva un’istituzione che paga un prezzo molto alto all’emergenza sanitaria con la negazione totale della relazione che è alla base della sua mission.
Ma se il disagio è dimensione comune, l’Accademia non può accettare assolutamente che la sua sede centrale sia occupata da un gruppo di studenti che, rivendicando una apertura tout court, sembra non tenere in alcun conto leggi, regole e restrizioni imposte dalla pandemia e che pretestuosamente crede di poter parlare a nome di tutto il corpo studentesco senza mostrare, nei fatti, alcuna apertura per un dialogo reale con l’istituzione.
Siamo certi che la maggioranza degli studenti che conosciamo a fondo non si riconosca in questo tipo di azioni che impongono uno stop al piano di riapertura dell’Istituzione, nel rispetto delle regole e dei decreti. Infatti, da tempo si lavora per un rientro organizzato per piccoli gruppi, considerato il numero elevato di iscritti ed in parte si era già partiti con la Scuola Restauro che ha obbligo di frequenza e che viene purtroppo fermata anche dalla nuova ordinanza regionale.
L’Accademia di Belle Arti è luogo di dialogo aperto e democratico, il Consiglio dei Professori continua a credere fermamente nella forza del dialogo ed assicura la massima apertura nei confronti delle posizioni, anche differenziate, dell’intero corpo studentesco trovando soluzioni laddove possibile che rispondano alle giuste richieste.
Si auspica, quindi, che quanto prima la sede dell’Accademia sia resa disponibile, previa sanificazione, per il piano di rientro programmato.Il corpo docente tutto con i suoi organi deliberanti continuerà a lavorare come sempre con qualità e professionalità, assicurando ascolto e fattiva collaborazione per rispondere alle esigenze delle studentesse e degli studenti, ma stigmatizza qualsiasi posizione strumentale che ne impedisca l’attuazione e possa ledere il buon nome di tutta l’istituzione.
In alto, striscione in piazza Dante che ribadisce il senso della protesta sfociata nell’ occupazione dell’Accademia di belle Arti (scatto di Valentina Guerra)

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